L'asset allocation di Exane Bnp Paribas di quest'anno "a due fasi"

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Il 2016 sarà un anno a due fasi con un miglioramento del contesto macro economico nel primo semestre e un peggioramento del trade-off crescita/liquidità nel secondo semestre“. Ad affermarlo è Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas, che spiega: “Sebbene restiamo relativamente positivi sulle prospettive mondiali per i prossimi mesi la situazione potrebbe peggiorare durante l’estate”.

Secondo Beffy, il mini-ciclo in corso nel primo semestre dell’anno dovrebbe, infatti, restare solo un mini-ciclo e gli attuali problemi strutturali, soprattutto nei paesi emergenti, non dovrebbero trovare una soluzione. A complicare questo quadro, la Fed che, per Beffy, sarà più aggressiva rispetto a quanto si aspetti attualmente il consensus. “L’economia globale si trova di fronte ad un bivio e il 2016 sarà un anno di rottura di trend a cui ci eravamo assuefatti” avverte lo Chief Economist di Exane BNP Paribas.

Quali scelte d’investimento privilegiare in uno scenario di questo tipo? “Nella nostra asset allocation, sovra-ponderiamo le azioni europee – ha affermato Florian Roger, Responsabile Asset Allocation di Exane Derivatives – tanto che l’asset class potrebbe sorprendere registrando EPS superiori alle attese e le operazioni di M&A continueranno ad essere un driver di performance per le azioni europee nel 2016″. Nell’attuale contesto di mercato, ha inoltre spiegato Roger, sono numerosi i fattori che incoraggiano le operazioni di fusione-acquisizione come il miglioramento del contesto macro-economico in Europa, il sentiment di mercato, le allettanti condizioni di finanziamento, la solidità dei bilanci delle società europee, e il loro appeal a seguito del deprezzamento dell’euro.

Oltre all’azionario europeo, l’asset allocation di Exane predilige l’azionario giapponese mentre per quanto riguarda il comparto obbligazionario le preferenze vanno all’high yield europeo e ai governativi periferici dell’eurozona. Sulle valute l’istituto francese ritiene che il dollaro possa raggiungere nei prossimi mesi la parità contro euro.

Nel contesto attuale Roger suggerisce poi di tornare puntare sull’oro, come protezione all’alta volatilità dei mercati, del mercato Forex e alla politica delle Banche centrali. Il peso nei portafogli consigliato non deve però oltrepassare la soglia del 5 per cento.