Indici prezzi al consumo: aggiornamento paniere ISTAT 2019

La rilevazione dei prezzi al consumo misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di prodotti (paniere) rappresentativo di tutti i beni e servizi destinati al consumo finale delle famiglie, acquistabili sul mercato attraverso transazioni monetarie (sono escluse le transazioni a titolo gratuito, gli autoconsumi, i fitti figurativi, ecc.). Gli indici dei prezzi al consumo sono calcolati utilizzando l’indice a catena del tipo Laspeyres, in cui sia il paniere dei prodotti sia il sistema dei pesi vengono aggiornati con cadenza annuale. In particolare, a dicembre di ogni anno, nel corso delle attività di ribasamento, sono aggiornati sia il paniere di prodotti sia la struttura di ponderazione, che costituiscono la base per il calcolo degli indici dell’anno successivo. La rilevazione dei prezzi al consumo è regolata da leggi e regolamenti che la disciplinano e ne costituiscono il quadro normativo di riferimento. Essi definiscono soggetti e funzioni. I soggetti coinvolti sono l’Istituto nazionale di statistica e i Comuni.

Ogni anno l’Istat rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento della rilevazione dei prezzi al consumo e aggiornando contestualmente le tecniche d’indagine e i pesi con i quali i diversi prodotti contribuiscono alla misura dell’inflazione.

Nel paniere del 2019 utilizzato per il calcolo degli indici NIC (per l’intera collettività nazionale) e FOI (per le famiglie di operai e impiegati) figurano 1.507 prodotti elementari (1.489 nel 2018), raggruppati in 922 prodotti, a loro volta raccolti in 407 aggregati. Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) si adotta un paniere di 1.524 prodotti elementari (in lieve ampliamento rispetto ai 1.506 nel 2018), raggruppati in 914 prodotti e 411 aggregati.

Campo di osservazione degli indici

Il sistema degli indici dei prezzi al consumo è articolato secondo tre diversi indici, con finalità differenti:

  • l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è utilizzato come misura dell’inflazione per l’intero sistema economico; in altre parole, si considera la collettività nazionale come un’unica grande famiglia di consumatori sebbene caratterizzata, al suo interno, da abitudini di spesa molto differenziate;
  • l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo ad un lavoratore dipendente. È l’indice usato per adeguare periodicamente valori monetari, quali i canoni di affitto o gli assegni dovuti al coniuge separato;
  • l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione europea (IPCA) assicura una misura dell’inflazione comparabile tra i diversi paesi europei, attraverso l’adozione di un impianto concettuale, metodologico e tecnico condiviso. Viene quindi assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell’Unione europea. L’indice viene calcolato, pubblicato e inviato mensilmente dall’Istat a Eurostat secondo un calendario prefissato. Eurostat, a sua volta, diffonde gli indici armonizzati dei singoli paesi dell’Ue, sulla base dei quali elabora e diffonde l’indice sintetico europeo.

Aggiornamento del paniere per l’anno 2019

L’aggiornamento del paniere tiene conto dei cambiamenti emersi nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati.

Nel complesso, le quotazioni di prezzo usate ogni mese per stimare l’inflazione sono circa 6.000.000 e hanno una pluralità di fonti: 458.000 sono raccolte sul territorio dagli Uffici comunali di statistica e 238.000 direttamente dall’Istat; oltre 5.200.000 tramite scanner data; più di 86.000 arrivano dalla base dati dei prezzi dei carburanti del Ministero dello Sviluppo economico.

Nel 2019 sono 1.507 i prodotti elementari che compongono il paniere utilizzato per gli indici dei prezzi al consumo NIC e FOI, raggruppati in 922 prodotti e 407 aggregati di prodotto (nel 2018, 1.489 prodotti elementari, articolati in 920 prodotti e 404 aggregati di prodotto). Il paniere 2019 per l’IPCA comprende 1.524 prodotti elementari, raggruppati in 914 prodotti e 411 aggregati di prodotto (nel 2018 i prodotti elementari erano 1.506, i prodotti 923 e gli aggregati di prodotto 408).

Le revisioni apportate sono di diversa natura e finalizzate a cogliere l’evoluzione dei comportamenti di spesa dei consumatori, tenendo presente che il paniere dei prezzi al consumo ha ormai raggiunto un livello di dettaglio e completezza tale da rendere relativamente contenuto il numero di prodotti che ogni anno entrano ed escono dalla rilevazione.

