Il dollaro torna a rafforzarsi. Borse al top

toro wall street

Dax nuovamente sui massimi, S&P500 riportatosi sopra i massimi relativi di breve periodo, materie prime nuovamente sotto pressione e dollaro ancora acquistato. Questo il quadro che va ad aprire l’ultima giornata di trading della settimana. Siamo tornati a quotare sopra i massimi di fine marzo/inizio aprile, con la rottura a rialzo della parte alta del triangolo daily formatosi a partire da metà marzo, aprendo così le strade ad ulteriori rivalutazioni del biglietto verde. L’unica eccezione, se così vogliamo definirla, è rappresentata dal dollaro australiano, il quale rimane non ancora venduto come successo invece su euro, sterlina e yen, una situazione da studiare con attenzione in quanto, nel momento in cui dovessero mostrarsi situazioni tecniche in grado di suggerire la valutazione di acquisti di dollaro americano contro dollaro australiano, potrebbe essere possibile sfruttare questi disallineamenti (da non considerare dal punto di vista operativo senza che si creiano dei setup tecnici che siamo in grado di riconoscere proprio perché le correlazioni tra valute ci sono, ma non sono abbastanza stabili nel tempo). La moneta unica, dopo aver toccato le resistenze multiday, ha ricominciato la propria discesa ed ora, sul fronte del breve periodo, studieremo eventuali rimbalzi correttivi per ragionare su eventuali acquisti di dollaro, una forma mentis che ci accompagnerà anche su sterlina e yen. Le borse, come da nostre attese, si sono riportate su livelli di massimi e ciò ci conferma quanto ragionato durante i giorni scorsi: gli investitori stanno lentamente spostando le proprie aspettative, per quanto concerne il rialzo dei Fed Funds, oltre l’estate, un rialzo che lascia per il momento spazio a ricerche di rendimenti sul fronte azionario data la latitanza di tassi risk free appetibili. Ieri abbiamo avuto la decisione da parte della BoE di non procedere con nessuna modifica alla politica monetaria in atto, con la conferma dei tassi allo 0.50% e del QE a 375 miliardi, una decisione che non ha spostato gli equilibri di breve periodo tra la sterlina e le altre major come poteva essere lecito attendersi, ma dato il fatto che l’istituto centrale ha lasciato in qualche modo aperta la strada sia a politiche monetarie restrittive che espansive, da qui in avanti occorrerà, a nostro parere, prestare comunque attenzione a qualsiasi comunicazione da parte di Carney e compagni, con le prime che ci arriveranno tra due settimane, con il rilascio delle minute. Oggi avremo la produzione industriale e manifatturiera inglese, alle ore 10.30, da seguire in quanto potenziale market mover che potrebbe produrre movimenti isolati di reazione sul pound, il quale potrebbe momentaneamente decorrelarsi rispetto all’andamento di euro e yen, guidati dal dollaro americano come visto, con il rilascio dei dati sul mercato del lavoro canadese alle ore 14.30, che potrebbero produrre gli stessi effetti decorrelativi sul dollaro canadese, l’unica commodity currency che è rimasta correlata alle altre major citate durante gli ultimi giorni.

EurUsd Perfetta la situazione tecnica studiata ieri sull’euro, con vendite all’interno delle resistenze viste e raggiungimento di tutti i target ipotizzati, anche quelli derivanti dalle ultime estensioni, avvenute grazie alla mancata formazione della potenziale divergenza rialzista che stavamo seguendo su un 4 ore (si legga l’analisi di ieri per comprendere il ruolo dello stocastico come filtro operativo). Abbiamo rotto a ribasso l’area di congestione laterale studiata nei giorni scorsi su time frame a 4 ore, con prezzi sotto le medie orarie e a 4 ore a 21 periodi, le quali indicano la direzionalità di breve del cambio. I prezzi stanno tentando delle rotture a ribasso della figura di potenziale continuazione del movimento ribassista, una bandiera oraria e nel momento in cui dovessimo assistere a sforamenti di area 1.0650 potrebbe essere possibile valutare estensioni verso ed oltre i minimi, con 1.0610 e 1.0580 come potenziali target. Ritorni sopra area 1.0695 diventano a nostro avviso necessari per valutare dei tentativi di ripresa di quota, che non ci attendiamo comunque oltre area 1.0720/30.

UsdJpy Perfetta anche la situazione vista su UsdJpy con l’eccezione di aver mal tarato (di una decina di punti) l’eventuale area di uscita da posizionamenti long. Dopo la discesa che ha condotto fino a 119.85 (noi abbiamo stimato un 95), i prezzi sono effettivamente ripartiti fino a raggiungere l’area di 120 ¾, prima di partire con leggere correzioni che attualmente stanno facendo muovere le quotazioni oltre l’area di resistenza della fase laterale a 4 ore studiata in settimana (che ora funge da potenziale supporto) e nei pressi della media mobile a 21 periodi oraria. Questa zona, qualora lo stocastico orario dovesse girare a rialzo, potrebbe risultare propedeutica a tentativi di ripartenza delle quotazioni verso i massimi di ieri che, se raggiunti con l’oscillatore lontano dalla zona di ipercomprato, potrebbero lasciare spazio a potenziali estensioni verso 121 figura. Occorre tuttavia tenere conto della possibile formazione di una divergenza ribassista a 4 ore, da valutare a nostro avviso in caso di superamento a ribasso dell’area che passa per 120.15, per accelerazioni verso i livelli tenuti ieri di 119.85 ed eventuali estensioni verso 60.

GbpUsd Ottima la situazione tecnica studiata sul cable ieri mattina, sul quale abbiamo anche seguito in diretta la decisione sui tassi, declinando nuovi setup di vendita ben realizzatisi. Ci troviamo ora con prezzi che hanno rotto a ribasso la figura oraria di potenziale continuazione del movimento ribassista di breve, senza però aver superato i minimi toccati ieri sera, un’area oltre la quale potrebbe essere d’uopo attendersi potenziali estensioni verso 1.4650 e 1.4630, nel momento in cui lo stocastico orario dovesse mantenersi lontano dalla zona di ipercomprato con prezzi sui minimi. In caso di ripartenza potrebbe essere comunque possibile valutare delle frenate tra i massimi di stanotte e la media a 21 oraria (che coincide esattamente con i supporti statici a 4 ore che hanno delineato la fase laterale studiata in settimana), per ritorni verso i minimi di ieri sera ed eventuali estensioni verso i target visti, tenendo conto che in caso di superamento a rialzo di area 1.4755 i prezzi potrebbero tentare delle ripartenze verso 1.4790.

AudUsd Nessun superamento a ribasso dell’area di 0.7760 e prezzi che hanno formato dei nuovi massimi relativi, seppur senza strappare con decisione a rialzo. Continuiamo a seguire con attenzione la fase laterale crescente all’interno della quale ci stiamo muovendo prima di valutare qualsiasi tipo di operatività, ragioneremo all’interno del nostro Morning Meeting sull’eventuale operatività, che sul fronte intraday risulta abbastanza confusa.

a cura di Matteo Paganini, analista di Fxcm