M&A e liquidità guidano i mercati, volatilità vicina ai minimi

M&A, fusioni e acquisizioni

A cura di Equita

Nel mese di novembre i mercati hanno proseguito il trend positivo (S&P500 +3.8%, Nasdaq +5%, Nikkei +1.6%, Eurostoxx600 +3.1%, Dax +2.8%, Ftse Mib +2.8%, FTSEMID +8.2%) grazie ai progressi nel negoziato Usa-Cina, ai segnali di stabilizzazione di alcuni indicatori macro, e all’accelerazione di operazioni di M&A a livello globale (C. Schwab-TD Ameritrade, Lvmh-Tiffany, Novartis-The Medicine, MitsubishiEneco).

Riteniamo tuttavia che il driver principale resti l’elevato livello di liquidità iniettato dalle banche centrali nel sistema. Le basi monetarie M1/M2 in Usa sono salite del 12% (tasso annualizzato) nelle ultime 4 settimane, ma questa liquidità non si sta trasferendo all`economia reale per un approccio più cauto delle banche, intimorite dai primi segnali di erosione della qualità del credito (soprattutto auto loans).

La volatilità è scesa ulteriormente (Vix -6% a 12, molto vicini ai livelli di settembre 2018). Abbiamo sottostimato l`ondata di liquidità che ha guidato i mercati da inizio (attraverso buy-back, M&A ecc.), focalizzando la nostra attenzione ai segnali di rallentamento del ciclo economico, ormai arrivato nella fase di maturazione.

Tuttavia:
– I segnali di un punto di svolta dell`industria globale, che il mercato sta iniziando a scontare, sono deboli e contrastati, così come i messaggi sul fronte geopolitico;
– Il Fmi ha evidenziato la vulnerabilità del debito corporate nelle principali economie avanzate (applicando uno scenario di stress test simile all`ultima recessione globale, $19trn di debito corporate sarebbero a rischio default, quasi il 40% del debito totale in 8 grandi economie);
– Non vediamo segnali evidenti di un`accelerazione di politiche fiscali da parte dei Paesi dell’Ue, che potrebbero rappresentare un elemento positivo per i mercati.

Nel portafoglio raccomandato restiamo fortemente sottopeso rispetto al benchmark (84.5% vs. peso neutro del 95%).

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