Cassa Lombarda: il quadro economico globale resta a tinte fosche

A cura di Cassa Lombarda

Macro review

In Eurozona il recupero dei mercati azionari e la prospettiva di politiche monetarie più accomodanti ha aiutato il recupero della fiducia degli investitori. Le letture finali degli indici Pmi, pur migliorando rispetto alle anticipazioni, evidenziano una crescita attesa per il trimestre in area +0,2%, sotto al potenziale di 1,5% annuo. Gli ultimi dati dagli Stati Uniti indicano che l’economia rimane solida, nonostante un rallentamento del passo della crescita. Gli indici di attività sono cresciuti grazie al settore servizi mentre il deficit commerciale statunitense ha registrato il dato maggiore dal 2008 a causa dell’export danneggiato dal dollaro forte e dalle ritorsioni commerciali ai dazi americani. Il mercato del lavoro ha sorpreso con i non farm payrolls disastrosi su febbraio, ma ancora dignitosi come media bimestrale, mentre sono state buone le indicazioni arrivate dai salari orari e dal tasso di disoccupazione. La Cina ha annunciato di prevedere un rallentamento della crescita nel 2019 tra il 6% e il 6,5% a fronte di una crescita 2018 del 6,6%, livello più basso dal 1990.

Obbligazioni

I titoli governativi italiani hanno beneficiato della revisione della guidance sui tassi ad opera della Bce con il rendimento del Btp benchmark decennale sceso al 2,5% sui minimi della scorsa estate. Anche il titolo con scadenza biennale ha beneficiato di forti acquisti con il rendimento sceso allo 0,20% sui minimi di oltre 9 mesi. La Grecia ha collocato, via sindacato, un nuovo decennale benchmark con scadenza marzo 2029 e cedola facciale del 3,875%. Il totale collocato è stato di 2,5 miliardi di euro a fronte di 11,8 miliardi di euro di richieste. Rendimenti dei Treasuries Usa in discesa al 2,63% sulla scadenza decennale, favoriti dalla decisione della Bce di posticipare il primo rialzo dei tassi almeno fino alla fine del 2019.

Azioni

Settimana di pesante flessione per i titoli bancari italiani penalizzati dalle condizioni di accesso alle aste Tltro. Il Governatore Draghi ha affermato che la liquidità presa a prestito dall’istituto centrale dovrà essere destinata al finanziamento dell’economia reale e non come avvenuto in passato per operazioni di trading sui titoli governativi che offrono rendimenti maggiori. Da registrare l’attacco della senatrice democratica Usa, Elizabeth Warren, ai colossi del tech come Amazon, Google e Facebook. Per la candidata alle elezioni presidenziali americane del 2020 queste società hanno il monopolio dei mercati di riferimento ed è compito dei governi rompere i monopoli per garantire mercati competitivi.

Valute e materie prime

Euro in forte calo contro Usd che tocca i massimi dall’estate 2017 a 1,1180 prima di chiudere la settimana a 1,1220. Sulla moneta unica pesa il taglio delle stime di crescita e inflazione effettuato dalla Bce che ora stima una crescita 2019 all’1,1% dall’1,7% stimato lo scorso dicembre. La Banca centrale turca ha lasciato invariati i tassi di interesse al 24% per la quarta volta consecutiva. La banca centrale ha giustificato la sua decisione sottolineando che i rischi per la stabilità monetaria continuano a prevalere rispetto alle ipotesi di allentamento della politica monetaria. Volatile il dollaro canadese dopo che la Banca centrale ha lasciato invariato il costo del denaro all’1,75% e sull’affermazione del board dell’istituto che l’attuale outlook ha ridimensionato la convinzione di alzare ancora i tassi. Sulla divisa canadese pesano inoltre i timori di tenuta del Governo in scia alle accuse mosse al primo ministro Justin Trudeau di aver interferito in un processo per salvare dall’accusa di corruzione una società strategica per il Governo. In leggero recupero il dollaro australiano nonostante la deludente lettura definitiva del Pil 4Q e gli ultimi dati macro cinesi. Il timore del rallentamento globale impatta sulle quotazioni del petrolio che hanno chiuso l’ottava poco mosse grazie alle affermazioni dell’Arabia Saudita per cui non verrà rivisto il piano di tagli alla produzione nel prossimo meeting Opec+ di Aprile.

 

Outlook

Attesa per il voto di martedì sulla Brexit. Il premier Theresa May ha ammonito i parlamentari che con un voto contrario all’accordo di Brexit negoziato in precedenza con Bruxelles si rischia una situazione di incertezza per cui Londra

non lascerà mai la UE. Agenda macroeconomica ricca di appuntamenti questa settimana. Lunedì una deludente lettura della produzione industriale tedesca di gennaio potrebbe anticipare il rallentamento della crescita di Eurozona in vista del dato europeo atteso mercoledì. Nella Eurozona inoltre i dati finali sull’inflazione di febbraio. Nel Regno Unito, martedì, produzione industriale e bilancia commerciale di gennaio. Negli Usa mercoledì i dati sui beni durevoli e prezzi alla produzione, giovedì le vendite di nuove case e sussidi settimanali di disoccupazione, infine venerdì indice Empire Manufacturing, produzione industriale e utilizzo della capacità produttiva oltre alla fiducia dei consumatori elaborata dall’Università del Michigan. Venerdì attesa per la riunione della Bank of Japan e per il verdetto di Moody’s sul rating dell’Italia attualmente Baa3, ultimo livello dell’investment grade, con outlook stabile.

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