Italia, spread su e Ftse Mib in caduta

A cura di Aneeka Gupta, Associate Director of Research di WisdomTree
L’euro continua a scivolare mentre le azioni delle banche italiane si arrestano in risposta al deficit di bilancio dell’Italia nel 2019.  La manovra finanziaria che prevede come obiettivo un rapporto tra deficit e Pil a quota 2,4% per i prossimi 3 anni, è stata decisa ieri a seguito della riunione di Governo.
Il ministro delle finanze Giovanni Tria sta giocando un ruolo passivo, reso evidente dal deficit di bilancio previsto per il 2019 che è di 3 volte superiore rispetto al target dell’1,6% formalmente concordato con l’UE, oltre che superiore alle nostre aspettative. Riteniamo che Tria abbia ceduto alle pressioni dei partiti della coalizione orientati ad una politica fiscale più flessibile, volta a stimolare la crescita.
Lo spread tra Bund/BTP a 10 anni è salito al livello più alto nell’ultimo mese, poiché gli investitori si aspettano che la manovra finanziaria metta l’Italia in rotta di collisione con l’UE.
 
A cura di Patrice Gautry, Chief Economist di Union Bancaire Privée
“Alla fine l’Italia ha deciso di presentare un bilancio 2019 con un deficit fiscale del 2,4% sul PIL. La discussione sul bilancio ha rivelato la presenza di due gruppi all’interno della coalizione di governo: uno a favore della stabilità e l’altro a favore della spesa fiscale.
Sulla stabilità economica hanno avuto la meglio le visioni politiche. Il budget 2019 (2,4% del PIL), infatti, propone misure nuove come il reddito di cittadinanza e la rimozione di alcune riforme sulle pensioni.
Le principali possibili conseguenze di queste scelte politiche sono quattro: 1) una lotta aperta / un dibattito acceso con l’UE; 2) un incremento durevole del costo del capitale per le aziende italiane, comprese le banche; 3) un potenziale downgrade del debito italiano da parte delle agenzie di rating a ottobre e 4) un aumento dell’incertezza politica, con rischi che il ministro delle finanze lasci la coalizione.
Tutto ciò aggiungerà ulteriori pressioni politiche sugli altri governi UE, potrebbe avere un impatto negativo sull’euro, favorire la percezione dei Bund tedeschi come beni rifugio e sollevare preoccupazioni sulla restante riforma delle banche italiane”.