Le elezioni Uk spianano la strada alla sterlina e alla ripresa degli investimenti: i commenti

L’esito delle elezioni in Gran Bretagna, con la netta vittoria dei Conservatori del primo ministro Boris Johnson, viene salutato positivamente dalla comunità finanziaria, con la pressoché totalità degli analisti che, pur con qualche distinguo, vede nel risultato elettorale la risoluzione all’empasse che ha bloccato il Paese negli ultimi tre anni nella ricerca di un accordo con l’Unione Europea per l’applicazione della Brexit.

Di seguito riportiamo alcuni dei commenti e delle previsioni più significativi sull’impatto che il voto britannico ha avuto e avrà nei prossimi mesi sui mercati azionari e valutari.

Per Aneeka Gupta, Associate Director Research di WisdomTree, “dopo non essere riuscito a trasformare in legge il suo accordo di Brexit con l’Ue, la scommessa di Boris Johnson sulle elezioni anticipate per sbloccare la situazione di stallo in Parlamento ha funzionato a dovere. Il suo mantra elettorale ‘Get Brexit Done’ gli ha garantito la vittoria alle elezioni nel Regno Unito. La netta maggioranza del Partito Conservatore indica che Londra è sulla buona strada per uscire dall’Unione Europea entro gennaio 2020, dato che il suo accordo di ritiro arriverà sicuramente in Parlamento entro il termine del 31 gennaio. L’ampia maggioranza offre a Johnson un significativo margine di manovra nei negoziati sulle future relazioni con l’Ue”, mentre “il Partito nazionale scozzese è sulla buona strada per ottenere consensi significativi in Scozia e potrebbe probabilmente portare col tempo a nuove richieste di un altro referendum sull’indipendenza”.

Gupta nota che la sterlina è cresciuta notevolmente nei confronti del dollaro Usa in risposta ai sondaggi di uscita, salendo a 1.351, segnando il livello più alto dal maggio 2018. L’inflazione è destinata a rallentare, in concomitanza con il rafforzamento della sterlina, il che renderà necessario un taglio dei tassi di interesse in una fase successiva. “Ci aspettiamo rendimenti più elevati lungo le curve del mercato dell’oro, derivanti da un mix di diminuzione delle aspettative di taglio dei tassi a breve termine e aumento della domanda di rifugio sicuro. Alla luce dell’entità del rally della sterlina, non ci aspettiamo che il Ftse 100 performi bene, dato che l’80% dei ricavi è generato all’estero. Tuttavia, i titoli nazionali, che hanno sovraperformato dai primi di settembre, hanno maggiori probabilità di registrare un vento contrario a seguito dei risultati elettorali. Anche i titoli azionari europei più popolari saranno probabilmente scambiati in misura maggiore; in particolare, ci aspettiamo che nel breve termine sovraperformino i titoli finanziari, poiché fortemente correlati al rischio ‘no-deal'”.

John Stopford, Portfolio manager del Global Multi-Asset Income Fund di Investec AM, prevede “un ulteriore recupero della sterlina e delle azioni domestiche inglesi con il calo dell’incertezza e la rimozione del rischio di coda di politiche non favorevoli al mercato, sebbene buona parte di questo sia già prezzato, visti i sondaggi prima delle elezioni”. E prosegue: “La vittoria dei conservatori ha fornito una certa chiarezza economica per il breve termine, poiché il Regno Unito lascerà finalmente l’Ue e gli investimenti netti del settore pubblico torneranno a livelli storicamente elevati. Crediamo che i mercati inizieranno a prepararsi per una crescita di Boris Johnson. Ciò tenderebbe a sostenere i rendimenti dei titoli di Stato e una sterlina più forte. Tuttavia, riteniamo che il rally sarà limitato, perché c’è la possibilità di una rapida transizione post-Brexit verso un’ulteriore incertezza sulle future relazioni commerciali del Regno Unito con l’Ue”. Di conseguenza, “per limitare l’impatto dell’incertezza elettorale sul portafoglio, il Global Multi-Asset Income Fund è posizionato con un peso relativamente basso sugli asset domestici del Regno Unito e sulla sterlina”.

Il rapporto euro-sterlina da febbraio a oggi

Sonja Laud, Cio di Lgim, analizza così gli impatti sui mercati del risultayo delle elezioni Uk: “Nonostante un probabile miglioramento nel breve termine del sentiment degli investitori e del business, non prevediamo che la Banca d’Inghilterra toccherà i tassi di interesse nell’una o nell’altra direzione l’anno prossimo, per due motivi: l’inflazione al di sotto dell’obiettivo e le preoccupazioni persistenti sulla traiettoria del Regno Unito e delle economie globali. I mercati si stanno muovendo rapidamente sulla scia del risultato e impiegheranno un po’ a stabilizzarsi. Ma alcune osservazioni sono possibili.
– Sterlina: prevediamo che la sterlina crescerà, anche se la maggior parte della dinamica che ci aspettavamo è avvenuta quando ieri sera è stato rilasciato l’exit poll.
– Titoli di Stato britannici (Gilts): riteniamo che i fattori globali abbiano maggiori probabilità di dominare il mercato dei titoli di Stato del Regno Unito.
– Azioni: prevediamo che le azioni domestiche del Regno Unito probabilmente vedranno una sovraperformance nel breve termine, trainate dal miglioramento del sentiment. Guardando oltre, ci aspetteremmo che gli investitori internazionali tornino a considerare le azioni del Regno Unito man mano che il premio per il rischio politico diminuisce.
– Credito: a nostro avviso, gli spread creditizi in sterline di tipo investment grade probabilmente si comprimeranno ulteriormente”.

