Gvs vola al debutto a Piazza Affari

Non capita tutti i giorni di poter salutare il debutto sul listino di Milano di una “mid cap” del calibro di Gvs, che ha fatto fatica ad aprire per eccesso di rialzo e dopo un’ora di lavoro segnava un rialzo del 19,6% a 9,78 euro per azione con 5,2 milioni già passati di mano, dopo un massimo a 9,777 euro, dopo aver raccolto 570,5 milioni di euro, di cui 489 milioni finiti nelle casse di Gvs, il secondo miglior risultato in Europa da inizio anno, anche grazie all’integrale esercizio dell’opzione greenshoe che ha alzato il flottante al 40% del capitale.

Ai prezzi del collocamento riservato agli investitori istituzionali (8,15 euro per azione) Gvs, sbarcata direttamente sul Mta, capitalizza 1,426 miliardi ma già stasera potrebbe superare gli 1,6 miliardi di capitalizzazione, ossia ben oltre la capitalizzazione di un istituto come Bper Banca (a ieri sera 1,216 miliardi di euro) e circa 800 milioni meno della capitalizzazione di un colosso dei servizi petroliferi come Saipem (2,387 miliardi a ieri sera).

Il debutto col botto è dovuto alla forte domanda registrata (oltre 6 volte l’offerta), anche perché Gvs in questi mesi ha visto un deciso incremento del business proprio durante l’emergenza Covid-19, visto che l’azienda bolognese, che ha una forte vocazione all’innovazione e all’internazionalizzazione, ha incrementato la produzione di filtri medicali e maschere di protezione per far fronte all’esplosione della domanda dovuta all’emergenza. La quotazione servirà a Gvs per consolidare la propria leadership sui mercati globali e accelerare ulteriormente la crescita.

Con lo sbarco di Gvs si rafforza sul listino italiano il settore healthcare finora rappresentato da una manciata di titoli a partire da 3 blue chip come Amplifon (5,4 miliardi di capitalizzazione), Diasorin (9,5 miliardi) e Recordati (9,3 miliardi) e altrettante mid cap come BB Biotech (3,7 miliardi) Garofalo Health Care (387 milioni) e Sol (979 milioni). Non è improbabile che molti gestori abbiano voluto investire su Gvs nell’ottica di una maggiore diversificazione e “copertura” del portafoglio dai contraccolpi causati proprio dalla pandemia di Covid-19 e più in generale dall’emergere di nuove sfide per il settore sanitario in Italia e nel mondo.

Sarà importante monitorare l’andamento del titolo nelle prossime settimane per iniziare ad avere una prima indicazione dal punto di vista grafico, in attesa che anche i principali broker operanti sul mercato italiano aviino la copertura del titolo, la cui Ipo è stata curata da Goldman Sachs e Mediobanca (quest’ultima riveste anche il ruolo di sponsor ed è dunque tenuta a pubblicare almeno due analisi finanziarie all’anno su Gvs).

Come primissima indicazione, nelle fasi di avvio della seduta l’envelope della media mobile mostra un valore mediano di 9,61 euro, con limiti superiore e inferiore rispettivamente calcolati a 10,19 e 9,04 euro per azione. Da notare anche come il prezzo, prima di accelerare sino ai primi massimi intraday, avesse indugiato per circa una mezzora tra 9,46 e 9,63 euro per azione, dove ugualmente potrebbe iniziare a formarsi una prima area di supporto, anche se i volumi dopo il boom dell’apertura con oltre 1,5 milioni di pezzi scambiati attorno ai 9,13 euro per azione, sono andati calando rendendo meno significativi i successivi livelli toccati.

L’andamento intraday di Gvs

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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