“Italian Bond”, questa la soluzione?

Si chiude una settimana difficile per il nostro Paese, l’economia è ferma a causa della chiusura delle aziende e la mancanza di consumi per l’obbligo di restare a casa. A differenza di altre volte non si tratta di una crisi finanziaria legata alla gestione allegra delle finanze e al non aver gestito le risorse al meglio, attraverso riforme e tagli, provocando così la speculazione contro il nostro Paese, come avvenne ad esempio nel 1992 e nel 2011. In questo caso si tratta di un evento al di fuori del normale e che va considerato con aspetti totalmente diversi rispetto alle questioni citate.

Nel corso della crisi del 2011 si era più volte parlato di Eurobond e soluzioni similari per aiutare i paesi in difficoltà, i cosidetti “Piigs”, acronimo che stava per Portogallo, Irlanda,Italia, Grecia, Spagna. L’ostilità dei Paesi del nord, della cancelliera Merkel e soprattutto del suo mastino Schoebel ministro delle finanze del suo governo, ebbero la meglio e non si fece nulla.

Formalmente non era sbagliato il principio generale, perché come detto prima se non avessimo avuto decenni di “finanza allegra” non saremmo stati oggetto di speculazioni ed attacchi e lo stesso per gli altri paesi, Grecia su tutti, costretta poi a una resa nel 2012 con la rinegoziazione del debito.

Alla base di ciò fu evidente l’errore iniziale di aver creato una divisa comune, l’euro, lasciando però ogni Stato che non poteva più battere moneta, libero di emettere titoli di debito. Pertanto gli appunti fatti dai Paesi virtuosi avevano delle fondamenta in quel periodo e per fortuna alla Bce, guidata da Mario Draghi, riuscirono a trovare i cavilli tra le regole rigide dei trattati per uscire da quella “empasse” che per qualche tempo stava mettendo in discussione la stessa sopravvivenza dell’euro.

Le critiche politiche e la rigidità di allora sono ritornate alla ribalta in questi giorni con qualche fondamento in più. Infatti se in quelle crisi era sbagliato dare troppo contro a certe considerazioni economiche in questa fase ricordare ad alcuni paesi i benefici che l’Europa ha loro riservato in passato non è sbagliato, perché paragonabili a vicende da loro vissute in passato.

Quindi se nel 2011 non era corretto calcare la mano sui ricordi, lo è invece in questo caso visto ciò che stiamo passivamente subendo, così come la Germania ha subito dopo la seconda guerra mondiale e nella scelta della riunificazione immediata dopo il crollo del muro.

Abbassare un po’ i toni, fare qualche bagno d’umiltà e vedere ciò che per loro è stato fatto in passato, abbattimento debiti di guerra ed altro, li aiuterebbe a comprendere meglio quello che noi, la Spagna, la Francia ed altri paesi stanno subendo, senza contare poi che siamo tutti uno sbocco delle loro merci.

Negli anni ’70 giravano sette automobili Fiat, una Peugeot, una Renault e una Volkswagen, quando si vedeva una Mercedes, Bwm o Porsche si guardava con stupore e l’Audi era quasi ignota. Oggi grazie al mercato comune la loro esportazione nei Paesi europei è capillare ed è normale vedere qualsiasi tipo di auto. Questo è un esempio pratico dei vantaggi del mercato comune e di quanto noi ne siamo tra i principali consumatori.

Se non ci vorranno dare questi “benedetti Eurobond” di scopo per far ripartire l’economia, non sarebbe sbagliato forse tirare fuori gli attributi e proporre una soluzione interna a cui credo che la maggior parte degli italiani e i veri Paesi amici che abbiamo visto in questi giorni potrebbero aderire.

Chi aveva dimestichezza con le letture dei quotidiani economici fino agli anni ’90, si ricorderà che nella pagina delle obbligazioni tra Btp, Cct e Ferrovie vi era la quotazione di un titolo RI.
Si trattava della quotazione della Rendita Italiana, un titolo irredimibile emesso nel 1935 per 42 miliardi di lire, con lo scopo di finanziare la guerra in Etiopia che prevedeva un interesse annuo ma che non aveva scadenza. Ebbene questo titolo è andato avanti pagando gli interessi fino agli anni ’90 ed è stato completamente rimborsato alla pari per una prima parte nel 1981 e per il restante nel 1998.