Non solo: “Guardando oltre il Regno Unito – aggiunge Laud – la chiarezza emessa dal voto potrebbe persino suscitare un lieve sospiro di sollievo da parte dei leader politici dell’UE e della Banca Centrale Europea. Prevediamo che anche gli asset di rischio dell’Eurozona riceveranno un lieve stimolo da questo risultato, il che aiuta a dissipare almeno una delle nuvole sull’economia dell’area dell’euro (vediamo una probabilità del 30% che l’unione valutaria scivoli in recessione l’anno prossimo)”.

Ma Shamik Dhar, Chief Economist di Bny Mellon Investment Management, avverte: la vittoria schiacciante dei Conservatori nel Regno Unito “non significa che non vi siano delle difficoltà nei mesi a venire. Nonostante i Conservatori abbiano una solida maggioranza, proseguirà il dibattito sulle relazioni future tra la Gran Bretagna e l’Ue. Se il Regno Unito uscirà dall’Unione il 31 gennaio, è molto probabile che l’attenzione del pubblico si rivolgerà alla tipologia di accordo commerciale da concordare nei prossimi mesi. Ritengo probabile che si giunga a un accordo simile a quello tra Ue e Canada, e che la GB uscirà dall’unione doganale. Tuttavia, senza le restrizioni imposte dal mercato comune per creare condizioni paritarie tra gli Stati membri, Gran Bretagna potrebbe diventare rapidamente un partner commerciale particolarmente attraente per diversi Paesi come gli Stati Uniti, l’Australia e il Giappone. Il focus si sposterà ben presto dalle negoziazioni con l’Ue ai trattati con Paesi terzi e altre organizzazioni. Gli investimenti in Inghilterra sono stati deboli nel 2019 a causa dell’incertezza e dei timori sulla Brexit, quindi l’elezione di una maggioranza di governo stabile, che spinga in direzione dell’uscita dall’Ue, potrebbe infine permettere di dare sfogo alla domanda degli investitori. In ogni caso, sono scettico su un impatto negativo della Brexit nel lungo termine, e credo che la maggior parte delle stime negative dipendano dal timore di contraccolpi per la crescita della produttività, che in realtà dipende da un gran numero di fattori e non solo dai rapporti con l’Ue”.

Sulla stessa linea Silvia Dall’Angelo, Senior Economist di Hermes Investment Management: “Quella che è stata inquadrata come la tornata elettorale più importante di un’intera generazione ha conferito un mandato molto chiaro ai Conservatori per procedere sul cammino della Brexit. Anche se sembra semplice, l’attuazione non sarà facile. Una volta approvato l’accordo di uscita dall’Ue – che ora è quasi certo avverrà entro la fine di gennaio – l’incertezza sulla conclusione del percorso si protrarrà e il percorso sarà probabilmente lungo e accidentato. È fondamentale che il Regno Unito ricostruisca la sua rete di accordi commerciali, che difficilmente sarà priva di attriti. L’eliminazione dell’incertezza sul tema del divorzio è una buona notizia per le prospettive economiche a breve termine. La crescita ha subito un notevole rallentamento negli ultimi anni, a riflettere l’impatto dell’incertezza legata alla Brexit sugli investimenti delle imprese. Al graduale diminuire del livello di incertezza, la crescita e gli investimenti delle imprese registreranno probabilmente una modesta ripresa nella prima metà del 2020. Anche i recenti sviluppi incoraggianti sulla scena internazionale – in particolare per quanto riguarda un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina – dovrebbero contribuire a breve termine. Tuttavia, con la nuova sequenza di scadenze relative alla negoziazione di un accordo commerciale con l’Ue, l’incertezza riemergerà probabilmente nel corso del prossimo anno e sarà probabilmente accompagnata da una nuova volatilità sulla sterlina e sugli asset del Regno Unito. Infatti, secondo l’accordo in discussione, il periodo di transizione terminerà alla fine del 2020 e qualsiasi proroga dovrà essere concordata entro luglio, aspetto che potrebbe creare nuovi effetti di ‘cliff-edge’. Inoltre, non c’è chiarezza sugli accordi commerciali che potrebbero essere creati tra il Regno Unito e il resto del mondo, fonte questa di incertezza per il Regno Unito in termini di prospettive a medio e lungo termine”.

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