La ricetta di Draghi: debito pubblico e proteggere le persone

Il debito pubblico è l’unica leva che i governi hanno per gestire le fasi di guerra“. Parola di Mario Draghi, ex presidente della Bce, che dalle colonne del Financial Times ha voluto lanciare un monito ben chiaro all’Europa che dovrà sostanzialmente decidere se restare un’Unione oppure ridorsi a una mera somma di Stati.

«Lo shock che dobbiamo affrontare non è ciclico, la perdita di reddito non è colpa di chi la soffre e il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile. In quest’ottica, la memoria delle sofferenze degli europei negli anni Venti sono un ammonimento». In altri termini per Draghi la priorità è proteggere antitutto le persone.

Secondo Draghi, infine, “una profonda recessione è inevitabile, la sfida è come agire con sufficiente forza e rapidità affinché non si trasformi in una prolungata depressione, resa più profonda da una pletora di fallimenti che lascerebbero danni irreversibili”.

Di fronte a una guerra non resta che una mobilitazione comune. “Come europei”, conclude Draghi, siamo chiamati “a darci supporto l’un l’altro per quella che è, in tutta evidenza, una causa comune”.

 

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