L’Ue chiede un’ulteriore riduzione delle emissioni entro il 2030

La Commissione europea propone di raggiungere una riduzione del 55% (in rapporto ai livelli del 1990) delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. Un traguardo più ambizioso rispetto a quello attuale (-40%) che dovrebbe permettere all’Unione dei 27 Paesi di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Lo ha annunciato mercoledì mattina la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo.

“Sappiamo che è necessario il cambiamento e sappiamo che è possibile. Il Green Deal è il nostro piano per realizzare questa trasformazione e vogliamo diventare il primo continente neutro entro il 2050, ma non ce la faremo con questo status quo, quindi dobbiamo essere più rapidi”, ha dichiarato la Von der Leyen. “Abbiamo condotto una valutazione di impatto approfondita e su questa base la Commissione propone di aumentare gli obiettivi del 2030 per la riduzione delle emissioni per almeno il 55%”.

Sempre a favore del clima sarà destinata una quota del Recovery Fund, il piano di aiuti varato dall’UE in estate per far fronte alla crisi causata dalla pandemia. “La missione del Green Deal comporta molto di più che un taglio di emissioni, si tratta di creare un mondo più forte in cui vivere. Dobbiamo cambiare il modo in cui trattiamo la natura. È per questo che il 37% di Next Generation EU (Recovery Fund) sarà speso per i nostri obiettivi del Green Deal”, ha aggiunto la presidente della Commissione europea.

L’UE prevede anche di dedicare un quarto del proprio bilancio alla lotta contro il cambiamento climatico. Secondo le stime di Bruxelles, le emissioni di gas serra sono già diminuite del 23% tra il 1990 e il 2018. Cinque anni fa, a Parigi, i leader mondiali si sono accordati per contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C entro la fine del secolo. Un obiettivo che secondo gli scienziati non potrà essere raggiunto a meno che non vengano prese misure drastiche.

 

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