I cinque indicatori da tenere d’occhio per una ripresa sostenibile e duratura

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A cura di Nadège Dufossé, Cfa, Head of Asset Allocation di Candriam

In questa correzione di mercato così rapida da non avere precedenti, il nostro mondo è cambiato in poche settimane, costringendoci ad adattarci il più velocemente possibile a una “nuova normalità”. Il Covid-19 è uno dei cosiddetti “cigni neri”, perciò risulta particolarmente importante considerare l’evoluzione della psicologia degli investitori: siamo tutti influenzati – come investitori e come individui.

Quindi, come abbiamo reagito a questo shock “emotivo”? Fino a qualche giorno fa eravamo chiaramente nella fase di “depressione”. Nonostante gli annunci proattivi di banche centrali e governi, abbiamo continuato ad assistere a giorni di sell-off storici sui mercati azionari e obbligazionari. Tipico per una fase di “depressione”: non vedevamo la luce alla fine del tunnel. Dalla scorsa settimana il sentiment sembra migliorare: stiamo progressivamente passando a una fase di “accettazione”, stiamo iniziando a esplorare le opzioni e siamo maggiormente in grado di guardare al futuro. Non ne siamo ancora completamente usciti, ma gli investitori sembrano mostrare la volontà di essere più costruttivi.

Quali sono le condizioni perché la depressione del mercato raggiunga il suo punto più basso? Ci sono cinque indicatori che stiamo seguendo da vicino e che sono essenziali, a nostro avviso, per un rimbalzo sostenibile del mercato.

Indicatori collegati all’epidemia

Questi indicatori sono fondamentali in questa crisi. Stiamo seguendo il tasso di crescita nel numero di nuovi casi, saremo rassicurati una volta accertato l’impatto positivo delle misure di contenimento Ma questa non è l’intera storia. Le strategie dei governi per uscire dalle misure di isolamento sono ora ancora più importanti. Sebbene i governi non possano prolungare il contenimento per troppo tempo senza distruggere il tessuto economico, correranno il rischio di una seconda “ondata” di casi se allenteranno queste misure troppo rapidamente. In Europa per ora non esiste una strategia chiara. I governi stanno esplorando diverse strade ma la geolocalizzazione tramite smartphone, ad esempio, verrebbe percepita come una minaccia alla privacy e alle libertà individuali.

Indicatori di rischio di mercato

Per quanto riguarda questo indicatore, la situazione sta migliorando rispetto alle scorse settimane. Perché il mercato possa riprendersi in modo più sostenibile, gli investitori devono porre un limite a questo rischio di coda. L’attuale mercato ribassista non dovrebbe trasformarsi in una crisi finanziaria globale. Le azioni delle banche centrali hanno mitigato con successo gli stress di liquidità e finanziari. Gli indicatori relativi alle questioni di finanziamento in dollari o alla liquidità nel mercato dei Treasury Usa, ad esempio, si stanno normalizzando. Ma questo non è ancora il caso per molti mercati del reddito fisso. Gli spread degli high yield e del debito emergente sono leggermente in calo, ma molti mercati rimangono parzialmente dislocati. La volatilità è un altro indicatore dello stress del mercato. I misuratori della volatilità come l’indice Vix (mercato Usa) o V2X (Eurozona) rimangono ad un livello elevato ma stanno calando. Questo è un segnale positivo, ma non ancora sufficiente. Quando gli indici di volatilità diminuiscono solitamente significa che il punto più basso della depressione è stato raggiunto.

Indicatori di attività

Proprio come per gli indicatori di rischio di mercato, per raggiungere il punto più basso gli investitori devono essere in grado di porre un limite al danno economico. Le misure di contenimento dureranno 1, 2, 3 mesi? Avremo pieno contenimento? Esiste il rischio di un secondo episodio di isolamento? Qual è la dimensione dello shock economico? Il ritmo della ripresa delle attività in Cina potrebbe fornire alcuni indizi utili a fare proiezioni per l’Europa e gli Stati Uniti. Il problema, per gli Stati Uniti, è che non sono ancora del tutto chiare l’ampiezza e la durata delle politiche di isolamento, e quindi il loro impatto economico. Questo dovrebbe continuare a pesare sul sentiment.

Indicatori di risposta politica

Stiamo seguendo le dimensioni del supporto fiscale e delle decisioni di politica monetaria e al momento questi sono i principali fattori di supporto che hanno permesso la scorsa settimana un rimbalzo del mercato. Riteniamo che le risposte dei governi e delle banche centrali siano, per il momento, proattive e sufficienti, per mitigare l’impatto economico. Il sostegno fiscale globale supera il 2,5% del Pil globale. Non è uno “stimolo”, mira solo a compensare le perdite di reddito delle imprese e delle famiglie (1% di sostegno fiscale per l’1% di Pil perso). Lato banche centrali, oltre alle ingenti iniezioni di liquidità, sembra non esserci limite alla creatività e alle misure di politica monetaria non convenzionali.

Indicatori di valutazione

Le valutazioni non sono mai un fattore scatenante per un rimbalzo, ma dovrebbero essere basse abbastanza da avere incorporato gran parte delle cattive notizie. Sebbene le valutazioni siano già rimbalzate da alcuni giorni, riteniamo che abbiano raggiunto il fondo in Europa (P/E intorno al 10) e che siano scese di oltre il 30% negli Stati Uniti, in linea con la mediana di una correzione. Nei mercati del reddito fisso, gli spread sugli High Yield negli Stati Uniti hanno implicitamente integrato un tasso di default dell’8-9%. Anche il premio per il rischio sulle azioni è tornato ai livelli del 2008 negli Stati Uniti e in Europa a causa del calo delle valutazioni e del basso livello dei rendimenti. La scorsa settimana gli indicatori di valutazione indicavano un interessante rischio-rendimento.

Come siamo posizionati nei nostri fondi diversificati? Dal 25 febbraio siamo sottopesati sulle azioni e abbiamo protetto la parte azionaria con strategie in derivati. La scorsa settimana abbiamo riconosciuto un migliore rischio-rendimento dopo un calo del 35% sugli indici azionari europei e statunitensi. Stiamo gradualmente aumentando la nostra esposizione azionaria, con l’obiettivo di diventare neutrali nelle prossime settimane. Per quanto riguarda le obbligazioni, abbiamo mantenuto la nostra esposizione al credito e al debito emergente. Rimaniamo inoltre investiti in oro come copertura e come diversificazione alla nostra allocazione obbligazionaria.

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