Gli Stati Uniti minacciano i rapporti con la Cina, nuove incertezze all’orizzonte

A cura di Wings Partners Sim

L’amministrazione Trump sta intensificando le sanzioni nei confronti della Cina, incrementando divieti di visto, dazi e altre restrizioni che minacciano i rapporti, già instabili, tra le prime due potenze economiche del mondo. Il procuratore generale William Barr, durante un discorso tenuto nella giornata di ieri, ha infatti avvertito le imprese statunitensi di essere a rischio di collaborazione con il governo cinese e ha dichiarato che alcuni funzionari dell’amministrazione stanno discutendo di vietare i viaggi negli Stati Uniti ai membri del Partito Comunista cinese e alle loro famiglie.

Le discussioni sono ancora in fase iniziale ma alcuni analisti politici hanno confermato che, se il divieto dovesse entrare in vigore colpirebbe direttamente la legittimità del partito cinese sempre più potente. Decisioni che continuano così a gravare sui rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina, già indeboliti dalle accuse del presidente americano Donald Trump, relativamente allo scoppio della pandemia che sta mettendo in ginocchio l’economia statunitense.

Sempre durante la giornata di ieri, il presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dichiarato che non limiterà la politica monetaria espansiva, per continuare a sostenere la ripresa economica dell’Eurozona dalla crisi scaturita dal coronavirus. La Bce spenderà quindi l’intero importo del programma di acquisto di obbligazioni, revisionato a causa delle restrizioni socioeconomiche, nonostante alcuni responsabili politici, tra cui un membro del consiglio esecutivo, abbiano affermato che l’intero pacchetto di stimolo non è più necessario. Lagarde ha inoltre sottolineato il fatto che i funzionari dell’istituto di Francoforte continueranno a direzionare la maggior quantità di acquisti verso i paesi più colpiti dalla pandemia, come l’Italia, scaturendo però le preoccupazioni tra alcuni membri che considerano questa azione come una violazione delle leggi che vietano di finanziare direttamente i governi europei.

Sempre in Europa, i leader dei governi dell’Unione Europea si incontrano oggi, per la prima volta dopo il lockdown, per concludere l’accordo sul recovery fund da 750 miliardi di euro. Il Presidente francese, Macron, e la cancelliera tedesca Angela Merkel, che hanno avanzato per primi la proposta , si sono dichiarati fiduciosi sulla conclusione di un accordo già per gli inizi della prossima settimana. Al contrario, il Primo Ministro olandese, che ha sempre criticato il programma, ha dichiarato di essere pessimista sulle prospettive dei colloqui. In ogni caso, gli aggiornamenti sui colloqui saranno determinanti per i mercati finanziari, poiché, dall’annuncio arrivato dall’asse franco-tedesco due mesi fa, il listino azionario europeo di riferimento, l’Eurostoxx 600, ha registrato un aumento del 9%.

Euro/dollaro

Le quotazioni del cambio euro-dollaro proseguono nella fase correttiva dopo aver avvicinato i massimi di periodo e dell’anno, in prossimità di area 1,1500, confermando l’importanza del livello e favorendo primi storni correttivi. Le attese, infatti, restano a favore di un ritorno di forza del dollaro con i corsi attesi al test con la media mobile a 21 giorni. A supportare la view correttiva, la ripresa degli indicatori di momentum in prossimità dell’area di ipercomprato che necessitano di un ridimensionamento dei corsi per potersi allontanare dall’area di estremo. Sarà poi la violazione al ribasso della media mobile a 21 giorni a fornire chiare indicazioni sulle reali potenzialità del mercato.

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