Large cap Usa, cinque domande per immaginare il dopo-crisi

effetti coronavirus sui mercati (view di Amundi)

A cura di Julian Cook, Portfolio Specialist US Equities di T. Rowe Price

I periodi di stress e di crisi spesso fanno da catalizzatori per cambiamenti importanti. Molte delle società tecnologiche innovative che prediligiamo si rivolgono a mercati potenzialmente immensi e devono continuamente combattere l’inerzia per persuadere i consumatori ad adottare nuove abitudini e comportamenti. Momenti come la crisi attuale possono spingere imprese e consumatori ad abbracciare i cambiamenti in modo molto più rapido di quanto sarebbe avvenuto in circostanze normali.

In generale, questa emergenza dovrebbe offrire supporto ai trend secolari in base ai quali siamo soliti investire. Ecco cinque aspetti che stiamo considerando nell’analisi del contesto attuale.

1. Cosa accadrà alle piccole medie imprese

Nel valutare gli effetti degli stimoli sulle Pmi, ci interessa mettere in luce quanto siano esposti a questo segmento i ricavi delle società in cui investiamo. Crediamo che i pacchetti di stimoli permetteranno alle Pmi di sopravvivere e che probabilmente nasceranno nuove aziende dalla crisi. Infatti, molte delle persone che perderanno il proprio lavoro decideranno di mettersi in proprio, piuttosto che tornare a cercare impiego come dipendenti. Per questo, vale la pena puntare sulle società i cui ricavi sono più esposti al numero totale di PMI esistenti ed evitare invece quelle i cui ricavi dipendono maggiormente dai volumi complessivi di transazioni delle Pmi.

2. Quali cambiamenti subiranno i budget IT

Alla luce del trend secolare relativo alla trasformazione digitale, manteniamo una view costruttiva sul settore del “Software-as-a-Service” (SaaS), ma è importante fare delle distinzioni. Le domande che al momento stiamo ponendo ai Cto (chief technology officer) delle società con cui siamo in contatto sono: cosa avete già tagliato? Cosa state pensando di tagliare? Quali spese invece taglierete solo come ultima opzione? Dati i riscontri contrastanti che stiamo ricevendo dai vari manager, crediamo sia cruciale essere selettivi in questa fase e concentrarsi sulle società i cui servizi hanno meno probabilità di subire tagli nei prossimi 6-12 mesi.

3. Quale sarà l’impatto del rinvio delle procedure sanitarie non di emergenza

Il rinvio delle procedure sanitarie non di emergenza sta mettendo gli ospedali sotto pressione, dato che queste attività generano un margine superiore. La mancanza di flessibilità nei modelli di business degli ospedali rappresenta una sfida importante. I Cfo di molti gruppi ospedalieri nelle ultime settimane segnalano che i costi sono in aumento (attrezzatura, materiali di consumo, spese capitali, forza lavoro) mentre i ricavi sono in calo del 20-30%. Molti ospedali hanno una leva finanziaria elevata e bassi margini di profitto, quindi uno scenario del genere per molte strutture non sarà sostenibile. Saranno colpiti anche i fornitori di dispositivi e attrezzatura medica. Ad esempio, un’elevata percentuale dei ricavi di Stryker e Intuitive Surgical deriva dalla vendita di beni strumentali. Di conseguenza, la salute finanziaria dei clienti – gli ospedali – è fondamentale. In questo senso, se gli stimoli saranno efficaci e le strutture ospedaliere avranno liquidità a disposizione, potremo assistere a un rimbalzo dei fornitori meglio posizionati.

4. Quale sarà l’impatto sui consumatori?

Occorre chiedersi cosa cercheranno i consumatori una volta passata la crisi. Dato che i consumi di fascia più bassa beneficeranno di più delle misure di stimolo, società come Dollar General, che gestisce negozi “tutto a 1 dollaro”, dovrebbero essere ben posizionate. Allo stesso modo, potrebbero esservi opportunità attraenti nei rivenditori discount, data la disponibilità senza precedenti di scorte invendute.

5) Ci sono opportunità di fine/inizio ciclo nel settore industriale?

Vi sono diverse società interessanti perché hanno la possibilità di “aiutarsi da sole”. Un esempio è la recente fusione tra pari tra le società di compressori e macchinari Gardner Denver e Ingersoll Rand. Pur operando nello stesso settore, la prima genera margini operativi significativamente migliori. Dato che sarà proprio il team di management di Gardner Denver a guidare il nuovo gruppo, vi è un’interessante opportunità di crescita dei margini, che rappresenta un ottimo esempio di “auto aiuto”.

In conclusione, rimaniamo all’erta e pronti ad aumentare l’esposizione su singole idee in base alla nostra conviction. Per affrontare questo contesto sfidante rimane cruciale focalizzarsi sui fondamentali e distinguere il sentiment dal valore reale in mezzo a tutto il rumore e l’incertezza che caratterizzano questo mercato.

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