La Cina e il dilemma del reddito medio

Cina

Oggi la Cina si trova di fronte a un bivio e deve compiere scelte difficili. Dopo essere diventata la seconda economia al mondo, governi, aziende e investitori internazionali si chiedono se e quando la Cina passerà a un più alto livello di reddito o se invece cadrà nella pericolosa trappola del reddito medio. Ecco di seguito la view di Aberdeen Standard Investments.

La Cina a un bivio

La Cina si trova oggi a un bivio nel suo tentativo di passare da paese a medio reddito a nazione ad alto reddito. Sulla base delle nostre stime, il tasso di crescita economica è sceso al 5% all’anno, poiché il modello di crescita del paese, alimentato dal credito e trainato dagli investimenti statali, ha esaurito il suo corso e sta diventando sempre più controproducente.

Sebbene le autorità cinesi riconoscano la necessità di ribilanciare e ristrutturare l’economia, si trovano di fronte a difficili compromessi.

  • Occorre porre un freno all’indebitamento per favorire una crescita più sostenibile in futuro, ma questo significa accettare una crescita più contenuta oggi.
  • Le riforme del settore finanziario sono necessarie per sostenere una crescita trainata dai consumi nonché una migliore ripartizione delle risorse, tuttavia ciò comporta una perdita del controllo diretto del governo sulla crescita del credito, sulla distribuzione delle risorse e sul tasso di cambio.
  • Servono una riforma delle imprese statali, le state-owned enterprises (SOEs), e un’ulteriore deregolamentazione del mercato dei prodotti per stimolare l’innovazione e incrementare la produttività. Per questo, però, lo stato dovrebbe assumere un ruolo normativo e non competitivo all’interno dell’economia. Dato che la ristrutturazione delle aziende statali sarebbe accompagnata da un aumento della disoccupazione, il sistema previdenziale dovrebbe ampliarsi offrendo assistenza a più livelli alle famiglie.

A partire dal 2008-2009, l’espansione del credito e degli investimenti in Cina è stata enorme. Tale da riuscire a provocare una crisi finanziaria nella maggior parte degli altri mercati emergenti. Tuttavia, considerato che il boom è stato finanziato quasi interamente dall’interno, riteniamo che la Cina sia in grado di evitare un hard landing qualora il governo centrale ricapitalizzasse il settore bancario, arginando anche i deflussi di capitale che potrebbero destabilizzare il sistema finanziario locale.

Indipendentemente dalla capacità delle autorità di progettare un rallentamento graduale, la crescita inevitabilmente rallenterà nei prossimi decenni poiché il miglioramento degli standard di vita, l’ampliamento delle riserve di capitale, il calo della popolazione in età lavorativa e la riduzione del divario tecnologico ridurranno le opportunità di convergenza. Per diventare un paese ad alto reddito servono ampie riforme della struttura politica, economica e imprenditoriale, struttura che ha sostenuto la crescita fino a ora. Sfortunatamente l’impulso alle riforme è rallentato di recente, soprattutto per quanto concerne il ruolo delle forze del mercato nella distribuzione del capitale e delle risorse. Questo ci dà qualche preoccupazione in più sul potenziale di crescita a lungo termine della Cina.

Crescita inferiore al tasso ufficiale

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