Tra i prodotti entrati nel 2019 per rappresentare i cambiamenti nelle abitudini di spesa sono da segnalare:

  • Frutti di bosco che, insieme all’Uva e alle Fragole (in rilevazione già da alcuni anni), compongono il segmento Frutti a bacca;
  • Zenzero, nel segmento di consumo Radici, bulbi non amidacei, funghi e altri vegetali;
  • Bicicletta elettrica, che si affianca alla più tradizionale Bicicletta per adulto e alla Bicicletta per bambino nel segmento di consumo riguardante le Biciclette;
  • Scooter sharing che si aggiunge a Car sharing e Bike sharing nel segmento Noleggio mezzi di trasporto e sharing;
  • Cuffia con microfono, tra gli Apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici le cui vendite sono risultate in forte espansione nell’ultimo anno;
  • Hoverboard (scooter elettrico autobilanciato), nell’ambito degli Articoli sportivi;
  • Web TV che integra il segmento relativo all’Abbonamento alla Pay tv.

Tra i prodotti entrati per migliorare la rappresentatività del paniere:

  • Tavolo, sedia e mobile da esterno che permettono di coprire la sottoclasse dei Mobili da giardino, prevista dalla classificazione ECOICOP;
  • Pannoloni e Traversa salvaletto, nel segmento degli Altri prodotti medicali non altrove classificati;
  • Energia elettrica del mercato libero che rappresenta ormai una parte consistente del mercato dell’energia elettrica nel nostro Paese.

Escono dal paniere:

  • Supporto digitale da registrare (ad esempio DVD e CD vergini), i cui valori di spesa si sono fortemente ridotti così da renderlo non più rappresentativo dei consumi degli Italiani;
  • Lampadina a risparmio energetico, che risulta sostituita nelle decisioni di acquisto delle famiglie dalla più moderna Lampadina a LED, già presente nel paniere dei prezzi al consumo.

La struttura di ponderazione

Ogni anno, la determinazione dei coefficienti di ponderazione degli indici è effettuata mediante l’utilizzo dei dati più recenti sui consumi finali delle famiglie stimati dalla Contabilità nazionale dell’Istat e di quelli derivanti dall’indagine sulle Spese delle famiglie, oltre che da altre fonti ausiliarie interne e esterne all’Istituto, tra le quali le basi dati delle società di analisi e ricerche di mercato A.C. Nielsen e GfK Italia S.r.l.

Le variazioni di prezzo dei beni e servizi inclusi nel paniere concorrono quindi al calcolo dell’indice generale in funzione della quota di spesa che le famiglie destinano al loro acquisto. Tuttavia, al fine di misurare le quote di spesa con riferimento ai valori del periodo che definisce la base di calcolo degli indici, ossia dicembre 2018, i dati sui consumi finali delle famiglie, riferiti invece all’anno 2017, sono opportunamente inflazionati sulla base delle variazioni di prezzo misurate nel corrispondente intervallo temporale. Nelle variazioni tra i pesi del 2018 e quelli del 2019 è possibile quindi distinguere un “effetto spesa” ascrivibile alla differenza tra quanto le famiglie hanno destinato all’acquisto di beni e servizi e un “effetto rivalutazione”, dovuto all’inflazione registrata da ciascun prodotto tra il 2017 e dicembre 2018.

La base territoriale e il grado di copertura dell’indagine

Nel 2019, 79 comuni concorrono al calcolo degli indici per tutti gli aggregati di prodotto del paniere (19 capoluoghi di regione, 60 capoluoghi di provincia); scendono a 15 i comuni che partecipano al calcolo degli indici per un sottoinsieme di prodotti (tariffe locali quali fornitura acqua, raccolta rifiuti, raccolta acque reflue, gas di rete per uso domestico, trasporti urbani, taxi, mense scolastiche, nido d’infanzia comunale, ecc.) e ad alcuni servizi (manifestazioni sportive, cinema, spettacoli teatrali, istruzione secondaria superiore, mense universitarie, ecc.).

Complessivamente, la copertura dell’indice, misurata in termini di popolazione residente nelle province dei comuni che partecipano alla rilevazione completa, è pari all’83,2%. La copertura è  totale in sei regioni (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna e Umbria) mentre resta incompleta nelle altre, in particolare in Puglia (40,8%), Abruzzo (47,7%) e Sardegna (56,1%). A livello di ripartizioni geografiche, la copertura è totale nel Nord-est, è pari a 89,4% nel Nord-ovest, 83,3% nel Centro, 65,7% nel Sud e 75,3% nelle Isole.

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