I nuovi bond governativi e corporate della settimana sotto la lente

obbligazioni

Rimane sempre alta tra gli operatori l’attenzione verso le riunioni delle banche centrali che, in questo momento di crisi economica internazionale, hanno assunto il ruolo del “dottore” che cerca di somministrare la cura ritenuta migliore. Negli ultimi giorni è nel dettaglio tornata in primo piano la Fed, il cui  Federal Open Market Committee dell’istituto centrale Usa si è concluso con la prevista conferma dell’attuale costo del denaro, accompagnato dall’impegno a non ritoccare i tassi al rialzo prima del 2023, finché l’inflazione non recuperi gradualmente oltre 2%.

La misura è stata adottata a maggioranza ma non all’unanimità, con due consiglieri contrari. Si tratta di un impegno importante, con implicazioni che si auspicano positive sul mercato del lavoro, trattandosi anche dell’ultima riunione di politica monetaria prima delle presidenziali di novembre. L’istituto guidato da Jerome Powell ipotizza per quest’anno una contrazione di 3,7% della prima economia mondiale, evidenziando a livello macroeconomico un miglioramento rispetto al catastrofico -6,5% ipotizzato nello scorso giugno. Il governatore ha sottolineato come negli ultimi due mesi l’economia abbia recuperato ad un ritmo più veloce di quanto previsto.
Migliorato anche outlook sulla disoccupazione, con il tasso di disoccupazione atteso ora al 7,6% nel 2020, inferiore al 9,6% previsto tre mesi fa.

In realtà la reazione soprattutto dei listini azionari è stata negativa, in molti si attendevano nuove spinte e di fronte alla mancanza di “novità” è tornato un clima di avversione al rischio sui mercati, con il dollaro che ha ripreso a salire e l’azionario colpito dalle vendite.

Per la parte governativa è stata una settimana abbastanza tranquilla, con lo spread tra Btp e Bund sulla curva decennale che si aggira sempre in area 140 a fronte di un rendimento del nostro decennale che rimane sotto l’1%, in area media di 0.94%. Non ci sono state aste, tranne un’offerta di concambio titoli per 2 miliardi, ritirando titoli con scadenze 2021 e 2022 tra Btp, Ctz e Ccteu, offrendo in cambio il titolo Btp marzo 2032 con cedola 1.65% (IT0005094088).

Le nuove emissioni di obbligazioni governative

Attive invece in questo giro la Francia e la Spagna, con aste a medio lungo termine, con la prima che ha offerto fino a 8,5 miliardi di euro in Oat febbraio 2023, maggio 2026 e maggio 2028, oltre a un massimo di 1,25 miliardi in titoli indicizzati (marzo 2026, luglio 2030 e luglio 2047) e la seconda che ha messo a disposizione degli investitori un massimo di 5 miliardi di euro in titoli con scadenza aprile 2023, luglio 2027, luglio 2041 e ottobre 2050.

Non sono comunque mancate emissioni statali sul mercato, tra queste un grosso successo della Bulgaria che si è finanziata sui mercati dei capitali con un’obbligazione senior suddivisa in due tranche da 1.25 miliardi di euro ciascuna. La prima tranche (codice Isin XS2234571425) paga una cedola fissa dello 0.375%, scadenza settembre 2030 e rendimento 0.389%, equivalente a 60 punti sul tasso midswap; la seconda tranche (Isin XS2234571771)  paga cedola dell’1.375%, scadenza settembre 2050 e rendimento 1.476%, equivalente a 145 punti sul tasso midswap.  Gli ordini sulla tranche a dieci anni hanno superato 3.9 miliardi ed il rendimento è stato abbassato a 60 punti base dai 95 punti in fase iniziale, gli ordini sulla tranche a 30 anni hanno superato 3.6 miliardi ed il rendimento è stato abbassato a 145 punti base dai 175/180 punti base in fase iniziale. Rating BBB e lotto minimo mille euro con multipli di mille anche per il retail.

Grande successo per la prima emissione di obbligazioni legate ai Sustainable Development Goals (SDG) delle Nazioni Unite da parte di uno Stato, in questo caso il Messico, che è riuscito a collocare sui mercati internazionali un bond da 750 milioni di euro, registrando ordini per 6,4 volte più alti da 267 investitori istituzionali di tutto il mondo. Il titolo offrirà un rendimento annuo alla scadenza dell’1,60%, staccando cedola dell’1,35%. Verrà rimborsato a settembre del 2027. Il paese emergente ha avuto la possibilità di rifinanziarsi sui mercati a costi davvero molto bassi, considerando che sul tratto a sette anni della sua curva sovrana (in pesos), paga oggi il 5.50%, circa tre volte e mezzo in più. Il rating del paese è investment, Baa1/BBB/BBB-, Isin del titolo XS2135361686 e taglio minimo 100mila euro con multipli di mille.

