Leonardo supera anche il test della trimestrale

The logo of Leonardo Helicopters company is seen on the jacket of an employee working at a factory on January 30, 2018 in Vergiate, near Milan. Italian aerospace, defence and security company Leonardo intends to return to "sustainable growth" in its revenue and profitability in the period 2018-2022, after a difficult year 2017 for its helicopter branch, but his plan struggles to convince observers. Leonardo pledged on January 30, 2018, to return to double-digit profit growth by 2020. / AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

Se fino a ieri il settore elicotteri ha rappresentato uno dei fronti più problematici della gestione di Leonardo, il conglomerato italiano operante nella difesa e aerospazio, ora la situazione potrebbe cambiare. Nei primi nove mesi dell’anno, infatti, la società guidata dall’ex numero uno di Unicredit, Alessandro Profumo, ha registrato nuovi ordini per quasi 8,58 miliardi di euro, in calo nominalmente ma in forte crescita al netto dell’effetto che nel terzo trimestre 2018 era stato legato al contratto da 3 miliardi di euro per la fornitura di elicotteri NH90 al Qatar. Il portafoglio ordini ha così raggiunto i 35.672 milioni di euro di controvalore, pari ad una produzione equivalente di circa 3 anni.

Ancora meglio, i ricavi di Leonardo sono saliti del 10,8% su base annua a 9,13 miliardi (3,17 miliardi nel solo terzo trimestre, +20% su base annua e molto sopra le attese di consenso, pari a 2,8 miliardi), proprio grazie ai risultati di Agusta Westland oltre che di Leonardo Drs, l’Ebita è risultato pari a 686 milioni (+9%), di cui 200 milioni nel terzo trimestre (un 10% in più delle attese di consenso), anche in questo caso grazie a miglioramenti nel settore elicotteri, elettronica per la difesa e sicurezza (mentre peggiora il settore spazio e mostra risultati in linea l’aeronautica), con un Ros (Return on sale, margine sulle vendite) pari al 7,5% e l’utile netto è balzato a 465 milioni (+77%).

Alessandro Profumo ha poi sottolineato i “benefici significativi” apportati dalla strategia commerciale, il miglioramento della redditività e la crescita della top-line, notando come i risultati dei principali business siano in linea col piano industriale e confermando la guidance 2019. Sul fronte dell’indebitamento netto di gruppo, salito a 4.301 milioni di euro rispetto ai 2.351 milioni di fine 2018, il peggioramento è dovuto, principalmente all’effetto dell’iscrizione al primo gennaio 2019 delle passività finanziarie derivanti dall’applicazione dell’Ifrs 16, all’andamento negativo dei flussi di cassa operativi (negativi per 1,2 miliardi nel periodo, “in linea con l’usuale stagionalità”) e all’impatto sulla posizione finanziaria netta dell’operazione Vitrociset.

Il giudizio degli analisti su Leonardo

Nel complesso anche il dato sull’indebitamento netto appare tuttavia migliore delle attese, così il titolo risente positivamente dei dati, che sono piaciuti in particolare a Kepler Cheuvreux e Jp Morgan (in una nota il broker americano segnala anche di ritenere “conservativa” la guidance 2019, cosa che lascerebbe spazio a sorprese positive anche per il trimestre in corso), segnando in avvio di seduta un rialzo di oltre l’1,7% a 11,42 euro per azione (dopo un primo picco intraday a 11,68 euro) con quasi 2,5 milioni di pezzi passati subito di mano.

Il consenso degli analisti fondamentali parla di un target di 12,77 euro che appare alla portata del titolo, che attualmente tratta a 10,3 euro per azione (utile 2019 atteso pari a 41 centesimi per azione) con un dividend yield dell’1,3% (dividendo atteso pari a 15 centesimi). Tecnicamente il titolo è inserito in un trend rialzista di breve periodo decisamente positivo, anche se qualche broker suggerisce di prendere profitto nell’immediato avendo il titolo raggiunto i primi obiettivi in area 11,33-11,37 euro per azione ed essendo già lo stocastico e l’indice di forza relativa (Rsi) in ipercomprato.

In questo caso i supporti sono individuati a 10,75-10,67 euro. Se invece gli acquisti dovessero proseguire, è possibile un’estensione del trend rialzista sino almeno a 11,46-11,56 euro per azione: una strategia rialzista resta nel complesso giustificata visto che le quotazioni sono sopra la media mobile veloce e questa è superiore alla media mobile lenta. Leonardo segnava inoltre un rialzo del 15% sugli ultimi 12 mesi a ieri sera, ma di questo guadagno oltre la metà (+7,9%) è stato realizzato solo nell’ultima settimana di borsa. Un’eventuale pausa di consolidamento delle quotazioni sarebbe dunque giustificata ma potrebbe costituire una buona occasione d’acquisto per un titolo che sembra poter registrare ancora un andamento positivo nei prossimi mesi.

La performance in Borsa di Leonardo negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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