Le terapie genetiche danno una spinta ai titoli del settore farmaceutico

farmaceutico

A cura di Morningstar
Le biotecnologie si sono svegliate. L’indice Morningstar dedicato a questo segmento del settore salute da inizio anno (fino al 25 gennaio e calcolato in euro) ha guadagnato il 10,1% segnando una decisa inversione di tendenza rispetto al -3% fatto vedere nel 2018.
Indice Morningstar Global Biotech
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Dati in euro aggiornati al 25 gennaio 2019 Fonte: Morningstar Direct
All’interno del comparto biotech, secondo gli analisti di Morningstar, ci sono sviluppi che vale la pena tenere in considerazione per andare a caccia dei titoli con le migliori possibilità di crescita.
Uno di questi trend è la gene therapy (terapia genetica). Per semplificare, si tratta di una tecnica che cura o previene malattie ereditarie difficili da trattate con metodi tradizionali riparando o sostituendo la parte problematica di un gene umano. Secondo un report del National Library of Medicine americano, nel tempo, questo tipo di trattamento permetterà ai medici di curare una malattia inserendo un gene all’interno delle cellule di un paziente, invece che usare medicinali o operazioni chirurgiche.
Un mercato in crescita
Dal punto di vista commerciale gli spazi di crescita sembrano esserci tutti. Secondo un report di Allied Market Research questo segmento vedrà un growth rate del 33% all’anno passando dai 584 milioni di dollari del 2016 ai 4,5 miliardi del 2023.
“Le societa leader nel segmento della gene therapy si stanno impegnando per sviluppare trattamenti sia attraverso ricerche interne, sia tramite acquisizioni di società specializzate”, spiega Vikrham Barhat, analista di  Morningstar. “Una spinta in questo senso è arrivata dall’approvazione, in Europa e in Usa di alcune terapie legate ai geni. Sono aumentate le ricerche per quanto riguarda la cura del cancro, dell’emofilia, la degenerazione muscolare ed altre sintomatologie debilitative”. Secondo l’analista, alcune di queste società sono ben posizionate per beneficiare dello sviluppo di questo segmento della biotecnologia. “Alcune hanno in pipeline prodotti promettenti”, spiega Barhat. “Ogni potenziale scoperta potrebbe dare una spinta ai profitti”.
Biomarin
La società sviluppa e commercializza trattamenti per malattie rare. Attualmente ha nelle fasi finali di studio una cura per l’emofilia A e l’acondroplasia (una forma di nanismo che colpisce gli arti). “Biomarin sta costruendo un portafoglio prodotti per la cura genetica di diverse malattie”, spiega un report del 15 gennaio 2019 firmato da Karen Andersen, sector strategist di Morningstar, che assegna al titolo un rating di 4 stelle e un fair value di 118 dollari (95,4 dollari le quotazioni di questi giorni). “Le spese di marketing, ricerca e sviluppo hanno pesato sui conti della società, ma non si possono lasciare da parte le possibilità di profitto che possono dare i suoi trattamenti per le malattie rare. Sono cure che interessano poche migliaia di pazienti a livello globale, ma che avranno prezzi a sei zeri. Se a questo aggiungiamo le alte barriere all’ingresso di concorrenti, ci sembra un interessante segmento di mercato”. Secondo l’analista, il fatturato della società crescerà del 22% all’anno nel prossimo quinquennio.
Biomarin
Biomarin
Fonte: Morningstar
Alexion Pharmaceuticals
La società è specializzata in medicinali per il trattamento di situazioni che mettono a rischio la vita dei pazienti. Il farmaco bolckbuster Soliris è l’unica medicina approvata per il trattamento di due malattie del sangue molto rare: l’emoglobinuria parossistica notturna (una condizione che porta alla distruzione dei globuli rossi) e la sindrorme emolitico -uremica atipica (che porta alla formazine di trombi nei vasi sanguigni di tutto il corpo). “Il suo portafoglio contiene altre terapie per malattie molto rare del sistema metabolico”, spiega Andersen che in un report del 24 ottobre 2018 assegna al titolo un rating di 4 stelle e un fair value di 172 dollari (121 dollari la quotazione di questi giorni). “La società ha aumentato la sua offerta grazie all’acquisizione di Wilson Therapeutics e Syntimmune, due aziende che hanno trattamenti per malattie rare in varie fasi del processo di ricerca. Le operazioni di acquisizione pesano sui bilanci, ma rafforzano la pipeline e posizionano strategicamente la società per quanto riguarda i flussi di cassa futuri. I rischi sono legati al fatto che il mercato delle malattie autoimmuni è molto ricco e potrebbe attrarre nuovi concorrenti. Tuttavia Alexion  in questo settore si è mossa per prima e ha allo studio farmaci di prossima generazione”.
Alexion Pharmaceuticals
alex
Fonte: Morningstar
Pfizer
Il colosso farmaceutico non è una società biotecnologica in senso stretto. Tuttavia nel corso degli anni, grazie a ricerche in house, acquisizioni e accordi commerciali, ha sviluppato una grande esperienza in questo settore. “Per dare impulso a questa attività ha collaborato con alcuni degli esperti più famosi in questo campo per sviluppare terapie genetiche per malattie rare incluse la sclerosi amiotrofica laterale e l’emofilia di tipo B”, spiega Damien Conover, analista di Morningstar che in un report del 19 dicembre 2018 dà al titolo un rating di quattro stelle e un fair value di 46 dollari (40 dollari la quotazione di questi giorni). “I suoi farmaci protetti da brevetto permettono al gruppo di generare rendimenti sul capitale investito superiori al costo del capitale. La società sta per lanciare sul mercato un gruppo di nuovi farmaci che potrebbero essere dei blockbuster nella cura del cancro, delle malattie cardiache e dell’immunologia”. L’analista prevede una crescita del fatturato di gruppo del 3% all’anno nel prossimo triennio.
Pfizer
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