Il Bahrein è tornato a rifinanziarsi sui mercati finanziari internazionali per la seconda volta quest’anno. Lo ha fatto con un’emissione per complessivi 2 miliardi di dollari, di cui la metà tramite sukuk con cedola al 3,95% e l’altra metà con obbligazioni in dollari a 12 anni e con cedola 5,45%. Gli ordini in totale hanno ammontato a 7,6 miliardi, segno che l’appetito per il debito del regno resti elevato, malgrado il recente innalzamento del suo tetto a 15 miliardi di dinari dai precedenti 13 miliardi, pari a circa 40 miliardi di dollari. Il costo dell’emissione è stato, tutto sommato, contenuto. I rating sovrani sono bassi: B+/BB-, si tratta di uno dei soli due paesi del Golfo Persico con giudizio sovrano “non investment grade”, cioè con debito pubblico ritenuto a medio-alto rischio default.

Gli emittenti italiani sfruttano la scia favorevole del momento per collocare obbligazioni green e social. E’ il caso di Cassa Depositi e Prestiti (CDP)  che con il suo nuovo social bond da 750 milioni di euro ha riaperto il settore italiano dopo la pausa estiva. E’ la terza emissione social di CDP quest’anno, la prima a febbraio per 750 miliardi, due bond ad aprile per un totale di un miliardo di euro, questi ultimi collocati in piena pandemia Covid-19, entrando nella cerchia degli emittenti internazionali che hanno fatto cassa attraverso il mercato per rispondere all’emergenza coronavirus. Nel dettaglio CDP ha collocato una nuova emissione social con scadenza 21 settembre 2028. Si tratta di un titolo senior dell’ammontare di 750 milioni di euro che ha ricevuto ordini per 3.6 miliardi di euro, il rendimento si è orientato su quello del Btp di pari durata più 27punti base (in calo rispetto ai 40 punti base iniziali), quindi il bond rende 1.072% annuo, emesso ad un reoffer price di 99.451. La cedola è dell’1% annuo. Lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila, rating BBB e Isin IT0005422032.

Le nuove emissioni di bond corporate sotto i riflettori

Il gruppo Unipol rafforza il suo impegno verso la sostenibilità, lanciando il suo primo green bond della durata di dieci anni. L’emissione fa parte di un programma più vasto, della portata di tre miliardi di euro. La scadenza è 23 settembre 2030, l’importo di 750 milioni di  euro  e le prime indicazioni di rendimento sono state in area 390 punti base sul Midswap. Gli ordini  hanno superato quota 3 miliardi di euro ed il rendimento è stato fissato a 350 punti base sul tasso midswap, dai 390 iniziali. Cedola annua fissa di 3.25%, prezzo di emissione 99.756 e rendimento finale 3.279%. Rating dell’emissione Ba2/BB- e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille e Isin XS2237434803.
L’emissione del green bond è contestuale ad un riacquisto di titoli in scadenza il 5 marzo 2021, per un ammontare di 317,3 milioni. Si tratta di obbligazioni con una cedola del 4,375% per cui l’acquirente offre un prezzo di riacquisto pari a 101,93. Rating dell’emissione Ba2/BB- e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille .

Unicredit Bank Austria, la controllata austriaca del gruppo Unicredit, ha collocato un’obbligazione covered e garantita da mutui ipotecari a 15 anni (21 settembre 2035) da 500 milioni di euro con ordini che hanno superato i 2,95 miliardi. Il rendimento è di 9 punti base in più sul tasso midswap dopo prime indicazioni in area 14 punti, poi abbassate a 10. Rating AAA, taglio minimo da 100mila euro con multipli di 100mila, cedola del 0.05% ed Isin AT000B049846.

Dalla stessa Unicredit offerta con molte richieste per la nuova obbligazione in dollari (Isin XS2233264808). L’emissione senior non-preferred da un miliardo di dollari a sei anni, con possibilità di richiamo dopo cinque anni, ha ottenuto ordini per quattro miliardi dagli investitori istituzionali, la platea di riferimento. Paga una cedola fissa in dollari del 2,569% annuo per i primi cinque anni, corrisposta su base semestrale, pari a 230 punti base sul Treasury Usa. Se non richiamato da Unicredit, il tasso del bond sarà rideterminato in base al tasso del Treasury a un anno più 230 punti base. La guidance iniziale di 260 punti base sul Treasury Usa a cinque anni ha registrato un miglioramento di 30 punti base. Lo spread di emissione finale è stato quindi fissato a 230 punti base, equivalente a 195 punti base sopra il tasso swap a cinque anni. I titoli hanno rating Baa2/BBB-.

Carraro ha collocato nuove obbligazioni in euro. L’azienda italiana di Campodarsego (PD) produttrice di trattori e mezzi agricoli, quotata alla Borsa di Milano dal 1995, ha raccolto nuovi capitali sul mercato:  le nuove obbligazioni Carraro International (Isin XS2215041513) offrono un rendimento leggermente più alto rispetto al vecchio collocamento La cedola a tasso fisso è stata fissata al 3,75% lordo annuo. La scadenza è fissata al 25 settembre 2026, salvo possibilità di richiamo anticipato a partire dal 25 settembre 2023. Ammontare del bond 150 milioni di euro, lotto minimo mile euro con multipli di mille. L’offerta sul Mot di Borsa italiana si è esaurita nella prima giornata di collocamento dopo solo due ore, segno del successo, ed ora in attesa di andare in quotazione telematica dopo il 25 settembre, è salita di un punto sul grey market.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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