La spinta ribassista perderà forza a breve? I titoli sotto i riflettori

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di FinanzaOperativa.com dell’11 ottobre 2018

L’indice Ftse Mib continua ad aggiornare i minimi dell’anno senza riuscire a trovare per ora un freno alla discesa. Il ribasso è destinato a proseguire?

Prima di parlare di Piazza Affari vorrei evidenziare che Wall Street non può continuare a salire all’infinito e come abbiamo visto nella sessione di mercoledì c’è stata una brutta caduta che potrebbe anche segnare l’inizio di un più profondo downtrend. Come spesso accade, Piazza Affari ha riflesso negativamente quanto accaduto sull’opposta sponda dell’Atlantico. Dal punto di vista tecnico il Ftse Mib ha violato in rapida sequenza prima il supporto statico posto a quota 20.255 e con la seduta di ieri ha aperto un gap ribassista a 19.680 punti. Tutti i principali oscillatori e indicatori tecnici sono entrati in zona di ipervenduto, ma questo potrebbe non essere sufficiente ad innescare un rimbalzo tecnico. Se andiamo a vedere quanto è accaduto nel recente passato, ossia a fine maggio, quando eravamo poco al di sopra dei 21.500 punti, l’Rsi era sceso ben al di sotto dei livelli attuali. Questo significa che l’indice potrebbe accusare un’ulteriore correzione con target a 19.200 prima e in seguito sotto la soglia dei 19.000 punti. Solo la chiusura del gap ribassista di cui ho parlato prima a quota 19.680 punti potrebbe favorire un rimbalzo dei corsi, almeno in ottica di breve termine, con obiettivi oltre la soglia dei 20.000 punti in prima battuta e in seguito a 20.215, per poi guardare ai 20.500 punti più in là nel tempo, ma per ora direi che già a 20.215 punti il rimbalzo potrebbe esaurirsi.

Unicredit è tornato sotto i 12 euro, mentre Intesa Sanpaolo si mantiene per ora sopra quota 2 euro. Qual è la sua view su questi due titoli?

Dal punto di vista tecnico Unicredit ha testato a 11,7 euro il limite inferiore del canale ribassista all’interno del quale si muovono i corsi sostanzialmente da fine maggio. Questo ha permesso probabilmente una seppur timida reazione che potrebbe proseguire verso quota 12,9 euro prima e in seguito in direzione dei 13,3 euro, dove coincidono le medie mobile a 21 e a 50 giorni. Sotto 11,7 euro andrà fissato lo stop loss per eventuali operazioni, perchè al di sotto di tale soglia avremo ulteriori flessioni per Unicredit.

Intesa Sanpaolo sta tentando di frenare la discesa e almeno per il momento la soglia dei 2 euro si sta dimostrando un sostegno abbastanza valido. Per assistere ad una credibile inversione rialzista, il titolo dovrà superare quota 2,2 euro. Oltre tale soglia avremo un primo target a 2,4/2,47 euro e dopo un eventuale consolidamento laterale si potrà tornare a guardare ai 2,6 euro.

Telecom Italia nelle ultime due sedute si è comportato meglio del mercato, riportandosi sopra quota 0,5 euro. Il peggio è ormai alle spalle?

Direi che il peggio sia passato per Telecom Italia sarebbe un azzardo, perchè il trend resta impostato al ribasso. In queste ultime sedute il titolo sta dando vita a qualche reazione, ma bisogna dire che forse era stato venduto un po’ troppo prima.

Potremmo assistere ad un ulteriore allungo dei corsi verso 0,55 euro, con l’incrocio al rialzo della media mobile a 50 giorni a 0,527 euro. Più in là nel tempo Telecom Italia potrebbe spingersi verso area 0,58/0,6 euro, avendo cura di fissare uno stop loss molto rigido a 0,48 euro per eventuali operazioni long.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Italgas e cosa prevede nel breve per questo titolo?

Dal punto di vista tecnico Italgas nella seduta del 9 ottobre ha testato a quota 4,45 euro il supporto dinamico che da inizio marzo sostiene i corsi. In seguito il titolo ha tentato un rimbalzo tecnico che a mio parere è ancora credibile in previsione anche di una possibile frenata della discesa del mercato. Italgas potrebbe far meglio dell’indice di riferimento e tornare in tempi rapidi prima al di sopra della resistenza statica posta a quota 4,6 euro, per poi spingersi verso i 4,77 euro, dove al momento transita la media mobile a 50 giorni e successivamente spingersi fino a 4,8/4,85 euro. Eventuali acquisti del titolo andranno corredati da uno stop loss molto rigido sotto quota 4,45 euro. Da notare che Italgas ai livelli attuali ha un dividendo del 4,6% che è senza dubbio interessante.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Guardando al di fuori del paniere del Ftse Mib vorrei segnalare Piaggio che si sta avvicinando in zona 1,8 euro, dove troviamo il supporto dinamico discendente a ridosso del quale potrebbe disegnare un doppio minimo, anche se discendente. Nel breve questa figura potrebbe favorire un rimbalzo dei corsi verso 1,9 euro in prima battuta, superata la quale Piaggio potrà allungare in direzione di 1,97 e di 2,03 euro. Sotto 1,8 euro andrà fissato lo stop loss, ma mi preme dire che il trend di fondo per questo titolo rimane ribassista nel medio-lungo termine, quindi un eventuale rimbalzo sarà solo di breve periodo.