La ricetta anti-covid sui mercati? Comprare ai minimi e vendere ai massimi

A cura di Mark Dowding, Cio di BlueBay

Dopo aver inizialmente recuperato parte del crollo della settimana scorsa, i mercati azionari si sono nuovamente indeboliti in seguito al meeting della Fed di mercoledì, chiudendo la settimana praticamente in pari. Il Presidente Powell ha riconfermato l’atteggiamento accomodante della Fed e sembra che la banca centrale rimanga concentrata a implementare politiche per supportare il più possibile la ripresa della crescita. In caso non vi fossero ulteriori misure di allentamento fiscale, la Fed potrebbe decidere di incrementare i propri acquisti di asset nel prossimo incontro, se i dati economici iniziassero a deteriorarsi.

Il ragionamento sottostante sembra essere che, anche se le politiche monetarie potrebbero non essere lo strumento giusto da usare, sono l’unico strumento a disposizione della Fed. Un aumento degli acquisti di asset potrebbe generare ulteriore inflazione dei prezzi, alimentando il divario tra finanza ed economia. Tuttavia, per il momento, sembra che la stabilità finanziaria non sia in cima alla lista delle preoccupazioni della Fed e non ci sono segnali del fatto che l’inflazione dei prezzi degli asset stia provocando un’inflazione più generalizzata, in un momento in cui la disoccupazione resta alta e le prospettive di crescita dei salari sono contenute.

Nonostante il rally continuo di sei mesi, sembra che i guadagni più facili siano stati realizzati con il trading. Se i comportamenti diventano sempre più speculativi e orientati a ottenere guadagni a breve termine, allora questo potrebbe essere un buon momento per iniziare a muoversi in modo “contrarian”.

Un’Europa tranquilla nonostante i contagi in crescita

I mercati europei sono rimasti relativamente tranquilli questa settimana. Le preoccupazioni relative all’aumento dei casi di Covid-19 continuano a essere controbilanciate dalla consapevolezza che i tassi di mortalità sono in calo e che non vi sono segnali di un sovraccarico del sistema sanitario. Nel Continente sono state adottate alcune misure aggiuntive di contenimento, con il divieto sugli assembramenti più ampi, ma nel complesso la risposta politica è stata limitata. Nel frattempo, la Svezia continua a muoversi in controtendenza, con i contagi giornalieri che si sono azzerati a metà settimana, nel Paese che ha rifiutato l’idea del lockdown fin dall’inizio della crisi.

Una battaglia per il Regno Unito

All’opposto, l’approccio (a nostro avviso) poco coordinato e in preda al panico adottato dal Regno Unito appare in netto contrasto con il resto dell’Europa. Un altro completo fallimento relativo al volume di test per il Covid-19 che possono essere processati e la decisione di imporre un massimo di sei persone per gli assembramenti creeranno ulteriore paura e confusione.

È sorprendente il modo in cui i lavoratori britannici sono stati più lenti a tornare sul posto di lavoro rispetto ai loro colleghi europei. Sebbene le grandi città che fanno affidamento sui mezzi pubblici siano le più colpite a livello mondiale, è significativo quanto Londra continui a essere vuota. Il governo di conseguenza sembra non aver chiaro se dire alle persone che è tutto sotto controllo e devono tornare al lavoro o che è meglio rimanere a casa e stare al sicuro.

Movimenti sui mercati

Gli spread dei bond corporate e dei titoli di stato europei hanno seguito il sentiment azionario questa settimana, restringendosi prima di fare un piccolo passo indietro. Per molti settori ed emittenti gli spread sono tornati ai livelli di fine 2019. Sebbene continuiamo a trovare aree di valore, più in generale, è difficile adottare una posizione molto bullish, considerando che i livelli netti di leva finanziaria sono aumentati da inizio 2020, con un rialzo netto anche per i rapporti downgrade/updgrade.

Le politiche monetarie accomodanti dovrebbero continuare a sostenere una repressione finanziaria, anche se riteniamo sia sempre più sensato comprare ai minimi e vendere ai massimi, piuttosto che inseguire il mercato, soprattutto dopo le recenti solide performance.

Ferite da Brexit

Nel Regno Unito, il fatto che il governo potrebbe cercare di scendere a compromessi sul proprio proposito di violare il diritto internazionale infrangendo l’accordo di ritiro dell’Ue, con la dichiarazione che seguirà questa strada solo nel caso in cui l’Ue sia in violazione in primo luogo, potrebbe suggerire che stiamo raggiungendo/superando il punto di massimo pessimismo rispetto alla Brexit.