Ritengo che in un Paese in cui ci sono oltre 3500 miliardi di valori depositati nelle nostre banche, il patrimonio complessivo della popolazione è stimato in circa 8000 miliardi, abbiamo la terza riserva aurea a livello mondiale, siamo la terza economia Europea, fondatori dell’Europa e presenti nel G8, emettere un titolo analogo per un importo importante, anche 100 miliardi, troverebbe il contributo di molti investitori nazionali ed internazionali, visto lo scopo diretto al sostegno d’imprese e lavoro.

Non avendo scadenza, si potrà come detto in questi giorni, mettere una fiscalità più bassa ed una cedola più interessante, così come si potrà eventualmente col migliorare delle cose essere rimborsato proporzionalmente, come avvenne per la tassa per l’Europa, credo che ogni cittadino che ne avesse la possibilità, lo sottoscriverebbe subito e sarebbe una bella lezione per gli altri Paesi dell’Eurozona.

Le nuove emissioni governative sotto la lente

Guardando alla parte mercati, è stata una settimana di aste sui governativi, con rendimenti in crescita alle aste del Tesoro. I titoli di stato risentono del clima negativo del periodo, con lo spread contro Bund che si è avvicinato più volte a quota 200 per poi trovare più equilibrio in area 185 che significa un rendimento del 1.47% sulla curva decennale.

Nel dettaglio delle aste, il CTZ 29 novembre 2021 è stato assegnato ad un rendimento medio lordo in salita allo 0.307% dal -0.143% di febbraio, mentre il BTPei 15 settembre 2041 e cedola 2.55% ha registrato un rendimento lordo in crescita all’1.77%. Molta attesa per le aste Btp di medio – lungo periodo dove il Tesoro ha collocato 2,75 miliardi di Btp a 5 anni a un tasso pari allo 0,8% (+43 punti base rispetto alla precedente asta), 3,5 miliardi di Btp a dieci anni con scadenza agosto 2030 all’1,48% (+48 punti basi) e 1,5 miliardi di Btp dieci anni con scadenza aprile 2030 a un rendimento dell’1,44% (+16 pb).

Il Portogallo ha emesso via sindacato un nuovo titolo a sette anni con rendimento ms+0.86 e cedola finale del 0.7% per un totale di cinque miliardi con taglio retail e codice Isin PTOTEMOE0035.

L’agenzia tedesca KFW ha dato mandato a quattro banche per collocare un’obbligazione senior con scadenza a tre anni, il 30 giungo 2023 (codice Isin DE000A289RC9). L’emittente è garantito dalla Germania e gode del rating massimo: AAA. Prime indicazioni di rendimento in area sei punti base sopra la curva midswap, ridotto poi a quattro punti base sulla cruva midswap visti gli ordini che hanno superato gli otto miliardi di euro. L’ammontare dell’emissione è stato fissato a cinque miliardi, cedola 0% e prezzo di emissione 100.85 per un rendimento finale di – 0.262%. Lotto minimo mille euro con multipli di mille.

Molte regioni tedesche hanno fatto cassa utilizzando come strumento le obbligazioni sul mercato primario. Lo Stato North-Rhine Westphalia (NRW) ha collocato una nuova obbligazione senior con scadenza 2 aprile 2024. Il titolo (Isin DE000NRW0L93) ha un rendimento di -0.078%, 18 punti base sul tasso midswap, cedola pari a 0%, prezzo di emissione 100.313. Ammontare dell’emissione 1.75 miliardi di euro, circa 2.2 miliardi gli ordini raccolti nella fase di collocamento. Lotto minimo di negoziazione mille euro con multipoli di mille e rating AA.

Il land Mecklenburg-Western Pomerania ha emesso 750 milioni di euro sulla scadenza a 7 anni. L’emissione obbligazionaria senior (Isin DE000A254S82) ha una cedola pari a 0%, prezzo di emissione 99.79 per un rendimento di 0.04%, 20 punti base sulla curva midswap. Rating AAA e lotto minimo mille euro.

