Focus sulle utility: la neutralità climatica diventa legge europea

Il Parlamento Ue ha approvato la legge sulla neutralità climatica al 2050. L’obiettivo delle “net zero emission” diventa quindi “obbligatorio” per gli Stati membri secondo le indicazioni iniziali del new green deal europeo. Il Parlamento approverà entro settembre 2020 anche la revisione dei target al 2030 introducendo un obiettivo del 50-55% di riduzioni (contro l’attuale 40%) nei prossimi 10 anni.

Sono state lanciate inoltre le consultazioni su:
– la revisione della tassazione sull’energia, il cui scopo è quello di introdurre livelli di tassazione diversificata per il contenuto green (inclusa una diversa tassazione sui combustibili per il trasporto che potrebbe favorire il settore elettrico);
– l’introduzione del carbon leakage (dazi) per evitare la delocalizzazione delle produzioni per il differenziale di costo Co2;
– l’aumento dei target per efficienza, rinnovabili, Ets ed emissioni auto.

Alla luce di queste evoluzioni, gli analisti di Equita ritengono che in ambito Esg siano ben posizionate:
– le società renewables (Erg, Falck Renewables, Alerion), per la maggiore crescita di capacità installata;
– la distribuzione e la trasmissione elettrica (Enel, Acea e Terna) per gli investimenti necessari per la transizione elettrica e le municipalizzate per l’economia circolare e la distribuzione idrica (Acea, Hera, A2A, Iren); per Snam, continuano da Equita, l’esposizione potrebbe esserci solo con lo sviluppo dell’idrogeno, nel medio-lungo termine.

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