La ripresa dei mercati emergenti favorirà i metalli in Borsa?

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A cura di Wings Partners Sim

Secondo alcune analisi si è rafforzata la probabilità di un miglioramento della situazione nel comparto dei metalli industriali, con molteplici fattori che potrebbero tornare a portare i grandi capitali a fluire in direzione delle economie in via di sviluppo. Una maggiore disponibilità di capitali favorirà gli investimenti, consentendo la concretizzazione di scenari positivi. Inoltre, a dispetto del rallentamento della crescita cinese del PIL in percentuale, in termini assoluti l’espansione rimarrà sui livelli degli anni passati, continuando a determinare un aumento delle materie prime, i cui prezzi sono positivamente correlati alle sorti dell’economia (condizionando l’andamento di medio periodo).

Nel frattempo si segnala un movimento anomalo sul differenziale tra cash e tre mesi del rame, che ha raggiunto i 70 dollari per tonnellata per tonnellata di backwardation, con gran parte del differenziale concentrato sulla parte breve della curva. Lo stress sugli spread è determinato dalla carenza di metallo disponibile presso i magazzini ufficiali del London Metal Exchange, con meno di 30.000 tonnellate di metallo disponibili (sulle 118.000 totali). La situazione di backwardation favorisce una tenuta dei prezzi sulla scadenza tecnica di marzo (importante in ottica dichiarazione opzioni) in area 6.500 dolalri per tonnellata, in linea rispetto alle sessioni precedenti.

Sul restante comparto prevale la stabilità, con l’alluminio che si attesta in area 1.870 dollari, mentre zinco e piombo proseguono le contrattazioni rispettivamente in area 2.780 e 2.100 dollari per tonnellata. Invariato oggi anche il nickel in zona 13.600 dollari, dopo l’exploit rialzista di quasi tre punti percentuali nella seduta di martedì.

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