La Fed taglia ancora i tassi, ma la politica fiscale dovrà essere proattiva

Donald Trump e il presidente della FED Jerome Powell

A cura di Philippe Waechter, Chief Economist di Ostrum Asset Management (Gruppo Natixis IM)

La Federal Reserve ha abbassato il suo tasso di riferimento di 100 punti base. Il nuovo range dei Fed Fund è ora compreso tra lo 0% e lo 0,25%. Contemporaneamente, la banca centrale ha ripreso gli acquisti di Treasury per 500 miliardi di dollari e di titoli Mbs – agency per 200 miliardi di dollari. Inoltre, sono stati nuovamente attivati gli accordi di swap con le altre principali banche centrali per garantire la liquidità delle transazioni su scala internazionale ed evitare lo stallo dei finanziamenti internazionali.

La banca centrale americana tiene conto delle criticità esistenti e future legate al coronavirus. Il suo scopo è creare un ambiente in grado di assicurare l’efficiente funzionamento dei mercati di finanziamento dell’economia statunitense con il calo dei tassi e l’aumento già osservato delle dimensioni dei repo. Intende anche permettere al credito interno di continuare a funzionare e riavviare in maniera ufficiale il meccanismo di Quantitative Easing. Infine, gli accordi di swap dovrebbero consentire di limitare eventuali blocchi di finanziamenti al commercio mondiale, per non tornare a una situazione simile a quella del 2008, quando il commercio mondiale aveva subito una forte contrazione per mancanza di finanziamenti.

La ragione principale della decisione discende il rischio associato all’epidemia. La situazione è diventata più evidente negli Stati Uniti con l’instaurazione dello stato di emergenza da parte della Casa Bianca e il rapido aumento dei contagi. Mi aspettavo 50 punti base prima dell’incontro di martedì e mercoledì, ma la Fed ha adottato mosse più radicali a causa dello stato di allerta della Casa Bianca. Così come ora in Europa, tocca alla politica fiscale limitare i rischi e assumersi la responsabilità del calo di attività che si sta profilando negli Stati Uniti. La probabilità che gli Stati Uniti sfuggano a una recessione è ora limitata.

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