Investitori professionali italiani positivi sulle prospettive dell’economia nei prossimi sei mesi

Gli investitori professionali italiani certificati Cfa sono positivi sulle prospettive dell’economia domestica sui prossimi sei mesi. Al sondaggio mensile, svolto da Cfa Society Italy in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, hanno partecipato 38 professionisti con certificazione Cfa e membri dell’associazione tra il 20 ed il 30 giugno 2020. Il risultante “Sentiment Index” sale di circa 5 punti, rispetto al mese precedente, a 36,8. Gli analisti e gestori italiani risultano positivi anche sulle prospettive economiche di Europa e Usa.

La portata dello stimolo monetario messo in campo da parte degli istituti centrali a livello globale e la possibilità che entro l’autunno si trovi un vaccino contro il Covid hanno contribuito a sollevare il morale degli investitori che hanno cominciato a scontare una ripresa a ritmo sostenuto. Tuttavia se il quadro delle aspettative future è positivo e in netto miglioramento, permane una forte incertezza per la situazione economica attuale, nell’attesa che i danni derivanti dai lockdown vengano riflessi nelle trimestrali delle aziende. In tutte le aree di rilevazione, infatti, il numero degli intervistati che giudica lo stato attuale dell’economia in modo positivo è stato quasi nullo.

In tale contesto il sentiment è risultato leggermente migliore in Usa e Europa. La notevole quantità di massa monetaria iniettata nel sistema andrà probabilmente prima nei mercati e successivamente nell’economia reale. Non si prevede però un consistente aumento dell’inflazione a riprova del fatto che non è atteso un incremento della domanda aggregata di beni nel corso dell’anno.

Per quanto riguarda i tassi gli operatori sono positivi attendendosi a livello globale ed europeo una diminuzione a breve e un contestuale aumento di quelli a lunga evidenziando un possibile ritorno alla crescita dopo un ulteriore probabile stimolo monetario. Meno positivo è invece il sentiment nei confronti dell’economia italiana dove, come spesso è accaduto negli ultimi tempi, è atteso un aumento dei tassi a breve e un irripidimento della curva dei rendimenti. Gli analisti sono probabilmente intimoriti da eventuali tensioni politiche che potrebbero concretizzarsi da settembre in avanti.

L’economia Usa continua a mostrarsi più forte dell’Ue probabilmente a causa di una maggior lentezza di risposta dei singoli paesi e delle limitate misure di stimolo fiscale messe in atto sebbene il contesto sembra segnalare spunti di miglioramento. Le probabili fonti di incertezza nel vecchio continente sono imputabili alla stabilità dell’unione, e quindi al rischio politico, e a un fattore demografico, che è sicuramente una delle cause dei bassi tassi di crescita del vecchio continente.

La situazione italiana rimane pervasa dai rischi a cui già siamo stati abituati nel tempo, nel sondaggio emerge che le aspettative sulla redditività dei singoli settori in Italia sono negative, tranne che per il settore delle telecomunicazioni. Investimenti e innovazione si stanno dirigendo verso questo settore, grazie al traffico cloud e streaming, e alla futura transizione verso il 5G.

II petrolio, dopo il breve transito in prezzi negativi, è atteso stabilizzarsi nei prossimi mesi, nell’attesa che ci sia più chiarezza sull’evoluzione dell’economia globale e dei reopening. La pandemia ha sicuramente accelerato il processo di sviluppo di energie derivanti da fonti rinnovabili settore in cui i player europei si stanno focalizzando e che potrebbe portare, nel lungo termine a pressioni sui prezzi dell’oro nero.

In conclusione, per quanto riguarda l’economia reale permane qualche dubbio che si possa tornare a una crescita a ritmi pre-Covid nel breve termine ma l’ingente liquidità e la fiducia che si possa trovare un vaccino hanno sostenuto i mercati nonostante i livelli elevati della disoccupazione. Sebbene potremmo assistere a una recessione brevissima, rimane da capire quanti dei milioni di posti di lavoro persi verranno effettivamente recuperati. La cautela degli operatori è tanta in un contesto dove, considerando i livelli notevolmente bassi dei tassi reali, sembra non esservi alternativa al mercato azionario. Per cui se nel medio/lungo termine lo scenario si presenta positivo, non sono da escludere episodi di avversione al rischio nel tragitto.

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