Le Crypto Valute conquisteranno il mondo

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A cura di Daniele Bernardi, Ad Diaman Scf

Sono a Malta dopo aver passato due giorni ad una conferenza spettacolare sulla Blockchain e quindi ho pensato fosse giusto tornare a parlare di Crypto Valute. Intanto il termine corretto con cui dovremmo chiamarle (e abituarci a chiamarle) è Crypto Assets, perché secondo l’opinione della BCE di Draghi e ti tutta la comunità internazionale le Crypto non sono delle Valute ma sono degli Assets.

DISTINZIONE

Asset intangibili secondo la normativa Maltese, che le divide in tre categorie distinte: Virtual Token, Utility Token e Security Token. Ne ho parlato diffusamente sul post Malta, l’isola dei blocchi sequenziali quindi qui riassumo velocemente i concetti: Virtual Token sono le monete di plastica (ma che potrebbero essere virtuali) che vengono utilizzate quando andate al Disney Park, che servono per pagare esclusivamente in quel posto, non sono riconosciute in altri posti ed il loro valore è fisso e stabilito dalla società che gestisce il Parco.

UTILITY

Utility Token sono delle stringhe digitali che incorporano dei benefici non correlati in alcun modo con la società che li ha emessi, quindi dei Token che possono essere usati per comprare a sconto un oggetto o un servizio, che permettono di accedere ad una festa, che determinano il possesso di un oggetto e così via.

SECURITY

Un security Token invece è qualcosa che attribuisce dei diritti di qualche natura collegati alla società che li ha emessi.

Per esempio, voglio distribuire all’interno della società dei diritti di voto non proporzionali alle quote possedute, li attribuisco in base ai token in possesso delle persone; voglio dare dei diritti sul dividendo che la società matura di anno in anno, o addirittura voglio sostituire le share dell’azienda (che tipicamente sono immateriali ma gestite dal registro delle imprese e possono essere cambiate solo da notai e commercialisti) con dei security token che ne attribuiscono il possesso.

AZIONI DEMATERIALIZZATE

Le cosiddette “bear share”, ovvero le azioni al portatore, che sono state eliminate praticamente da tutti i governi perché impediscono la rintracciabilità del possessore.

Definite le tre classi di Token che attualmente possibili da emettere e riconosciute (almeno dal governo Maltese) passiamo ai tre motivi per cui i Crypto Assets cambieranno il mondo (almeno quello finanziario).

1)La Blockchain può sostituirsi a molti intermediari

Immaginate di voler acquistare delle azioni della Apple, dovete andare in Banca (1), aprire un conto deposito (1.1), ordinare ad un funzionario che volete fare l’acquisto (1.2), compilare il profilo MiFID per verificare di poterlo fare in base al vostro profilo di rischio (1.3), in caso positivo firmare l’ordine di acquisto (1.4); a questo punto qualcuno all’interno della banca deve trasmettere l’ordine al Broker (2) che lo riceve, verifica di essere connesso con il Market Maker (3) per determinato Exchange (4) in questo caso il Nasdaq, poi passa l’ordine e acquista per nome e conto della Banca il titolo e poi lo deposita su Monte Titoli (5) che è l’entità centralizzata per l’Italia delle azioni dematerializzate.

TOKEN

Ora immaginate di voler acquistare un PHI Token avendo degli Ethereum: aprite un Wallet (1), aprite un account direttamente con l’exchange (4), trasferite gli ETH e comprate i PHI, poi gli spostate sul Wallet e li tenete sul cellulare o dove volete.

Un poco più semplice, no?

Drasticamente più semplice, con un punto che vorrei voi prendeste in considerazione, oggi non ci sono i Security Token dei titoli Apple, ma a breve ci saranno e quindi non avremmo più bisogno di tutti questi intermediari.

VENTURE CAPITAL

Non solo, diventerà molto più semplice scambiarsi anche quote di aziende non quotate, rendendo potenzialmente molto più liquido il mercato delle start up o delle aziende private.

2)Gli Utility Token sono una rivoluzione

Finora la stragrande maggioranza delle Crypto che sono state emesse sono dei Token di utilità, ovvero che incorporano qualche diritto o privilegio non di natura societaria.

Viaggiando per le conferenze di tutto il mondo sulla Blockchain ho potuto analizzare diverse modalità di utilizzo di questa tipologia di Token.

UTILITA’

Da chi li usa per identificare un’opera d’arte, da chi li usa per beneficiare economicamente della energia prodotta da una centrale elettrica, da chi li usa come reward per il mining di una nuova Blockchain (ci sono centinaia di Blockchain alternative a quella del Bitcoin).

Oppure come noi che la vogliamo utilizzare come moneta per acquistare servizi di investimento o professionali con uno sconto rispetto alle valute FIAT come l’Euro.

La caratteristica principale di questo Utility Token è che è scambiato in uno o più exchanges e quindi il prezzo fluttua per la domanda e l’offerta dello stesso.

