In sovrappeso su Emergenti e Regno Unito: la view di Pictet

asset allocation

A cura di Pictet Am

Sia che si tratti di valutazioni o di sentiment, le condizioni del mercato azionario globale non paiono particolarmente entusiasmanti. Basta scavare un po’ ed emergono tantissimi rischi, compreso un maggior nervosismo sulla crescita economica nei mercati sviluppati, l’incertezza sulla politica della Fed e le persistenti dispute commerciali. Non è una coincidenza che le aspettative di utili societari siano in flessione: a livello mondiale, al momento ad ogni upgrade degli analisti corrispondono cinque downgrade.

I nostri modelli suggeriscono che gli utili societari cresceranno del 5% quest’anno a livello globale. Non è affatto la fine del mondo, ma rappresenta un brusco calo dal 15% del 2018 ed è al di sotto dell’attuale stima degli analisti del 7%.

Riteniamo che il modo migliore per difendersi dalla possibilità di una correzione di mercato sia spostarsi verso un’allocazione settoriale più difensiva.

Innanzitutto, ciò significa ridurre l’esposizione ai titoli energetici a un livello neutrale. Il prezzo del loro attivo sottostante, il petrolio, è cresciuto di circa il 20% nello scorso mese, e fatichiamo a vedere perché dovrebbe superare di tanto i livelli attuali di circa 60 dollari al barile, soprattutto in questa fase avanzata del ciclo economico globale. Anche gli indicatori tecnici sono in flessione per il settore energetico, soprattutto in termini di ampiezza del mercato: meno del 20% delle azioni del settore è scambiato al di sopra della media mobile a 20 giorni.

Il nostro approccio difensivo si riflette anche nelle posizioni di sottopeso nei costosi settori ciclici dei beni di consumo voluttuari e IT.

Per contro, la ponderazione sui beni di prima necessità da neutrale a sovrappeso. Secondo il nostro modello di valutazione, queste società sono tra gli investimenti azionari difensivi più convenienti (si veda il grafico). Inoltre, i beni di prima necessità hanno un’esposizione relativamente elevata ai mercati emergenti, una regione particolarmente interessante in un’economia globale altrimenti scialba.

Infatti, siamo abbastanza ottimistici sui titoli legati ai mercati emergenti in generale, in quanto in questi Paesi la crescita sta tenendo molto meglio rispetto al resto del mondo. I titoli dei mercati emergenti vantano anche valutazioni interessanti e dovrebbero beneficiare sia di una pausa nel ciclo di restringimento monetario della Fed, sia degli sforzi reflazionistici della Cina.

Siamo anche sovrappesati sui titoli del listino britannico, che sono i più convenienti nella nostra tabella delle valutazioni. Sebbene la Brexit sia una preoccupazione, le bluechip britanniche sono interessanti per diversi aspetti.  I titoli britannici a maggiore capitalizzazione non solo offrono agli investitori esposizione a molte società internazionali, ma anche a un numero relativamente elevato di titoli difensivi che di norma hanno buoni risultati nelle fasi finali del ciclo economico. Inoltre, le azioni britanniche sono scambiate con un interessante rendimento da dividendo del 5%: in effetti lo scorso anno le distribuzioni delle società britanniche agli azionisti hanno segnato un record.

Per contro, siamo prudenti sugli Stati Uniti, le cui valutazioni tirate dovrebbero preoccupare gli investitori in un momento in cui gli analisti stanno tagliando le previsioni di utili.

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