Guerra commerciale, la Cina fa le sue mosse

Nonostante dagli Stati Uniti sia calato il silenzio nei confronti della Cina, in una sorta di tregua armata, non lo stesso si può dire di Pechino, che ha sanzionato Changan Ford Automobile Co (che si occupa di una larga parte delle vendite locali di auto dell’azienda americana) per 23,6 milioni di dollari, ovvero il 4% del valore delle vendite dello scorso anno. Non è la prima volta che viene sanzionato un produttore di autovetture statunitense, con il fresco ricordo della multa da 201 milioni di yuan comminata alla General Motors Co per violazione delle normative sulla concorrenza.

Sotto osservazione anche FedEx Corp, per comportamenti scorretti nelle consegne, con la compagnia che si è già scusata pubblicamente per alcuni “errori” riguardanti alcuni pacchi della Huawei (guarda caso). Secondo quanto riportato da Reuters, due spedizioni contenenti documenti spediti dal Giappone alla Cina sarebbero stati dirottati negli USA senza autorizzazione, portando all’apertura di un caso. Inoltre, la lista di compagnie americane ad essere sanzionate che potrebbe essere estesa (secondo indiscrezioni sarebbero a rischio anche Google, Qualcomm e Intel).

Nel frattempo, la Cina agisce anche sull’economia domestica, nel tentativo di limitare eccessi speculativi nel mercato immobiliare, viste le recenti aste per acquisire i terreni che hanno registrato offerte ritenute troppo aggressive. Il regolatore ha limitato l’accesso al credito dei costruttori in modo da ridurre la competitività del mercato e rischiare un rialzo eccessivo dei prezzi di vendita, tipico delle bolle, il cui scoppio avrebbe un impatto negativo sui consumatori. Secondo un rapporto di Standard & Poor’s il premio medio per un’asta di terreno è salito del 25% annuo ad aprile, in 100 città selezionate.

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