Leonardo allunga il passo a Piazza Affari. Ecco le ragioni

Dopo l’intesa trovata in extremis che salva principalmente i creditori di Autostrade per l’Italia e Atlantia, la holding del gruppo Benetton (che in teoria dovrebbe uscire completamente dal capitale della controllata entro i prossimi 12 mesi, salvo che il quadro politico e regolamentare non cambi prima di tale termine) schizza a +25% in apertura facendo felici coloro che negli ultimi due giorni, dopo il tracollo del 15% registrato dal titolo a seguito delle reiterate minacce di revoca delle concessioni autostradali giunte a mercati aperti o a mezzo stampa.

L’ottimismo attorno allo sblocco di una trattativa che rischiava di minare l’intero programma di ammodernamento delle infrastrutture “strategiche” più volte annunciato dal governo contagia anche altri settori e titoli ciclici, a cominciare da Leonardo, il cui titolo stamane segna +3,5% sfiorando i 6,25 euro per azione con oltre 2,5 milioni di pezzi scambiati in meno di un’ora di lavoro. Anche così le quotazioni del gruppo guidato dall’ex numero uno di Unicredit prima e Mps poi, Alessandro Profumo, restano su valori di poco superiori alla metà di quelli di 12 mesi or sono, con una capitalizzazione di circa 3,5 miliardi di euro.

A dare manforte al titolo oltre all’esito positivo della vicenda Aspi e il relativo impatto benefico sul sentiment del mercato azionario italiano sembrano, per assurdo, i toni preoccupati usati oltre Atlantico da Lael Brainard, membro del board della Fed, secondo cui lo scenario macroeconomico attuale resta caratterizzato da “una fitta nebbia di incertezza” e da “rischi che restano al ribasso” tali per cui le misure di sostegno “restano vitali” al di là dei recenti miglioramenti segnati da alcuni indicatori come quelli del mercato del lavoro americano.

Il sostegno ai mercati da parte delle banche centrali non verrà dunque meno ancora per molti mesi, se non trimestri, e questo consentirà di chiudere un occhio anche nel caso di qualche risultato trimestrale meno brillante delle attese, consentendo la tenuta di multipli che diversamente potrebbero già ora apparire fin troppo “tirati”. E visto che dalla stagione delle trimestrali, sempre negli Usa, stanno giungendo segnali positivi, non è da escludere una nuova gamba di rialzo nei prossimi giorni che da Wall Street potrebbe estendersi anche ad altri listini, Piazza Affari compresa.

Da parte sua Leonardo, che negli ultimi tre mesi in Borsa ha ceduto circa il 15% a ieri sera, continua a segnare progressi per quanto riguarda il settore elicotteristico se non in termini di impatti materiali almeno di prospettive strategiche e dopo aver venduto un AW119 in versione elisoccorso negli Usa (con opzione per una seconda macchina), tornando in un mercato da cui era assente da qualche anno, ha consegnato all’Esercito Italiano il primo dei due AW169 per l’addestramento basico (la consegna del secondo è prevista per i prossimi mesi), candidandosi così a sostituire i vari A109, AB205, AB206, AB212 e AB412 ormai da anni in servizio con le forze armate italiane.

Le raccomandazioni degli analisti su Leonardo

Gli analisti fondamentali su Leonardo sono ampiamente positivi, con 15 “buy”, 4 “hold” e nessun “sell” a fronte di un target price medio a 12 mesi di 9,19 euro per azione.

Più cauti gli analisti tecnici che parlano di trend a breve termine neutrale, ma segnalano come il permanere delle quotazioni sopra la soglia anche psicologica dei 6 euro possa consentire un uptrend con obiettivi a 6,9-7 euro per azione. In caso di ulteriore positività e superamento stabile dei 6,5 euro, potrebbe poi esservi spazio per una più chiara strategia rialzista a medio termine con obiettivi a 7-7,2 euro per azione. Volendo operare fin d’ora in quest’ottica è prudente porre una stop loss sui 5,9 euro per azione.
In giornata vengono segnalate resistenze appena sopra i 6,2 euro e poi sopra i 6,4 euro per azione. In caso di qualche presa di profitto, i primi supporti sono in area 5,65-5,60 euro per azione. Graficamente il recupero delle quotazioni partito venerdì scorso ha già riportato i prezzi sopra le medie mobili, con quella veloce a 7 giorni che resta appena sotto quella più lenta a 14 giorni, stamane oscillando la prima a 5,897 e la seconda a 5,904 euro per azione.
In caso di chiusura positiva è dunque possibile un superamento dal basso verso l’alto della più veloce rispetto alla più lenta che fornirebbe un ulteriore interessante segnale positivo. I volumi, apparsi in leggero calo nelle ultime sedute, debbono però recuperare brio per dare forza al movimento, per il momento confermato senza troppa convinzione dallo Stocastico e dall’indicatore di forza relativa (Rsi), entrambi su valori di poco superiori alla mediana e dunque ben distanti dall’ipercomprato.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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