I tre rischi estivi del credito

A cura di Ken Orchard, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Diversified Income Bond di T. Rowe Price

Dopo mesi molto difficili, il mercato del credito sembra aver ritrovato forza. L’acquisto di obbligazioni da parte delle banche centrali ha fornito liquidità al sistema, gli afflussi sul mercato si sono mantenuti su livelli elevati e gli spread si sono ristretti, recuperando circa i tre quarti dell’allargamento del primo trimestre. I nostri indicatori di mercato continuano a suggerire che un approccio “long” al rischio di credito potrebbe essere quello corretto. Tuttavia, ci sono tre potenziali elementi di incertezza che mettono a rischio questo scenario: eccoli nel dettaglio.

1) Lo spettro della seconda ondata. Pensiamo che una seconda ondata di contagi sia improbabile nel breve termine. Infatti, nei luoghi in cui le misure di lockdown sono state alleggerite c’è stato un aumento minimo della velocità di trasmissione del virus. Inoltre, sembra che si stiano facendo progressi nello sviluppo dei vaccini. Ciò non significa che non possa esservi una seconda ondata a un certo punto, ma difficilmente arriverà questa estate. Potrebbe invece essere un rischio per l’autunno.

2) Peggioramento dell’outlook economico. Fare previsioni sull’economia è più difficile. Era prevedibile che durante il lockdown ci sarebbe stato un forte declino dell’attività in tutto il mondo, così come era immaginabile una ripresa una volta allentate le misure contenitive. Più complicato, invece, è prevedere a che ritmo crescerà l’economia da qui in avanti. A nostro avviso, non tornerà immediatamente sui livelli pre-crisi: dopo un rapido rimbalzo iniziale il recupero procederà a un ritmo più lento. Il punto di svolta e il ritmo di questa seconda fase della ripresa avranno un impatto sulla redditività delle imprese, sulla disoccupazione, sui programmi di stimolo fiscale e sulla politica monetaria nel quarto trimestre e nel 2021. Quindi, l’incertezza resta alta.

3) Volatilità di mercato in vista delle presidenziali Usa. Al momento il candidato democratico Joe Biden è avanti nei sondaggi. Come reagirà il rivale Donald Trump se il quadro non dovesse cambiare? È difficile da dire, ma probabilmente non resterà a guardare. Via via che novembre si avvicina, i tentativi di Trump di rafforzare la propria base elettorale potrebbero generare sorprese politiche e crescenti tensioni geopolitiche. E se Biden manterrà il suo vantaggio, i mercati inizieranno a valutare il possibile impatto sull’economia di una vittoria democratica. In ogni caso, l’approssimarsi delle elezioni porterà probabilmente una maggiore incertezza sui mercati finanziari.

In sintesi, di queste tre potenziali fonti di incertezza, penso che la prima sia a rischio basso, la seconda a rischio moderato e l’ultima a rischio elevato. Le basse valutazioni di mercato possono fare da “cuscinetto” contro l’incertezza e, fino a poco tempo fa, gli spread stavano incorporando molte notizie negative, compresa la recessione. Tuttavia, dalla fine di aprile gli spread si sono ridotti, quindi questo cuscinetto è venuto meno, ma con la crescente incertezza economica e politica dovrebbero tornare ad allargarsi.

Nei primi giorni del coronavirus, anche il sentiment negativo ha fatto da cuscinetto contro l’incertezza: le brutte sorprese sono meno dannose quando tutti si aspettano già il peggio. Ma con il miglioramento dell’economia e un maggiore ottimismo sul futuro post-crisi, aumenterà anche il rischio di “delusione”. Inoltre, il numero elevato di emissioni di obbligazioni societarie sta portando il mercato ad adottare gradualmente posizioni sempre più lunghe sul rischio di credito, per assorbire il nuovo debito. Ciò ridurrà ulteriormente il cuscinetto, con gli investitori che non avranno più margini per ricomprare in seguito ai possibili sell-off.

A nostro avviso, questa combinazione di crescente incertezza e minore protezione porterà a mercati del credito più volatili in estate. Ciò non significa che abbiamo una view negativa sul credito – non ancora – ma ci sembra opportuno assumere una posizione di maggiore cautela per i prossimi mesi.

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