Il Badeen-Wuerttemberg ha collocato un’obbligazione senior a cinque anni. Il titolo (DE000A14JZH9) paga una cedola fissa annua dello 0.01%, prezzo 100.627 pari a 12 punti base sulla curva midswap, scadenza 8 aprile 2025. Ammontare dell’emissione 1 miliardo, rating AAA e lotto minimo mille euro con multipli di mille.

La Banca del Canada ha tagliato il tasso di riferimento di 50 punti base allo 0.25% e inizierà ad acquistare titoli governativi sul secondario.

I nuovi corporate sotto i riflettori

Ancora tantissime le emissioni corporate e finaziarie che sono state collocate con successo sul mercato, segnale importante della presenza di grande liquidità sul primario mentre è più limitata sul secondario dove gli spread tra denaro/lettera dei titoli sono ancora ampi.

La Volkswagen Financial Service, uno dei principali gruppi europei automobilistici, ha collocato un’obbligazione senior in euro suddivisa in tre tranche: una prima tranche con scadenza a tre anni, 6 aprile 2023, e prime indicazioni di rendimento nell’area di 315 punti base sulla curva midswap, una seconda tranche con scadenza a cinque anni, 6 aprile 2025, e prime indicazioni di rendimento nell’area di 360 punti base sulla curva midswap, una terza tranche con scadenza a 8 anni, 6 aprile 2028, e prime indicazioni di rendimento nell’area di 390 punti base sulla curva midswap. Gli ordini degli investitori hanno raggiunto i 5.5 miliardi e hanno permesso all’emittente di ridurre il rendimento: la tranche a tre anni (Isin XS2152058868) offre un rendimento di 290 punti base sul tasso midswap, la tranche a cinque anni (XS2152062209) offre un rendimento di 335 punti base, la tranche a otto anni (XS2152061904) offre un rendimento di 360 punti base. Per la tranche a tre anni cedola 2.50%, prezzo di emissione 99.775 e ammontare da 650 milioni di euro, per la tranche a cinque anni cedola 3%, prezzo di emissione 99.598 con ammontare 700 milioni e per la tranche a 8 anni cedola 3.375%, prezzo di emissione 99.463 ed ammontare 800 milioni. Rating delle obbligazioni A3/BBB+ e lotto minimo di negoziazione mille euro con multipli di mille, adatti agli investitori retail.

Altro taglio da mille euro con multipli di mille e quindi successo per l’emissione della società tedesca del settore delle energie rinnovabili E.ON che ha collocato un’obbligazione senior con scadenza 5.5 anni raccogliendo ordini per circa 6 miliardi di euro. Il bond (Isin XS2152899584) è stato lanciato con un premio di 180 punti base sulla curva midswap. Nella fase di collocamento dato l’alto numero di ordini, il premio di rendimento è stato abbassato a 130 punti base sulla curva midswap. L’ammontare totale dell’emissione è di 750 milioni di euro. La scadenza del bond è fissata al 7 ottobre 2025, cedola fissa annua 1%, prezzo di emissione 99.55, per un rendimento dell’1.085%, rating Baa2/BBB

L’azienda spagnola Iberdola specializzata nella produzione, distribuzione e commercializzazione di energia elettrica e gas naturale finanzierà le sue attività grazie all’emissione di un green bond, collocato con scadenza 16 giugno 2025 con una price guidance iniziale di 170 punti base sopra il tasso midswap. Gli ordini hanno superato gli 8 miliardi ed hanno permesso all’emittente di ridurre il rendimento a 115 punti base sulla curva midswap. Ammontare dell’emissione 750 milioni di euro. Il bond (Isin XS2153405118) paga una cedola annua fissa dello 0.875%, prezzo di emissione 99.784 per un rendimento finale dello 0.918%. Rating Baa1/BBB+ e lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila.

