Ftse Mib, l'allerta è massima. Le blue chip sotto i riflettori

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di FinanzaOperativa.com del 12 luglio 2018
L’indice Ftse Mib ha dato vita ad un piccolo recupero ieri dopo la flessione della seduta precedente, mantenendosi sotto area 22.000. Il ribasso di mercoledì è stato solo un incidente di percorso o il rimbalzo dai minimi dell’anno è già concluso?
Dal punto di vista tecnico la mancata conferma del superamento della resistenza, nonchè soglia psicologica dei 22.000 punti, non è stato certo un bel segnale per il Ftse Mib. Un’ulteriore indicazione negativa è arrivata dall’incrocio al ribasso a quota 21.820 punti della media mobile a 21 sedute e sempre a quel livello i corsi sono usciti dal canale rialzista che avevano imboccato a partire dalla prima seduta di luglio. Tutto questo se non segnala con sicurezza l’inizio di una fase ribassista, quantomeno è un grande campanello d’allarme.
A mio parere il livello spartiacque, tra l’inizio di un nuovo downtrend e l’archiviazione dell’incertezza di mercoledì come un falso segnale ribassista, è in area 21.500, dove è posto un supporto statico di breve termine che però potrebbe rivelarsi cruciale. La tenuta dei 21.500 potrebbe in primis riportare il Ftse Mib ad attaccare la soglia dei 22.000 punti, oltre cui potrebbe allungare ulteriormente il passo verso i 22.430/22.500.
Qualora si dovesse assistere al cedimento confermato dei 21.500 punti, l’indice precipiterebbe al test del supporto statico di medio-lungo termine posto a quota 21.270 punti. Al di sotto di tale soglia ci sarà il baratro, mentre con la tenuta del suddetto livello si potrebbe assistere ad una fase laterale di consolidamento.
Consiglio di monitorare molto attentamente i livelli di supporto segnalati prima, rimanendo nel frattempo alla finestra in attesa di segnali dal mercato.

Nella seduta di ieri Banco BPM e Bper Banca sono stati i migliori tra i bancari. Cosa può dirci di questi due titoli?
Banco BPM da fine maggio si muove in un canale rialzista, confermato di recente dall’incrocio al rialzo con la media mobile a 50 giorni a quota 2,6 euro. Visto che gli indicatori tecnici non sono ancora in zona di ipercomprato, potremmo assistere ad un ulteriore allungo dei corsi verso la resistenza posta a quota 2,85 euro e dopo un’eventuale pausa di consolidamento di medio termine, al test della resistenza statica di medio termine posta a 3,1 euro.
Qualsiasi operatività al rialzo andrà corredata da uno stop loss molto rigido sotto quota 2,55 euro.
Dal punto di vista tecnico Bper Banca mi piace meno di Banco BPM, perchè nella seduta di mercoledì ha violato a quota 4,65 euro il supporto dinamico ascendente che da giugno sostiene i corsi. Nonostante il recupero di ieri il segnale è negativo, per cui o il titolo riuscirà a oltrepassare la resistenza a quota 4,8 euro, oppure potremmo assistere ad un trading range con baricentro di oscillazione dei corsi intorno ai 4,7 euro.
Sotto quota 4,55 euro Bper Banca accuserebbe un nuovo ribasso verso i 4,4 euro prima e i 4,25 euro in seguito.
Telecom Italia ieri ha vissuto un’altra seduta pesante, avvicinandosi sempre più a quota 0,6 euro. Vede qualche speranza di recupero per il titolo?
Telecom Italia si è riportato sui minimi già segnati a fine giugno e solo con un ritorno e una successiva tenuta di area 0,615 euro si potrebbe assistere ad un tentativo di inversione con primo obiettivo a 0,655 euro. Dopo un’eventuale pausa laterale di consolidamento Telecom Italia potrebbe allungare in direzione di quota 0,7 euro.
Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?
Sto seguendo Snam che di recente ha confermato il superamento della trendline discendente che da inizio maggio scorso impediva ai corsi di invertire la rotta al rialzo. La rottura di questa trendline è avvenuta a 3,55 euro, ma il titolo per il momento non è stato ancora in grado di incrociare al rialzo la media mobile a 50 sedute che funge da resistenza a quota 3,65 euro. Oltre questo livello potremmo assistere ad un credibile rialzo con primi target a 3,8 e a 3,9 euro e successivamente oltre la soglia dei 4 euro, con stop loss a 3,55 euro, dove passa la media mobile a 21 giorni.
Cosa può dirci in merito al recente andamento dell’oro e quali sono le sue previsioni per questo asset?
L’oro potrebbe disegnare un bel doppio minimo in area 1.235-1.240 dollari e dal punto di vista tecnico questa figura favorisce un rimbalzo dei corsi. Tra l’altro in area 1.240/1.235 è posto un supporto statico di lungo termine, quindi, dollaro permettendo al quale l’oro è inversamente correlato, il gold potrebbe beneficiare almeno in ottica di breve termine di un rimbalzo dei corsi. Il primo obiettivo lo possiamo individuare a 1.260 dollari e in seguito a 1.270/1.275 e più avanti oltre la soglia dei 1.280 dollari, avendo cura di adottare uno stop loss estremamente rigido sotto quota 1.240 dollari.