La Fed torna “paziente”. Gli effetti sull’Euro/Dollaro

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La Fed si è orientata verso una maggiore cautela nel portare avanti la stretta monetaria che aveva portato a ben quattro rialzi dei tassi nel corso del 2019. Già nelle ultime uscite il presidente Powell si era espresso con toni più “accomodanti”, riuscendo a trasmettere il proprio pensiero anche alla maggioranza del consiglio di politica monetaria.

La nuova linea ufficiale della Banca Centrale è che, allo stato corrente dell’economia, non ci sarà bisogno di alcun incremento dei tassi di riferimento quest’anno, con i dati in uscita dei prossimi mesi che potrebbero mutare l’orientamento in direzione di un rialzo o di un taglio del costo del denaro in maniera equiprobabile. Una linea di condotta ben chiara e che viene evidenziata nelll’ultimo “dot-plot”, indicando come gran parte del comitato indichi l’attuale livello del costo del denaro (tra il 2,25% e il 2,5%) come appropriato per tutto il 2019, mentre nel 2020 potrebbe tornare l’esigenza di un ritocco al rialzo di un quarto di punto percentuale.

Altra notizia di rilievo per i mercati è la vicinanza al livello obiettivo di lungo periodo, ovvero quello che definisce una politica monetaria neutrale, non richiedendo più interventi restrittivi se non per controllare la salita eccessiva dell’inflazione (un problema che non risulta attuale). Altro punto chiarito è quello relativo al cambiamento degli asset detenuti dalla Banca Centrale, con la conversione dal prossimo ottobre degli MBS (ovvero mutui cartolarizzati) in scadenza in acquisti di Titoli del Tesoro statunitense, con un tetto a 20 miliardi di dollari per mese.

La direzione del comitato è stata ben più accomodante delle aspettative, riportando ad una situazio-ne di fiducia sul sostegno all’economia da parte della Fed, benché questa svolta lasci prospettare un ritmo di crescita più lento nei prossimi mesi. Il risultato è stato un indebolimento del dollaro, proiettando il cambio contro euro al di sopra dell’1,14.

Il target tecnici dell’Euro/Dollaro

Violate al rialzo le resistenze rappresentate dalla media mobile a 100 giorni in prima battuta e la parte alta del canale ribassista in essere dai massimi dell’anno successivamente, le quotazioni del cambio eur-usd si confermano impostate al rialzo verso area 1,1500 andando a testare il limite superiore dell’ampio trading range compreso tra area 1,1200 ed area 1,1550. Il movimento rialzista viene accompagnato da una ripre-sa degli indicatori di momentum a conferma del sostegno da parte degli indicatori di forza relativa, tuttavia l’approssimarsi all’area di ipercomprato potrebbe frenare i tentativi di allungo e favorire la continuazione della fase laterale.

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