In sovrappeso su euro e azioni europee

A cura di Mark Haefele, Global Chief Investment Offcer, Wealth Management Ubs
Manteniamo una moderata propensione al rischio nella nostra asset allocation tattica globale. Nel complesso crediamo che i fattori positivi, quali il consolidamento della ripresa mondiale, l’accelerazione degli utili e i continui stimoli monetari, possano più che compensare quelli negativi, come il graduale inasprimento monetario della Fed, i timori sulle valutazioni azionarie e i rischi geopolitici.
Questo mese apportiamo due modifche alla nostra asset allocation tattica. Chiudiamo il sovrappeso nell’high yield in dollari rispetto alle obbligazioni e ai titoli di Stato con rating elevato. La posizione ha registrato una buona performance dal suo avvio a gennaio 2017, con una contrazione media degli spread di 30 pb, a 370 pb. L’attuale rendimento alla scadenza del 6% è ancora superiore rispetto a quello dei titoli con rating più alto e i rischi d’insolvenza restano bassi (appena il 2,2% negli ultimi 12 mesi); a nostro avviso, però, le valutazioni sono diventate meno convenienti e il potenziale di rialzo si è ridotto. Crediamo che le azioni possano offrire rendimenti più elevati al netto dei rischi, poiché il ciclo economico continua a maturare in un contesto di solida crescita del PIL e degli utili. Detto questo, i titoli high yield continuano a rappresentare un elemento importante per le strategie d’investimento a lungo termine e continuiamo a detenerli nelle nostre asset allocation strategiche.
Apriamo un sovrappeso nell’euro rispetto al franco svizzero. Ci aspettiamo che l’euro continui ad accelerare, poiché i mercati si preparano a una graduale riduzione dello stimolo monetario. Questo processo dovrebbe penalizzare il franco, in quanto i tassi d’interesse reali sono estremamente negativi e il calo dell’incertezza politica nell’eurozona fa diminuire gli afflussi verso la valuta rifugio.
Manteniamo inoltre diverse posizioni assunte nei mesi scorsi. Sovrappesiamo le azioni globali. Nell’ultimo mese i dati economici hanno confermato il quadro positivo per i mercati azionari globali. La crescita del PIL e le vendite al dettaglio in Cina hanno superato le attese e l’indice ISM dei responsabili degli acquisti nel settore manifatturiero statunitense ha recuperato terreno, dopo la precedente flessione. Per l’intero esercizio continuiamo ad aspettarci una crescita degli utili globali del 10-15%.
Sovrappesiamo le azioni dell’eurozona rispetto a quelle del Regno Unito. Il nostro ottimismo circa lo slancio dell’eurozona è avvalorato dai dati positivi: l’indice Ifo della fducia delle imprese in Germania ha toccato nuovi massimi e il più ampio PMI Markit del settore manifatturiero della regione è salito ancora. Queste condizioni si traducono in un’accelerazione degli utili, nonostante il freno esercitato dalla forza dell’euro. Al contrario, la crescita degli utili britannici sarà ostacolata dall’impatto della debolezza dei prezzi delle materie prime sui settori dell’energia e dei materiali nel corso di quest’anno e, più in generale, dalla scomparsa dell’effetto base legato alla sterlina debole.
Sovrappesiamo la corona svedese rispetto al franco svizzero. L’economia della Svezia si mantiene robusta e il PMI di giugno è salito da 58,8 punti a 62,4. Le aspettative d’inflazione si mantengono ai livelli più alti dal 2012, avvalorando la nostra tesi di un’imminente stretta monetaria della Riksbank. Invece, il franco svizzero rimane vulnerabile per le ragioni sopra illustrate.
Sovrappesiamo il dollaro canadese rispetto al dollaro australiano. L’economia del Canada si sta riprendendo bene dalla fase di debolezza del 2015, mentre l’Australia risente dei bassi prezzi delle materie prime. Inoltre, le valutazioni giocano a favore di questa posizione: secondo le nostre stime, l’AUD è sopravvalutato del 17% rispetto al CAD.