DEMOCRATICO

Questo strumento permette di acquistare un Token a valore molto basso, come succede in questi ultimi mesi, e poi acquistare il bene quando il valore dello stesso è aumentato, così mi posso permettere di acquistare beni più costosi ad un prezzo inferiore, spesso anche con un ulteriore sconto rispetto al valore in Fiat (almeno questo nel caso del nostro marketplace openPHIntech.com).

Chiaramente la volatilità di questi strumenti dovrà diminuire, ma questo accadrà quando l’adozione dei Crypto Assets coinvolgerà tra il 5 e il 10% della popolazione (oggi siamo sotto l1%).

Questo strumento permetterà però a tutte le grandi e piccole società di creare strumenti di fidelizzazione che saranno tanto più attrattive quanto più saranno richieste dalle persone.

SCARSITA’

La richiesta di più persone rispetto a quelle che vendono porta ad un circolo virtuoso che fa crescere il valore degli Utility Token e quindi creare un effetto esattamente opposto a qullo delle valute tradizionali (Fiat) che invece tendono a perdere valore nel tempo a causa della inflazione).

Voi dove preferite tenere i vostri soldi, in una Valuta che perde valore giorno dopo giorno (inflazione), o in un Asset che tende a crescere (deflazione), seppur con molta volatilità, nel tempo?

Certo, non convertiteli tutti, ma qualche spiccio magari si…

3)“Tokenizziamo” il mondo

Una delle più grandi rivoluzioni della tecnologia Blockchain unita alla Distributed Ledger Technology è la cosidetta “tokenizzazione” degli asset (in inglese Tokenization).

COSA SIGNIFICA?

La possibilità di emettere delle stringhe di dati alfanumerici, unita alla capacità della blockchain di creare un registro immodificabile e condiviso, permette di poter attribuire il possesso di un determinato bene a chi, e solo a chi, possiede sia la chiave pubblica che la chiave privata.

Questo avviene già per i crypto assets, per esempio, se voi avete un bitcoin sul vostro wallet, la tecnologia che attesta che ne siete voi i proprietari è basato sulla chiave pubblica (indirizzo del wallet) e la chiave privata che permette di usufruire solo a voi il contenuto all’interno del wallet.

STRINGA

Ma che dentro il wallet ci sia un Bitcoin o una stringa che certifica il vostro possesso di un quadro, giusto per fare un esempio, è praticamente la stessa cosa.

Quindi si stanno diffondendo, per ora solo negli stati molto aperti a questa tecnologia, come le isole Cayman,  società che Tokenizzano gli asset di varia natura.

HEDGE FUNDS

Per ora società come Blackmoon, che ho avuto il piacere di conoscere, stanno tokenizzando Hedge Fund americani, giusto per rimanere nel tema degli investimenti.

Che senso ha vi domanderete voi?

Tokenizzare un Hedge Fund ha enormi vantaggi:

A)Posso acquistare un token legato 1:1 con la quota del NAV del Hedge Fund in ogni istante, non una volta al mese e poi per redimerlo aspettare mesi

B)Posso scambiare il token legato al fondo con altre persone

C)Detengo le quote del mio fondo sul Wallet, senza costosi conti depositi in banca

D)Posso accedere a quote inferiori a quelle minime (i fondi migliori spesso chiedono minimo un milione di euro per entrare) frazionando la quota con altri investitori retail

E)Il Token di fatto è un mercato secondario del Fondo Hedge, simile agli ETF, ma scambiato su exchange crypto

Ce ne sono anche altri motivi, ma questi ritengo siano i principali.

GRADUALITA’

Chiaramente il passaggio ad una civiltà tokenizzata non sarà veloce, perché per esempio se voglio avere un token che certifica il possesso della mia macchina (oggi ho un certificato cartaceo ed una registrazione al PRA che ha dei costi mostruosi per lo stato da mantenere) dovrò convincere lo stato Italiano (o qualsiasi altro stato) a licenziare gran parte di quelli che lavorano per il PRA e sostituirli con una blockchain, magari già esistente.

I risparmi sarebbero tantissimi e si potrebbero applicare a moltissimi settori, ma ovviamente gli aspetti sociali di tale cambiamento vanno tenuti in considerazione.

ARTE

A giugno di quest’anno è stato “Tokenizzato” il possesso del 49% di un quadro di Andy Warhol, che vedete rappresento qui sotto, quindi non sto parlando di fantasie future, sto parlando del presente…

DOMANDA FINALE

Però una cosa è certa, questa tecnologia sta cambiando e cambierà radicalmente il mondo, quindi a voi la scelta, stare alla finestra ed entrare quando ritornerà, magari tra qualche anno una bolla, oppure iniziate a metterci il naso per comprendere come funziona il meccanismo per beneficiarne sia in termini finanziari che culturali?

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