Il ciclo economico non è ancora giunto a termine

dollaro sterlina

a cura di Dws

L’aumento dei tassi d’interesse e la conferenza stampa della Federal Reserve hanno confermato il parere positivo sull’economia degli investitori: nonostante la volatilità, gli indicatori economici e gli utili societari sono piuttosto solidi.

1)     Per l’economia USA tutto procede come previsto. La Federal Reserve ha soddisfatto le aspettative aumentando il d’interesse di riferimento di 25 punti base. Tutti i principali indicatori economici lasciano presagire una prosecuzione del contesto macroeconomico favorevole, che ci induce a prevedere tre ulteriori aumenti dei tassi nel corso dei prossimi 12 mesi, due nel 2018 e uno nel primo trimestre del 2019. Tuttavia, sussiste un timore: un recente sondaggio del canale televisivo finanziario americano CNBC rivela che la maggioranza degli economisti attualmente considera le dispute commerciali il rischio più significativo per l’economia. Nonostante il fatto che il governo statunitense abbia imposto tariffe su certe importazioni, provocando contromisure da parte della Cina, mettiamo in guardia dai timori eccessivi: a pagina 2 spieghiamo perché pensiamo che le mosse dell’amministrazione statunitense siano simili a quelle di un cane “che abbaia ma non morde”.

2)     La sterlina britannica si è rafforzata contro il dollaro a seguito di progressi nelle trattative sulla Brexit tra l’Unione Europea (UE) e il Regno Unito. Sebbene una conclusione delle trattative a tale riguardo sia ancora lontana, sia la valuta che i rendimenti dei titoli di stato sono aumentati, in linea con informazioni chiare su un’uscita più ordinata dalla UE rispetto a quanto previsto solo una settimana fa. In aggiunta a questo sviluppo positivo, gli introiti medi nel Regno Unito sono aumentati sopra al livello dell’inflazione, mettendo fine ai timori di lunga data riguardo al fatto che gli aumenti dei prezzi superassero la crescita dei salari, con conseguente riduzione del potere d’acquisto e calo dei consumi. Si tratta di un segnale che il mercato del lavoro, esemplificato dal suo attuale tasso di disoccupazione ai minimi da 40 anni, ha iniziato tardivamente a tradursi in salari più elevati, un effetto a cui si è già assistito negli Stati Uniti. A conferma di ciò, le vendite al dettaglio a febbraio sono aumentate dell’1,5% anno su anno, superando le aspettative.

3)     In India l’inflazione è in calo per il momento, tuttavia, come spieghiamo a pagina 4, abbiamo motivi per credere che potrebbe aumentare di nuovo molto presto, al punto da provocare un aumento del tasso d’interesse nella seconda metà di quest’anno.