Ftse Mib, test cruciale in area 20.000/20.400. Le blue chip da monitorare

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e fondatore di FinanzaOperativa.com del 3 luglio 2020

Il Ftse Mib ieri si è spinto ad un passo da quota 20.000, per poi ritracciare leggermente prima del close. L’indice salirà ancora nel breve?

La mia view sul Ftse Mib è positiva e segnalo in primis che è stata oltrepassata la trendline discendente di breve termine, coincidente a quota 19.500 punti con il passaggio della media mobile a 21 sedute. Questo ha generato un significativo segnale rialzista e cruciale sarà ora il superamento di area 20.400, dove il Ftse Mib troverà la resistenza statica di breve termine. Il livello appena menzionato dovrà essere oltrepassato anche in termini abbastanza rapidi per permettere un ulteriore allungo, altrimenti verrebbe a configurarsi una sorta di doppio massimo. Oltre i 20.400 punti i successivi target per il Ftse Mib sono individuabili a 21.160 punti prima e poi 21.540 punti, con un obiettivo a ridosso dei 22.000 punti più in là nel tempo.

Per contro, se dovessimo assistere ad un cedimento del supporto di breve termine a quota 19.075 punti, il Ftse Mib accuserebbe una correzione quantomeno verso l’area dei 18.390/18.315. A 18.390 punti transita la media mobile a 50 giorni, mentre a 18.315 è posto un supporto statico di medio termine.

Unicredit ieri ha conquistato il podio del Ftse Mib, mostrando un rally più corposo di Intesa Sanpaolo. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Dal punto di vista tecnico Unicredit ha generato un bel segnale rialzista, oltrepassando la media mobile a 21 sedute a 8,345 euro, coincidente con il passaggio della trendline discendente di breve termine. Questo, associato al fatto che gli indicatori tecnici non sono ancora entrati in zona di ipercomprato, potrebbe favorire un ulteriore allungo, ma attenzione perchè i volumi non sono brillanti. Per Unicredit i prossimi obiettivi al rialzo sono a 9,35 euro e poi a quota 9,7 euro, dove era stato aperto un gap ribassista a marzo, per poi guardare oltre la soglia psicologica dei 10 euro. Suggerisco di posizionare uno stop loss per Unicredit all’eventuale cedimento del supporto dinamico di breve termine che al momento passa per quota 8 euro.

Per quanto più contenuto, colpo di reni ieri anche per Intesa Sanpaolo che sta uscendo dal trading range in cui era rimasto incastrato dalla seconda metà di giugno. Anche in questo caso i volumi di scambio non mi convincono molto, mentre il posizionamento degli indicatori è favorevole visto che gli stessi sono ancora lontani dalla zona di ipercomprato. Per Intesa Sanpaolo il prossimo obiettivo al rialzo è a 1,835 euro, top dell’8 giugno, poi a quota 1,96 euro, dove era stato aperto il gap-down a marzo e infine a 2,04 euro. A chi volesse acquistare Intesa Sanpaolo suggerisco di fissare uno stop loss all’eventuale cedimento del supporto statico di breve a 1,64 euro.

Ieri FinecoBank ha brillato, mentre nello stesso settore si è mosso con un passo leggermente più lento Azimut. Cosa può dirci di questi due titoli?

FinecoBank è graficamente inserito in un canale ascendente che ha iniziato a svilupparsi dalla seconda metà di marzo, dopo i minimi toccati in quel mese. Molto importante è il rimbalzo di mercoledì dalla media mobile a 21 sedute che transita a quota 11,85 euro.
Questo ha favorito ieri un deciso allungo di FinecoBank e ha permesso in ottica di lungo termine una prosecuzione del canale rialzista di cui parlavo prima. Ciò potrebbe portare il titolo a segnare nuovi massimi storici prima sul top del 18 giugno a 12,65 euro e poi oltre la soglia dei 13 euro in area 13,2/13,25 euro, con proiezione successiva in area 13,5 euro. A chi volesse acquistare FinecoBank suggerisco di fissare uno stop loss sotto 11,85 euro.

Azimut al pari di FinecoBank è inserito in un canale rialzista che però è caratterizzato da un coefficiente angolare più contenuto. Questo permette una salita più lenta, ma ugualmente costante, e per assistere ad una ulteriore salita di Azimut sarà cruciale l’incrocio al rialzo della media mobile a 21 sedute che al momento transita a quota 15,7 euro. Oltre questo livello avremo un primo target a 18 euro e uno successivo a 19 euro, con obiettivo seguente a 19,6 euro. L’eventuale cedimento da parte di Azimut del supporto statico di breve a quota 14,7 euro, aprirà le porte ad una correzione verso i 13,55 euro prima e in seguito in direzione dei 13,2 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Al di fuori del paniere delle blue chips vorrei segnalare Piaggio che ha performato molto bene ieri dopo i dati sulle immatricolazioni di giugno. Il titolo ha incrociato al rialzo a quota 2,195 euro la media mobile a 21 sedute, oltrepassando al contempo la trendline discendente di breve termine. Il tutto è avvenuto con scambi giornalieri superiori sia alla media mensile che trimestrale. Tenendo conto del fatto che i principali indicatori tecnici, a cominciare dall’Rsi, non sono ancora entrati in territorio di ipercomprato, penso che Piaggio abbia buone potenzialità per un ulteriore allungo. I target al rialzo li possiamo individuare prima a 2,45 euro, dove il 24 febbraio Piaggio ha lasciato aperto un gap-down, e poi in area 2,6/2,65 euro. Un acquisto del titolo dovrà essere accompagnato a mio avviso da uno stop loss a 2,195 euro, dove passa la media mobile a 21 sedute.

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