OMV è il pù grande produttore e raffinatore di petrolio austriaco con importanti attività nei paesi dell’Europa Centrale con rating A3/A-. Ha effettuato il collocamento di un’obbligazione senior in euro suddivisa in tre tranche: la prima tranche a quattro anni con spread guidance iniziale di 215 punti base sul tasso midswap, la tranche a otto anni con spread guidance inziale di 235 punti base e la tranche a 12 anni con spread guidance inziale di 260 punti base. A favorire il successo dell’emissione il lotto minimo di negoziazione di mille euro, appetibile anche al pubblico retail. Gli ordini hanno raggiunto 4.25 miliardi di euro e la spread guidance sulle tre tranche è stata abbassata: 195 punti base per la tranche a quattro anni, 215 punti base per la tranche a otto anni e 240 punti base per la tranche a 12 anni. Ammontare di ogni tranche fissata a 500 milioni di euro.

Molte le aziende francesi che sono ricorse al mercato, tra queste Orange, la mobile di France Telecom, uscita con un dual da 1.5 miliardi diviso in 750 milioni rispettivamente al 2027 cedola del 1.25%, Isin FR0013506292 taglio da 100mila aueo con multipli di 100mila con rating BBB+; cedola del 1.625% sulla scadenza 2032, stesse caratteristiche e Isin FR0013506300.

Stesso ammontare 1.5 miliardi in due tranche da 750 milioni per Pernod Ricard, con cedola dell’1.125% al 2025 taglio da 100mila euro con multipli di 100mila e Isin FR0013506534; per la tranche con scadenza 2030 la cedola è dell’1.75% e l’Isin FR0013506532.

Altro titolo da Parigi la Total per un totale di tre miliardi divisi in tranche da 1.5 miliardi l’una, con scadenza 2027 cedola del 1.491% e taglio minimo 100mila euro con multipli di 100mila e Isin XS2153406868; si sale all’1.994% per la tranche più lunga 2032 con Isin XS2153409029.

Da 2.5 miliardi l’emissione di Airbus, il consorzio europeo degli aerei, con tre tranche divise su scadenza 2025 con cedola 1.625% per 750 milioni isin XS2152795709; stesso ammontare per la scadenza 2028 con cedola 2% isin XS2152796269, mentre la scadenza più lunga 2032 ha cedola del 2.375%. Tutti i titoli hanno taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.

La banca d’affari americana Goldman Sachs ha emesso due obbligazioni con cedola fissa, di cui una denominata in euro e l’altra in dollari. Nel dettaglio il bond in euro ha un controvalore nominale di 95 milioni ed è stato collocato sul mercato alla pari. Ha scadenza 19 marzo 2023, per cui è un triennale. La prima cedola verrà corrisposta il 19 marzo 2021 ed è di importo annuale dell’1,50% (ISIN: XS1970481310). Il taglio minimo acquistabile è di 1.000 euro. L’emissione in dollari, è avvenuta alla pari e quotata all’EuroMoT per complessivi 80 milioni. Ha durata quinquennale, con scadenza 19 marzo 2025, corrispondendo una cedola fissa del 2,75% (ISIN: XS1970480775). Il taglio minimo acquistabile è di 2.000 dollari. L’emittente gode di rating: A3/BBB+.

Negli USA la prima emissione high yield dal 4 marzo è stata un successo, Yum! Brand, società che controlla i 48.000 ristoranti a marchio Pizza Hut, Taco Bell e KFC, puntava a raccogliere sul mercato 500 milioni di dollari, tramite l’emissione di un titolo con scadenza nel 2025 e cedola 7,75%. Alla fine, ha aumentato l’offerta del 20% a 600 milioni, avendo riscosso ordini per 10 volte superiori. Si è trattato di un enorme successo se si considera che solamente poche ore prima dell’emissione, Moody’s aveva tagliato il suo outlook a “negativo” da “stabile”, mantenendo il rating “Ba2” poiché sostiene che il lockdown colpirà duramente i ricavi della società. Isin del titolo USU9T71RAC59 rating B1/B+ taglio minimo 2mila dollari con multipli di mille prezzo d’emissione a 100 e grande salita sul grey market col prezzo salito in area 104.

Tante le operazioni in corso di collocamento, Volkwagen e LLoyds in sterline, Heidelberg, Schneider ed Unibail Rodamco in euro.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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