La politica della Bce si confronta con l’invecchiamento demografico e un’inflazione sfuggente

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Secondo Pimco, in un contesto in cui la Banca centrale europea (BCE) intraprende la normalizzazione della politica monetaria non convenzionale, è necessario considerare se l’Europa rischia di scivolare in una trappola di liquidità. Per valutare questo rischio e le sue implicazioni, Pimco esamina l’evoluzione delle aspettative di inflazione nella zona euro e il rapporto tra demografia e inflazione. Andrew Bosomworth, Head of Portfolio Management, e Konstantin Veit, Portfolio Manager, di Pimco analizzano inoltre gli strumenti di politica monetaria di cui dispone la BCE per determinare se sono efficaci ai fini di spingere l’inflazione verso l’obiettivo della BCE “sotto, ma vicino al 2%”, valutando inoltre le implicazioni sugli investimenti.

La conclusione è che le tendenze demografiche continueranno a esercitare pressioni al ribasso sull’inflazione dell’eurozona. Bosomworth e Veit prevedono che le aspettative di inflazione possano scendere al di sotto del 2% nel prossimo decennio e che la BCE entri nella prossima recessione senza aver mai normalizzato la propria posizione politica.

Gli strumenti a disposizione della BCE non sono esauriti come comunemente si pensa. Benché la flessibilità della politica della BCE sia limitata dalle condizioni di partenza, questa ha molto più margine di manovra rispetto ad altre banche centrali.

Pimco non dubita né della volontà della BCE né della sua capacità di agire. Le lezioni dal Giappone, tuttavia, suggeriscono di muoversi con cautela per quanto concerne l’efficacia di una politica monetaria volta al rilancio di un’economia quando si indeboliscono le aspettative di inflazione.

Nel dettaglio, a detta della banca d’affari, esistono diverse implicazioni sugli investimenti.  Gli investitori in Europa potrebbero dover ripensare l’asset allocation, e nello specifico:

  • perseguire investimenti alternativi liquidi e illiquidi tra i settori e la struttura del capitale;
  • dedicare risorse per quello che potenzialmente sarà un mercato più ampio per situazioni speciali e opportunità di credito in difficoltà;
  • investire al livello globale assumendo il rischio di durata in mercati in cui i rendimenti hanno la possibilità di diminuire e aumentare l’esposizione in valuta estera.

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