IN ORO VERITAS…

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A cura di pro aurumper info: ticino@proaurum.ch

I FATTI

Nelle ultime settimane il prezzo dell’ORO è stato pesantemente influenzato dalla forza del dollaro; poco più di un mese fa il lingotto veleggiava sui massimi di periodo intorno ai 1.350 dollari l’oncia oggi lo troviamo, in parziale recupero, vicino ai 1.300 dollari.

Il grafico degli ultimi 12 mesi, mostra in rosso l’andamento dell’ORO in dollari l’oncia, il riferimento ai prezzi è sulla scala destra, mentre in blu troviamo il cambio euro/dollaro con i prezzi sulla scala sinistra invertita.

L’inversione della scala (come si può notare i valori più alti sono nella parte inferiore) ci permette di visualizzare un rafforzamento del dollaro con una linea crescente.

Se guardiamo cosa è successo dalla fine di aprile, dove si trova la linea verde tratteggiata verticale, il dollaro ha iniziato a rafforzarsi e nello stesso momento l’ORO ha iniziato a perdere terreno. Come si può notare, i due movimenti opposti hanno coinciso perfettamente.

I MOTIVI

L’ORO è quotato in dollari e quindi un rafforzamento del dollaro genera nel breve termine un indebolimento del prezzo del lingotto. Questo fenomeno si chiama correlazione inversa.

L’ORO È SEMPRE SOGGETTO A CORRELAZIONE INVERSA?

No, non sempre, ad esempio nello stesso periodo in cui l’ORO scendeva, il petrolio, anch’esso quotato in dollari e soggetto a correlazione inversa, si è rafforzato anziché indebolirsi e questo può accadere anche per l’ORO.

Il grafico che vediamo sopra mostra la correlazione a 20 sedute (circa un mese di calendario) tra il prezzo dell’ORO e il cambio euro/dollaro; qui la scala non è invertita.

  • Valori vicini a 1 vanno interpretati come piena correlazione con l’euro: ad esempio, se si rafforza il dollaro e l’euro si indebolisce, anche l’ORO scende di prezzo.
  • Valori vicini a 0 indicano nessuna correlazione: ORO e cambio sono completamente sganciati;
  • Valori negativi indicano correlazione opposta rispetto all’euro: l’ORO sale o scende nella stessa direzione del dollaro.

Come possiamo notare dal grafico, la correlazione non è stabile, ma funziona a intermittenza: un anno fa, ad esempio, è stata negativa e il prezzo dell’ORO aumentava anche nei momenti in cui il dollaro si rafforzava sull’euro.

QUESTA CORRELAZIONE INVERSA È DESTINATA A DURARE NEL TEMPO ?

Generalmente no, è soggetta a una ciclicità; come si può osservare nel grafico, quando vengono raggiunti i valori massimi tende poi a rientrare verso valori più contenuti: proprio quello che sta accadendo negli ultimi giorni e vediamo confermato anche nella zona finale alla destra del grafico.

QUINDI ?… QUINDI, QUESTO SAREBBE UN BUON MOMENTO PER COMPRARE !

Ma… se poi la correlazione si rafforza e continuo a perdere? Anche in questo caso dobbiamo sfatare una falsa convinzione: tutti noi quando vediamo le quotazioni dell’ORO scendere PENSIAMO DI PERDERE, MA IL VERO RISULTATO MONETARIO NEL NOSTRO PORTAFOGLIO SI OTTIENE SOLO DOPO LA CONVERSIONE NELLA NOSTRA VALUTA: euro se siamo in Italia, chf se siamo in Svizzera come riportato qui di seguito:

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