La frontiera va con calma mentre qualcuno aspetta la promozione

A cura di Marco Caprotti, Morningstar

I mercati di frontiera si muovono con calma mentre aspettano la revisione dei panieri che promuoveranno alcuni di loro al rango di emergenti. La categoria Morningstar che raccoglie i fondi che investono nell’asset in un mese (fino al 23 aprile e calcolata in euro) ha guadagnato lo 0,7%, portando a +9,2% la performance da inizio anno.

Andamento categoria Morningstar Global frontier markets
frontiera

Dati in euro aggiornati al 2 aprile 2019
Fonte: Morningstar Direct

“Lo spostamento di diversi paesi dall’universo dei mercati di frontiera verso quello degli emergenti avrà probabilmente l’effetto di attirare gli afflussi prima dell’inclusione nell’indice, come abbiamo visto nel caso di Qatar, Emirati Arabi Uniti e Pakistan in passato”, spiega Oliver Bell, gestore del fondo T. Rowe Price Frontier Markets Equity di T. Rowe Price.

Argentina e Arabia Saudita dovrebbero essere aggiunti nell’indice a maggio 2019. Il Kuwait, che ha già ottenuto un upgrade dal FTSE, dovrebbe essere valutato a metà anno dall’MSCI (per l’inclusione nel 2020) e sembra essere sulla giusta strada per riuscire a rispettare i criteri per l’inclusione.

Nella tabella in basso sono elencati i fondi che investono nei mercati di frontiera e la loro esposizione netta a Argentina, Arabia Saudita e Kuwait.

frontier

 

“I mercati che ottengono l’upgrade sono generalmente soggetti ad afflussi significativi prima dell’inclusione, dato che gli investitori in fondi passivi mirano a modificare l’allocazione in accordo con i pesi all’interno dell’indice”, dice Bell. “Questo trend tende ad essere di beneficio per gli investitori già presenti sul paese. Il nostro approccio è quello di essere sempre più esposti in linea con questo trend e ridurre gradualmente la nostra allocazione dopo l’inclusione nell’indice quando le valutazioni hanno iniziato a ridursi nel corso del processo di passaggio”.

Occhi su Usa, Cina e Vietnam

L’attenzione degli investitori è rivolta anche agli sviluppi delle tensioni fra Stati Uniti e Cina. Se la situazione peggiorasse, potrebbero esserci ripercussioni sulle regioni meno forti. I rappresentanti dei due paesi si incontreranno a fine aprile per cercare di arrivare a una soluzione per evitare una guerra commerciale. Intanto gli operatori cercano quei paesi che potrebbero essere favoriti da un peggioramento dei rapporti fra i due big. Un mercato interessante in questo senso è il Vietnam, dove la Cina ha alcuni importanti impianti di produzione ma che può contare anche sugli investimenti fatti in passato da Giappone e Corea del sud. Il paese del sud-est asiatico, peraltro, è in predicato per diventare un emergente. Il processo per la promozione da parte degli index provider dovrebbe iniziare a metà del 2019. Se non ci saranno intoppi, l’upgrade dovrebbe avvenire in un paio di anni.

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