Ftse Mib in stand-by. Il quadro tecnico di cinque blue chip

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e fondatore di FinanzaOperativa.com del 22 luglio 2020

Il Ftse Mib è tornato indietro dopo aver tentato di riposizionarsi sopra quota 21.000 punti. Quali i possibili scenari nel breve?

Nei giorni scorsi dopo l’accordo sul Recovery Fund abbiamo assistito al classico caso del buy on rumors e sell on news. In realtà non c’è stato proprio un sell on news, ma a mio avviso hanno colpito il Ftse Mib delle fisiologiche e anche positive prese di beneficio. Da considerare che i volumi di scambio iniziano a languire e questo potrebbe portare allo sviluppo di un movimento laterale del Ftse Mib, con baricentro di oscillazione intorno a quota 20.500 punti. Solo con il superamento del massimo intraday di due giorni fa a 21.133 punti, potremmo assistere ad un ulteriore allungo dell’indice. Il primo obiettivo sarà a 21.360 punti, dove il 5 marzo è stato aperto un gap ribassista, mentre il target successivo è in area 22.000, con possibile obiettivo ultimo in zona 22.420, dove vedo veramente un bivio per il Ftse Mib.

Al ribasso invece monitorare molto attentamente quota 20.420 punti in ottica di brevissimo, mentre guardando un po’ più nel lungo termine segnalo i 19.940 punti che potrebbero rappresentare il limite inferiore del possibile movimento laterale di cui parlavo prima.

Cosa può dirci di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Dal punto di vista tecnico, per Unicredit se sarà confermata la tenuta del supporto dinamico in area 8,55 euro, nonchè della coincidente media mobile a 21 sedute, potremmo assistere ad una ripresa dell’uptrend di fondo in atto dalla seconda metà di maggio. In tal caso per Unicredit vedo un primo target a 9,45 euro e in seguito al test della soglia dei 10 euro, con stop loss sotto 8,55 euro.

Anche per Intesa Sanpaolo segnalo un’impostazione tecnica tutto sommato favorevole.  Il titolo di recente ha superato l’importante resistenza statica di medio termine posta a quota 1,85 euro e questo favorisce la continuazione dell’uptrend in atto dalla seconda metà di maggio. Potremmo assistere così per Intesa Sanpaolo ad un ritorno sopra quota 2 euro e in particolare alla chiusura del gap-down aperto a 2,04 euro lo scorso 6 marzo. Al di sopra di quest’ultimo livello Intesa Sanpaolo potrebbe salire verso i 21,4/2,2 euro, livello da raggiunger però un po’ più in là nel tempo.

STM oggi sale in controtendenza dopo la diffusione dei conti trimestrali. Cosa può dirci di questo titolo?

STM prosegue nell’uptrend di recupero iniziato dopo la seconda metà di marzo e oggi è andato a sfiorare la resistenza statica di medio termine posta a quota 28 euro. Gli indicatori tecnici sono ormai molto vicini alla zona di ipercomprato, quindi almeno in ottica di breve termine potremmo assistere ad un breve movimento laterale di consolidamento. In seguito il prossimo target per STM lo possiamo individuare a 29,4 euro che coincide anche con il top dello scorso febbraio. Più in là nel tempo potremmo assistere a nuovi massimi di periodo per il titolo e superare la soglia dei 30 euro. A chi volesse acquistare STM suggerisco di fisare uno stop loss a 26,4 euro, dove coincidono il supporto statico di breve termine e quello dinamico ascendente di medio periodo.

Telecom Italia viaggia poco sotto quota 0,4 euro. A suo avviso è un titolo da riscoprire?

Telecom Italia si sta muovendo sostanzialmente in un rettangolo che delimita un trading range compreso tra 0,41 e 0,335 euro. Il titolo si muove all’interno di questo intervallo ed è stato respinto dalla resistenza in area 0,41 euro. Se non sarà confermato il superamento di quest’ultimo livello, per Telecom talia vedrei una correzione verso il supporto indicato prima, con obiettivi intermedi in area 0,365/0,358 euro, dove passano al momento le medie mobili a 21 e a 50 giorni. Al momento sono neutro-negativo su Telecom Italia.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Segnalo Piaggio che di recente ha beneficiato dei dati relativi alle vendite di moto e scooter in Europa. Dal punto di vista tecnico il titolo sembra saldamente inserito in un canale rialzista dalla prima settimana di aprile scorso. L’eventuale superamento di quota 2,5 euro potrebbe portare Piaggio a 2,65 euro prima e poi in zona 2,8/2,9 euro, mentre più in là nel tempo si potrà guardare anche all’area dei 3 euro. Per Piaggio suggerisco di fissare uno stop loss a 2,3 euro, dove transitano la media mobile ascendente calcolata a 21 sedute e il supporto dinamico rialzista di breve-medio termine.

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