Ftse Mib quasi a fine corsa, ma tra le blue chips non mancano le occasioni

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di FinanzaOperativa.com del 7 giugno 2019

Il Ftse Mib ieri è salito ancora, arrivando a lambire la soglia dei 21.500 per poi indietreggiare. Si aspetta ulteriori spunti al rialzo nel breve?

Il Ftse Mib ha allungato con decisione il passo nelle ultime sedute e ha incrociato a quota 20.990 della media mobile a 50 sedute, per poi dare vita al superamento molto importante avvenuto ieri della trendline discendente di breve-medio termine a 21.240 punti. L’indice si è spinto così a ridosso dei 21.500 punti ieri e arrivato su questa soglia potrebbe aver quasi esaurito il movimento a V. Il completamento dello stesso si avrebbe con il raggiungimento della soglia dei 22.000 punti, ma già sui livelli attuali siamo in una zona molto vicina all’ipercomprato. Questo potrebbe preludere non dico ad una correzione, ma quantomeno ad una fase laterale di consolidamento.
La mancata conferma del superamento di quota 21.500 da parte del Ftse Mib potrebbe innescare un ritracciamento verso quota 21.220 prima e in seguito in direzione dei 20.990 punti.

Oltre i 21.500 punti potremmo assistere innanzitutto la chiusura del gap ribassista del 6 maggio a quota 21.665 punti e poi ad un successivo allungo sin verso la soglia dei 22.000 punti, ossia sui massimi dell’anno. Al momento non vedo particolari rischi al ribasso, ma c’è bisogno che il Ftse Mib riprenda fiato dopo i recenti rialzi prima di mettere a segno nuovi progressi.

Intesa Sanpaolo ieri ha tirato il fiato, mentre si è difeso un po’ meglio Unicredit. Qual è la sua view su questi due titoli?

Intesa Sanpaolo ha annunciato un piano di espansione in Cina, con costi ed esiti di successo piuttosto incerti. Dal punto di vista tecnico il titolo non sembra riuscire a confermare il superamento della resistenza statica posta a quota 1,9 euro. La mancata violazione di questa soglia potrebbe riportare Intesa Sanpaolo a ridosso dei minimi di periodo in area 1,8 euro. L’eventuale rottura di 1,9 euro potrebbe spingere le quotazioni a ridosso dei 2 euro, raggiunti i quali mi aspetto una pausa laterale di consolidamento. I volumi sono in ascesa, ma c’è una forte lotta tra venditori e compratori, come evidenziato dalla candela ribassista di ieri in un tentativo di recupero.

Il grafico di Unicredit somiglia davvero tanto a quello di Intesa Sanpaolo, con la differenza che il titolo potrebbe avere ancora spazio di ulteriore ascesa verso quota 11,65 euro, dove passa la media mobile a 50 giorni. Raggiunta questa soglia bisognerà vedere cosa potrà accadere e molto dipenderà anche da quello che farà Piazza Affari nel complesso. Per Unicredit c’è da dire che il supporto dinamico di medio periodo in area 10 euro sembra un po’ più solido rispetto a quello di Intesa Sanpaolo a quota 1,8 euro.

STM è reduce da tre sedute tutte in salita che lo hanno riportato sopra quota 15 euro. Cosa può dirci di questo titolo?

STM dal punto di vista tecnico tra la seduta di mercoledì e quella di ieri ha generato due bei segnali.
Il primo è dato dal superamento a quota 14,6 euro della trendline discendente che dalla fine di aprile scorso impediva al titolo di recuperare terreno. Il secondo è avvenuto ieri con l’incrocio al rialzo a quota 15 della media mobile a 50 periodi. Gli indicatori tecnici non sono ancora in zona di ipercomprato e a mio avviso STM ha ancora spazio di crescita, con obiettivi in area 16 euro prima e in seguito, dopo un’eventuale pausa di consolidamento, fin verso la soglia dei 17 euro. A chi volesse acquistare il titolo consiglierei di fissare uno stop loss a 14,65 euro.

Come valuta il recente andamento di Leonardo e quali strategie ci può suggerire per le prossime sedute?

Leonardo ha oltrepassato l’importante resistenza statica di medio-lungo termine a 11 euro. I volumi di scambio sono in ascesa, ma non ancora su livelli molto alti, e il titolo prosegue così nell’uptrend iniziato a fine maggio. Anche in ottica di breve termine potremmo assistere ad un ulteriore allungo verso quota 11,5 euro, raggiunta la quale Leonardo avrà bisogno di una pausa di consolidamento prima di un’ascesa verso la soglia dei 12 euro. L’eventuale cedimento di quota 11 euro potrebbe implicare un ritracciamento di Leonardo verso i 10 euro prima e in seguito in direzione dei 9,3 euro, dove transita al momento la media mobile a 50 giorni.

Telecom Italia continua a salire sulla scia anche di alcuni rumors. E’ lecito attendersi ulteriori sviluppi positivi nel breve?

Dal punto di vista tecnico Telecom Italia ha confermato ieri un bel segnale generato nella sessione di mercoledì. Mi riferisco all’incrocio al rialzo della media mobile a 50 giorni che al momento passa a 0,475 euro. Per assistere ad un ulteriore rialzo del titolo sarà essenziale la conferma del superamento della resistenza statica di medio periodo posta a quota 0,5 euro. Oltre questo livello possiamo individuare per Telecom Italia un primo target a 0,53 euro e un obiettivo successivo a 0,55 euro. Sotto 0,475 euro verrebbe falsato il segnale rialzista di cui parlavo prima, con possibili correzioni del titolo verso 0,453 euro, dove passa la media mobile a 21 giorni e in seguito in direzione dei minimi storici a 0,433 euro.

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