La Fed rafforza il suo tono da “colomba”

Donald Trump e il presidente della FED Jerome Powell

A cura di Nick Maroutsos, Janus Henderson Co-Head of Global Bonds

La Federal Reserve manterrà invariati i tassi di interesse per tutto il 2019. Riteniamo che la prossima mossa della Fed sarà comunque quella di tagliare i tassi, sebbene tra qualche tempo.

Il contesto globale appare appesantito da rischi geopolitici elevati e dalle minacce alla crescita economica, oltre che dalle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, dalle sfide politiche europee e dai negoziati sulla Brexit.

In questo scenario, mercoledì, il presidente della Fed Jerome Powell ha rafforzato il suo tono da colomba. Nonostante gli ultimi dati che da misti sono risultati leggermente positivi negli Stati Uniti, le aspettative di inflazione appaiono ridotte, cosa che ha costretto la mano della Fed a mantenere tassi più bassi, più a lungo.

Un fattore fondamentale della comunicazione dell’Istituto centrale statunitense è l’alto livello di trasparenza. I mercati si sentono a proprio agio con messaggi stabili e coerenti; qualsiasi messaggio contrario comporterebbe probabilmente un aumento della volatilità, di conseguenza l’investitore resta prudente.

Poiché la Banca centrale degli Stati Uniti continua a optare per un atteggiamento accomodante, riteniamo che ci siano delle opportunità nel credito high yield USA. Gli investitori potrebbero anche beneficiare dei rendimenti in calo; un ribasso legato alla decisione della Fed di lasciare i tassi invariati e/o alla potenziale scelta di tagliarli nel 2019/ 2020.

Al contrario, la nostra preferenza è ancora quella di possedere più duration in Paesi come l’Australia e la Nuova Zelanda. Coerentemente con il nostro approccio globale, siamo interessati alle opportunità in queste regioni, così come da quelle in Asia e in Giappone, dal momento che queste economie operano su diversi cicli economici.

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