Il Covid-19 contrarrà l’economia globale del 4%. E attenzione ai debiti sovrani

“Prevediamo che l’economia globale si contrarrà del 4% nel 2020 prima che inizi a riprendersi nel 2021″. È questo uno dei responsi più importanti emersi dall’ultimo report realizzato da S&P Global Rating in relazione all’attuale situazione emergenziale economica e sanitaria scaturita dal Covid-19.

Oltre a ciò, evidenzia S&P Global Rating, è importante sottolineare che “i governi di tutto il mondo stanno continuando ad accumulare debito per far fronte alla crisi da Covid-19″. A questo, però, bisogna aggiungere altri due fattori molto rivelanti: a causa della chiusura delle imprese, “l’attività economica è crollata e la disoccupazione ha iniziato a salire a livelli senza precedenti”.

Covid-19: le risposte dei governi e l’aumento di debito

Partendo proprio dalle risposte dei governi alla crisi scaturita dal Covid-19, Roberto Sifon Arevalo, credit analyst di S&P Global Rating, ha evidenziato che essi “hanno intrapreso uno stimolo fiscale e monetario di dimensioni senza precedenti che ha contribuito a mitigare la situazione”. Tuttavia, insiste Sifon Arevalo, “ha anche comportato un accumulo ancora maggiore del debito sovrano e l’espansione dei bilanci delle banche centrali per fornire un ponte finanziario al settore privato”.

Di conseguenza, sottolinea l’analista, se “da una parte prevediamo che la ripresa economica inizierà nel primo trimestre 2021, il carico del debito su i bilanci pubblici rimarranno elevati per diversi anni a venire. La sostenibilità di maggiori oneri del debito dipenderà in gran parte dal ritmo della ripresa e dal livello dei tassi di interesse reali, che prevediamo resteranno bassi”.

Per esempio, evidenzia il report di S&P Global Rating, “dal 10 marzo 2020 abbiamo esaminato 117 rating sovrani, ovvero l’87% del nostro portafoglio globale. Abbiamo confermato i rating su quasi il 60% dei titoli sovrani che abbiamo esaminato, ridotto il 18% e modificato le prospettive in negativo sul 15%.

Infine, conclude l’analista, “esaminando i prossimi sei mesi, il saldo delle prospettive globali per i rating sovrani è stabile con un orientamento negativo, con il numero di downgrade previsti che hanno superato gli upgrade previsti di 24. Questo rapporto non costituisce un’azione di valutazione”.

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