Il rallentamento del ciclo economico Usa favorisce l’azionario

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“L’outlook sugli asset finanziari statunitensi potrebbe essere descritto come caratterizzato da un rallentamento della crescita economica, un’inflazione contenuta e un atteggiamento accomodante della banca centrale. Dopo la forte crescita del Pil nella prima parte del 2018, l’economia statunitense è ora entrata in una fase di rallentamento ciclico moderato e cominciano a emergere aspettative inflazionistiche. Questo contesto ha spinto la Fed a una rapida e significativa inversione di marcia rispetto alla politica restrittiva avviata negli ultimi semestri. È probabilmente troppo presto per prevedere una fase di pieno allentamento monetario; tuttavia la strada per ulteriori misure espansive è sicuramente aperta, ammesso che le condizioni economiche le richiedano”. E’ l’analisi di Gergely Majoros, membro del Comitato Investimenti di Carmignac.

Questa situazione, secondo l’esperto, crea un contesto costruttivo per le azioni statunitensi. Allo stesso tempo è opportuno adottare un approccio selettivo, visti i livelli delle valutazioni già complessivamente elevati, a cui si associano alcuni elementi di incertezza legati alle elezioni che si terranno nel paese nel 2020 e alla politica economica mercantilistica del presidente Trump.

Per Majoros, tenuto conto di questo contesto di crescita scarsa a livello sia ciclico che strutturale, ha senso privilegiare titoli di qualità, ossia società che presentano una crescita visibile e ben gestita. Questa view è sostenuta dal fatto che il numero di titoli growth quotati è previsto in ulteriore calo a causa della rarefazione della crescita complessiva. Questo scenario giustificherebbe l’ulteriore aumento dei premi delle valutazioni per questi asset di qualità.

Il mercato azionario statunitense offre numerose società che presentano opportunità di crescita strutturale a lungo termine, in particolare dei settori tecnologico, healthcare e dei beni di consumo. Molto spesso queste società sono legate a tematiche di innovazione o trasformazione tecnologica. Ad esempio la digitalizzazione del settore corporate, che comporta l’utilizzo crescente del cloud, o il cambiamento delle abitudini di consumo nella popolazione, con la preferenza sempre più marcata per lo streaming online anziché per l’acquisto di servizi o per il food delivery a scapito della ristorazione fuori casa.

Il mercato presenta anche società che potremmo definire “steady grower”, vale a dire in grado di generare buoni livelli di crescita e soddisfacenti di crescita e di profitto in un contesto di crescita economica più debole da punti di vista strutturale. Nel settore dei beni di consumo troviamo spesso queste società ai due estremi del mercato: i marchi di lusso/premium e i marchi low cost, questi ultimi peraltro molto meno colpiti dai fenomeni di trasformazione epocale causata dai giganti di internet come Amazon.

Infine, aggiunge Majoros, oggi negli Stati Uniti sarebbe opportuno concentrarsi anche sul settore healthcare, in particolare su business model innovativi o su società stabili basate sulla crescita dei volumi anziché dei prezzi, per minimizzare il rischio di regolamentazione dei prezzi in quello che è il mercato sanitario più caro al mondo.

In conclusione, è opportuno valutare bene il prezzo dei singoli titoli, poiché il posizionamento attuale dei gestori attivi in questo momento è molto orientato verso titoli più sicuri e difensivi come quelli sopracitati. Pertanto, anche se esistono buone argomentazioni strutturali per posizionarsi sui titoli di qualità oggi, è importante essere pronti ad affrontare occasionali battute d’arresto del mercato in questo contesto affollato.

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