Ftse Mib, la discesa non è certo finita. Le big cap sotto i riflettori

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e direttore di FinanzaOperativa.com del 30 ottobre 2020

Il Ftse Mib oggi prova a recuperare dopo quattro sedute in calo, mantenendosi per ora sotto quota 18.000. Quali le attese per le prossime giornate?

Nel brevissimo termine si potrebbe assistere ad un movimento laterale del Ftse Mib che permetterebbe agli indicatori tecnici di allontanarsi un pochino dalla zona di ipervenduto. L’indice potrebbe riportarsi sopra la soglia dei 18.000 punti prima e in seguito a 18.315 punti, ma se quest’ultimo livello non sarà superato e non si dovesse rientrare quindi nel trading range abbandonato mercoledì, allora si assisterà ad una correzione.

Il Ftse Mib quindi in tal caso sarà destinato a segnare nuovi minimi di periodo e nel dettaglio si guarderà si guarderà ai 17.315 punti prima e in seguito ai 16.875 punti, sotto cui si scenderà fino ad area 16.600. Nel brevissimo la mia view è neutro-positiva ma poi la vedo male, fermo restando che molto dipenderà dall’esito delle elezioni americane.

Molti discutono che a prescindere dalla vittoria dell’uno o dell’altro candidato ci sarà una situazione politica non definita al Senato e questo porterà incertezza, con ricadute negative sui mercati.

Banco BPM si conferma decisamente più forte di Bper Banca. Quali strategie ci può suggeriere per questi due titoli?

Banco BPM mi piace abbastanza dal punto di vista tecnico perchè si è appoggiato sulla media mobile a 50 sedute a quota 1,5 euro e ora sta tentando un rimbalzo. Potremmo assistere ad un ulteriore rialzi dei corsi verso quota 1,6 euro prima e poi in direzione di area 1,7/1,75 euro.
Un acquisto di Banco BPM andrà corredato a mio avviso da uno stop loss a 1,475 euro, ossia sul minimo di ieri.

Bper Banca resta alla ricerca di un valido livello di supporto e intanto continua a scendere con volumi.
In ottica rialzista è meglio lasciar perdere Bper Banca, a meno di un ritorno sopra quota 1,1 euro e ancor più oltre area 1,225 euro. Fino a quando il titolo si manterrà al di sotto di questi due livelli a mio avviso sarà meglio starne alla larga.

Saipem oggi viaggia in rally e conquista il podio tra le blue chips, ma riesce a fare bene anche Tenaris. Cosa può dirci di questi due titoli?

Tenaris di recente ha violato l’importante supporto statico di medio-lungo termine a quota 4 euro e lo ha fatto con volumi in discesa ascesa. A meno di una conferma di un ritorno sopra i 4 euro prima e poi sopra i 4,3 euro, dove passa la media mobile a 21 sedute e il supporto dinamico discendente di medio termine, non si profilerebbe una credibile inversione per Tenaris che sarebbe al contrario destinato a segnare nuovi minimi.

Saipem sta tentando di formare un valido livello di supporto in area 1,35 euro e  un primo accenno di inversione di tendenza si avrebbe solo all’incrocio al rialzo della media mobile a quota 1,5 euro. Al di sopra di questo livello Saipem punterà a quota 1,6 euro prima e poi a 1,7/1,75 euro. A chi volesse acquistare il titolo ora suggerisco di fissare uno stop loss molto rigido a 1,35 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Segnalo Campari che sta tentando di mantenersi al di sopra del supporto statico di medio termine posto a quota 8,74 euro. Premesso che anche per questo titolo è veramente pericolo tentare di afferrare il coltello che cade, in ottica speculativa si potrebbe assistere ad un rimbalzo verso i 9,15 euro prima e i 9,3 euro in seguito, dove transitano le medie mobili a 50 e a 21 sedute. Questo rimbalzo sarà eventualmente propedeutico ad un nuovo rialzo di Campari verso quota 9,5 euro, ma ciò dipenderà molto dall’andamento del mercato in generale. Sotto il supporto a 8,74 euro si profilerebbe una ulteriore discesa verso 8,4/8,35 euro.

 

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