Secondo il nostro scenario base, ci aspettiamo un compromesso tra Bruxelles e Westminster nel corso del prossimo mese e che venga raggiunto un accordo commerciale parziale, che rappresenterebbe comunque un sollievo, dopo un periodo in cui il rischio di un “no-deal” è stato sempre maggiore. Di conseguenza, abbiamo chiuso una posizione corta nel Regno Unito la scorsa settimana, con contributi positivi, e riteniamo che il prossimo potenziale approccio potrebbe essere di adottare una posizione lunga sulla sterlina, se riusciremo a stabilire che il compromesso sia vicino.

Quella di metà ottobre sarà una deadline importante per l’accordo e, anche in uno scenario no-deal, riteniamo che un ulteriore “periodo di implementazione” potrebbe essere necessario per adottare le infrastrutture necessarie ai confini. In questo caso speriamo che i recenti eventi siano stati modellati dall’approccio alla negoziazione di Dominic Cummings, basati sull’idea di creare un senso di crisi prima di invertire la rotta. Ciò detto, vorremmo comunque avere una maggiore evidenza che questa narrativa verrà implementata prima di attribuire maggiore fiducia a questa idea.

In Turchia mai una gioia

I mercati emergenti hanno scambiato relativamente bene questa settimana. I solidi dati in Cina hanno fatto sì che il renmimbi continuasse a guadagnare terreno rispetto al dollaro Usa. La Fed colomba ha fatto apprezzare altre divise contro il biglietto verde, con una sovraperformance complessiva del valutario emergente.

Le speranze che manchino poche settimane a un vaccino per il Covid-19 hanno sostenuto il sentiment, anche se molti paesi emergenti potrebbero essere costretti ad aspettare di utilizzarlo, in quanto quelli avanzati stanno acquistando molte delle forniture iniziali. I progressi sul vaccino potrebbero avvantaggiare sproporzionatamente le economie che dipendono maggiormente dal turismo. Di conseguenza, abbiamo chiuso una posizione short sul baht tailandese.

Altrove nel mondo emergente, la Turchia resta al centro dell’attenzione, con la banca centrale del Paese che sta esaurendo le riserve. A nostro avviso, un cambiamento nel mix delle politiche potrebbe aiutare a stabilizzare la lira turca, ma i tassi più alti e le condizioni di credito più stringenti impatteranno sulla crescita. Più in generale, esprimiamo una view di cautela verso le banche turche e anche le istituzioni europee con una notevole esposizione alla Turchia.

Cosa ci attende?

Guardando avanti, sembra che gli iniziali miglioramenti economici in scia al rimbalzo delle economie dopo la fine del lockdown stiano iniziando ad appiattirsi. Servirà l’arrivo di un vaccino affinché i settori più impattati si riprendano, e speriamo che ciò accada nel 2021.

Nel breve termine, il ridimensionamento fiscale negli Usa e in Uk sembra comportare un certo rischio al ribasso, man mano che ci avviciniamo al quarto trimestre. Ciò potrebbe far sì che sia la Fed che la BoE restino accomodanti. Nell’Eurozona anche la Bce propende per un atteggiamento da colomba, dato che l’inflazione continua a deludere e i timori per il rafforzamento dell’euro potrebbero pesare sull’outlook.

Guardandoci indietro, invece, notiamo che il punto d’ingresso migliore con valutazioni a basso costo, dati macro in miglioramento e i nuovi stimoli monetari è ormai alle nostre spalle. Le novità circa un vaccino potrebbero rappresentare il catalizzatore in grado di far salire ulteriormente gli asset rischiosi, ma sono tutte già ampiamente attese e molte buone notizie appaiono ormai prezzate da molti asset. Le elezioni presidenziali e la Brexit possono potenzialmente risultare degli eventi di notevole rischio da qui a fine anno, e istintivamente sarebbe sorprendente vendere i mercati continuare la corsa al rialzo, dopo che hanno già fatto molto bene negli ultimi sei mesi.

Giocare una partita di lungo termine

A nostro avviso, continuano a essere opportuni gli acquisti in scia a dei cali, sommati a un atteggiamento di pazienza. Allo stesso tempo, crediamo che sia pericoloso diventare troppo dogmatici verso le valutazioni. Inoltre, sembrerebbe molto probabile che i tassi di interesse delle principali economie globali siano destinati a rimanere ancorati al o sotto lo 0% per molti anni a venire.

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