Ftse Mib, operare con estrema cautela. Le big cap sotto la lente

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Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e fondatore di FinanzaOperativa.com del 13 marzo 2020

Il Ftse Mib oggi sta salendo con grande vivacità dopo l’affondo storico di ieri. Si aspetta una ripresa duratura nel breve?

Non sarò sicuramente il primo a farlo, ma vorrei segnalare il tempismo della Consob che ha deciso di vietare solo per oggi le vendite allo scoperto, quando tutti sapevano che oggi ci sarebbe stato un rimbalzo a Piazza Affari dopo il crollo del 17% di ieri. Trovo assurdo in termini temporali questo intervento della Consob che di fatto agisce in maniera tardiva e con una mossa che a mio avviso non ha alcun senso. Senza contare che a livello europeo gira ancora il future sul BTP all’Eurex che di fatto permette di aprire posizioni short. Inutile poi commentare l’intervento di ieri della Lagarde che ha dato il colpo di grazia allo spread.

Passando a Piazza Affari, oggi vediamo che il Ftse Mib sta rimbalzando con decisione, ma molto dipenderà ora da quello che farà Wall Street oggi. Nel corso della seduta infatti potremmo assistere ad un movimento simile a quello dell’altro giorno, quando Piazza Affari era partita a spasso spedito, salvo poi cambiare rotta nel pomeriggio con la Borsa Usa. Di fatto può succedere di tutto e di più ora, fermo restando che l’indicazione dei livelli tecnici in questa fase di mercato lascia un po’ il tempo che trova.

Per il Ftse Mib segnaliamo in ogni caso che sotto il minimo di ieri a 14.895 punti saranno assolutamente probabili nuovi ribassi, senza neanche stare a guardare all’ipervenduto tecnico, visto che ciò avrebbe poco senso. Ulteriori cali potrebbero far scivolare l’indice anche al di sotto dei 14.000 punti, con il rischio di andare a rivedere i minimi storici in area 12.300. In caso di ulteriore recupero il Ftse Mib potrebbe spingersi verso i 17.680 punti prima e in seguito in direzione di area 18.000.

A mio avviso un recupero più deciso dell’indice, quindi un possibile movimento a V, potremmo osservarlo non per motivazioni tecniche, ma solo se domani diranno che è stato trovato il vaccino per il coronavirus.

Quale strategia suggerire di adottare in questa fase? Ci sono dei titoli che sta seguendo più di altri ora?

Il mio suggerimento in questo momento è di stare sulle blue chips che offrono il più alto rendimento del dividendo, visto che in passato è stata questa la strategia che ha pagato di più e vediamo se sarà così anche ora.

Dal punto di vista squisitamente tecnico segnalo Leonardo che, osservato sul grafico weekly, sta tentando di rimbalzare da quota 5,75 euro, dove coincidono il supporto statico e dinamico di lungo termine. Al rialzo i prossimi obiettivi, una volta confermata la tenuta dei 5,75 euro, sono individuabile in area 8/8,45 euro e poi oltre la soglia dei 9 euro. A chi volesse acquistare Leonardo suggerisco di fissare uno stop loss rigidissimo sotto il minimo di ieri a 5,75 euro.

Segnalo anche Eni che potrebbe beneficiare del recupero, seppur lento, avviato dal petrolio dopo il recente sell-off.
Segnali significativi per ENI si avrebbero al ritorno dei corsi sopra gli 8 euro, con successivi target a 9,05 euro prima e poi oltre la soglia dei 10 euro, dove è stato lasciato aperto un gap-down.

Parlando di dividendi interessanti, consiglierebbe di puntare anche su Poste Italiane in quest’ottica?

Poste Italiane dal punto di vista tecnico ha confermato la tenuta del supporto statico posto in area 6 euro e ora, al pari degli altri, sta vivendo un forte recupero. Il titolo potrebbe riportarsi sopra quota 8 euro in prima battuta ed eventualmente, dopo una fase laterale di consolidamento, in area 9,12 euro, dove è stato aperto il primo gap ribassista. Consiglio in ogni caso molta cautela anche per Poste Italiane, perchè se il mercato dovesse girarsi nuovamente dopo il rally odierno, si avranno ripercussioni anche pesanti per il titolo.

Tra i bancari il sell-off ha reso ancora più interessante i dividendi di Unicredit e Intesa Sanpaolo. Cosa può dirci di questi due titoli?

Se il Ftse Mib continuerà a recuperare terreno, vedo ben posizionato Unicredit per ulteriori allunghi, con obiettivi a 8,25 euro e oltre la soglia dei 9 euro. In seguito l’attenzione si sposterà sull’area dei 9,7 euro, dove il titolo ha lasciato aperto un gap-ribassista.  Sotto la soglia dei 7 euro invece andrà fissato lo stop loss da rispettare i maniera molto rigida.

Per Intesa Sanpaolo, fatte salve le premesse fatte prima per Unicredit, i prossimi obiettivi al rialzo sono individuabili a 1,8 e a 1,86 euro, ed eventualmente a 1,95 e oltre la soglia dei 2 euro, dove sono stati lasciati aperti due gap-down. Lo stop loss andrà posizionato, come nel caso di Unicredit, sotto i minimi di ieri a quota 1,45 euro.

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