La Cina rallenta, accordo con gli Usa possibile?

A cura di Wings Partners Sim

Il dato ufficiale sull’industria cinese, relativo al mese di novembre, mostra un rallentamento inaspettato, causato dalle incerte previsioni sulla domanda globale determinato dalla guerra commerciale con gli USA attesa ad un’ulteriore intensificazione. Il PMI manifatturiero del mese di novembre si è portato a 50, sulla soglia che demarca la contrazione dell’espansione, due decimi di punto più basso rispetto alle previsioni e al risultato di ottobre, mentre l’omologo dato relativo ai servizi perde 0,5 e si porta a 53,4.

Il dato è coerente anche con una riduzione dell’attività in alcuni settori, avviata a metà mese, per motivi ambientali nella così detta “heating season”, tuttavia ad allarmare sono alcune componenti come quella dei prezzi, in calo a 46,4 dal 52 del mese precedente. Questa indicazione potrebbe indi-care non tanto la necessità di ridurre l’output per imposizioni governative piuttosto un calo della domanda domestica ed estera. Inoltre il calo dei prezzi mette in pericolo una profittabilità delle aziende alle prese con costi crescenti derivanti dal rialzo dei tassi d’interesse dei finanziamenti e dalla riduzione delle disponibilità di credito, anche questa imposta a livello di Stato centrale per ridurre l’indebitamento eccessivo.
La frenata dell’economia cinese potrebbe dare maggiore potere di negoziazione agli USA in un mo-mento importante della trattativa, ovvero alla vigilia dell’incontro tra Xi e Trump nel fine settimana. L’impatto negativo sul PIL difficilmente porterà Pechino ad arrendersi, con ampie possibilità di in-tervenire per dare supporto alle proprie imprese senza cedere ai ricatti americani. Il presidente statu-nitense ha però dichiarato ieri che un accordo sarebbe sul tavolo e che starebbe a lui valutare se ac-cettarlo o meno, il che ha generato un entusiasmo effimero sui mercati e momenti di elevata volatili-tà.
Tuttavia, secondo Goldman Sachs, difficilmente si arriverà ad un accordo al G-20 in Argentina, ve-dendo come percorso più probabile una escalation di tensioni e l’incremento dei dazi a partire da gennaio. Una possibilità più concreta e di natura intermedia sarebbe un rinvio delle sanzioni com-merciali, per concedere più tempo al fine di trovare un’intesa diplomatica, con alcune concessioni da parte della Cina che partirebbero in maniera immediata per accontentare parte delle richieste di Washington.