La pandemia ha accelerato la transizione verso il cloud: le aziende vincenti

A cura di Chris Gannatti, Head of Research Europe di WisdomTree

Guardando agli ultimi mesi, si può scoprire come il cloud computing sia servito durante la pandemia per migliorare la resilienza del business globale. In questo senso, la pandemia ha svolto la funzione di catalizzatore accelerando molti piani di migrazione verso il cloud. Le compagnie nei settori dell’ecommerce, della formazione, delle comunicazioni, della sicurezza e delle attività di gestione sono un esempio pratico della tangibilità delle applicazioni del cloud. Paypal è un player ben noto nel settore delle piattaforme di pagamento online, forse non la si può nemmeno considerare un’azienda cloud. Shopify, con sede in Canada, ha visto una crescita significativa. Nel giugno 2020 ha annunciato l’inizio di una partnership con Walmart, uno dei maggiori rivenditori al dettaglio a livello globale.

Nessuna azienda racchiude meglio di Zoom Video Communications la crescente importanza delle aziende cloud. Zoom è diventato uno strumento familiare e riconosciuto grazie alla facilità con cui ha reso possibile la comunicazione tra persone non fisicamente vicine. Anche molte applicazioni cloud focalizzate sulla comunicazione o sulla collaborazione, come Slack o le offerte di Five9, hanno registrato un notevole aumento della loro domanda. In effetti, il settore delle comunicazioni è diventato così attivo che Microsoft, con la sua applicazione Teams, ha deciso di entrare nell’arena per diventare il provider preferito di applicazioni basate sul cloud per le comunicazioni aziendali.

La sicurezza dei dati, in un periodo in cui è cresciuto il nostro utilizzo di internet per scopi lavorativi e ricreazionali, è fondamentale. Aziende come Zscaler e Okta ne hanno beneficiato in modo significativo grazie alla maggiore attenzione alla sicurezza. Da febbraio, il traffico di Zscaler Private Access (Zpa) è cresciuto di oltre 10 volte e la Zscaler Cloud Security Platform ha raggiunto una nuova pietra miliare nella protezione di 100 miliardi di transazioni al giorno.

La pandemia ha creato un ambiente in cui la formazione online è diventata l’unica opzione per molti. 2U fornisce un servizio per le università che è diventato immediatamente più attraente in seguito alla pandemia di Covid-19. Dalla sua fondazione nel 2008, 215mila studenti adulti hanno beneficiato dell’offerta di 2U. Aziende come Docusign hanno prosperato con il semplice ma, nel caso della pandemia, oneroso compito di firmare un documento fisico e di collocarlo direttamente nel mondo digitale.

L’indice Bvp Nasdaq Emerging Cloud ha registrato finora un rendimento del 52,4% nel 2020. Zoom Video Communications, nella sua videoconferenza di giugno sui ricavi del 2020, ha registrato una crescita del fatturato del 169% rispetto all’anno precedente. Su una base media ponderata per tutte le aziende del Bvp Nasdaq Emerging Cloud Index, questa cifra si è attestata al 40,2%. Come punto di riferimento, l’indice Nasdaq 100 si è attestato al 13,4%.

Se si pensa al potenziale a lungo termine del cloud computing, vale la pena sottolineare che il 94% delle aziende ha almeno una soluzione software basata sul cloud. Entro il 2025, si prevede che oltre il 50% del software aziendale sia basato sul cloud, percentuale che si alza a oltre l’80% avendo come orizzonte temporale il 2030. La pandemia di Covid-19 potrebbe accelerare una parte di questa transizione a breve termine, ma il percorso che prenderemo da qui al 2030 determinerà il futuro di questo settore.

In breve, il mondo del software aziendale si sta spostando dal tradizionale modello in loco al cloud computing, che diventerà il modello di riferimento. Non capita spesso che una trasformazione in atto possa giovare in qualche modo quasi tutte le aziende. Questo spazio è molto interessante per chi ha in mente un orizzonte temporale di tre, cinque o dieci anni.

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