Il lockdown fa esplodere l’uso della rete: tre titoli su cui puntare

Mentre il premier Giuseppe Conte anticipa che il lockdown di scuole e negozi sarà prorogato dopo il 3 aprile (misura inevitabile visto che il picco della pandemia deve essere ancora raggiunto e non si prevede una stabilizzazione dei nuovi infetti che tra il 25 marzo-15 aprile secondo i modelli previsivi del Cnr), Piazza Affari prova a respirare dopo la disponibilità a utilizzare un “bazooka” da 750 miliardi di euro segnalata ieri dal presidente della Bce, Christine Lagarde.

Tra i titoli da tenere d’occhio a Piazza Affari restano quelli legati al traffico web, esploso in questi giorni e che pare destinato a mantenersi molto elevato ancora per diverse settimane tra smar working e lockdown. Non è passata inosservata neppure l’acquisizione di Tubi (una piattaforma di streaming video finanziata da ricavi pubblicitari) da parte di Fox Corporation per 440 milioni di dollari, notizia che giunge mentre Telecom Italia fa sapere che la rete Tim ha visto volumi triplicati rispetto alle medie nell’utilizzo di strumenti di video-conferenza e applicazioni di lavoro.

Telecom Italia in Borsa negli ultimi 12 mesi

Oltre allo stesso titolo Telecom Italia (che stamane rimbalza dell’8% a 38,82 centesimi in apertura, compensando così il calo del 5,85% registrato nelle precedenti cinque sedute), anche la piccola Go Internet (solo una decina di milioni di euro di capitalizzazione) si mette in luce sull’Aim Italia sospesa a 57 centesimi per azione con un teorico +10,77%, dopo aver lanciato Smart Working, un nuovo prodotto offerto sia in modalità banda larga wireless sia in modalità banda ultra-larga Ftth (per ora in Emilia Romagna, Marche e Umbria) pensato per rispondere alle esigenze di lavoro da casa emerse proprio in queste settimane.

Il rimbalzo violento interrompe la corsa verso i 43,4 centesimi indicati come target della fase di correzione in cui il titolo si è mosso fino a ieri e che aveva fatto aprire strategie ribassiste che si chiuderanno solo nel caso di un ritorno sopra la soglia di stop loss a 73,2 centesimi (prima il titolo dovrà comunque superare le resistenze a 58 e poi a 62 centesimi per azione).

Go Internet in Borsa negli ultimi 12 mesi

Meno importante ma comunque robusto il rimbalzo di Antares Vision, che coi suoi 535 milioni circa è il titolo a maggiore capitalizzazione tra quelli appartenenti all’indice Aim Tecnologia (1,64 miliardi di capitalizzazione in tutto per 29 componenti di cui uno sospeso, Axelero) e dunque quello che maggiormente si presta a eventuali inserimenti in portafoglio. Antares Vision, che ha debuttato sull’Aim Italia a metà aprile 2019 a 10 euro per azione contro i 9,50 euro di stamane, è leader mondiale nell’ispezione visiva, nelle soluzioni di tracciatura e nella gestione dei dati per il settore farmaceutico ed è attualmente inserita nella lista dei titoli favoriti da Mediobanca Securities tra le mid cap del settore dei servizi digitali.

La discesa delle quotazioni di Antares Vision sotto i 10,25 euro ha fatto scattare una strategia ribassista che vede un target a 8,77 euro, ma l’eventuale recupero dei 9,63 euro farebbe scattare stop loss chiudendo la strategia e contribuirebbe a riportare il titolo, attualmente in fase di brevissimo e breve periodo fortemente negativa, in un trend neutrale. Ipotesi che appare compatibile anche coi valori molto modesti e prossimi all’ipervenduto dell’inicatore di forza relativa (Rsi), anche se non con quelli dello Stocastico, ancora nella parte medio-alta della propria banda d’oscillazione.

Antares Vision in Borsa negli ultimi 12 mesi

Da qui il suggerimento, per i più avvezzi al rischio, di provare ad accumulare il titolo attorno ai livelli attuali sapendo che i supporti più immediati in caso di ulteriore debolezza sono in area 8,93 e poi sugli 8,76 euro, mentre le prime resistenze una volta scattata la stop loss di cui sopra si troverebbero a 9,74 e poi sui 10,10 euro per azione. Per chi non apprezza troppo la volatilità il consiglio è invece di concentrarsi su Telecom Italia che se riuscirà a chiudere sopra i 38,7 centesimi per azione farà scattare la stop loss della strategia ribassista scattata dopo la discesa sotto i 47,8 centesimi a titolo e che vede come obiettivo i 27,4 centesimi.

Per Telecom Italia (7,46 miliardi di capitalizzazione e componente del Ftse Mib) dopo la resistenza di 37 centesimi forata in apertura (e che potrebbe trasformarsi in un supporto in caso di permanenza dei prezzi al di sopra di tale livello per alcune sedute) il prossimo stop potrebbe essere sui 40 centesimi per azione. In caso di nuova prevalenza delle vendite dalla seduta di ieri a 35,94 centesimi il titolo rischia di scivolare sino sui 31 centesimi e poi eventualmente anche sino ai 26 centesimi, ove gli investitori istituzionali si trovassero pressati da nuovi flussi di riscatto a ridurre ulteriormente l’esposizione a partire dai titoli più liquidi e pertanto più facilmente vendibili sul mercato.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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