Mercati di frontiera, l’incredibile trasformazione del Ruanda a 25 anni dal genocidio

A cura di Oliver Bell, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Frontier Markets Equity di T. Rowe Price

Il Ruanda sarà per sempre ricordato per il più grande genocidio avvenuto in Africa in epoca moderna. Nel 1994, secondo le stime, 800mila sono stati i ruandesi uccisi nell’arco di 100 giorni e milioni i dispersi. Le istituzioni, il sistema di governo e la fiducia del popolo ruandese sono state distrutte.

In pochi si aspettavano che il Ruanda sarebbe stato in grado di lasciarsi alle spalle le divisioni etniche che portarono al genocidio per intraprendere un processo di costruzione post-conflitto. Nonostante ciò, è in corso una trasformazione notevole. I ruandesi sono sempre più uniti, sono stati fatti dei passi avanti nella ricostruzione della fiducia nella leadership del Paese e anche l’economia sta migliorando.

Abbiamo visto in prima persona a questa trasformazione durante il nostro recente viaggio nel Paese.

La crescita sostenuta sta aiutando il Paese a raggiungere i suoi obiettivi
La rapida crescita economica del Ruanda è stato l’obiettivo più importante raggiunto dal Paese. In tal modo infatti il Ruanda si è allineato con le economie di successo dell’est asiatico, che hanno iniziato il loro percorso di sviluppo proprio ponendosi l’obiettivo di una crescita elevata. Dal 1994 a oggi, il Ruanda è riuscito a ottenere un posto tra le economie che crescono più rapidamente a livello mondiale, con il reddito pro-capite che è aumentato di 3,5 volte per i 12,3 milioni di ruandesi. Inoltre, la crescita è stata inclusiva e gli ingenti investimenti nelle reti di sicurezza sociale hanno ridotto significativamente la povertà.

Gli obiettivi futuri in tal senso sono estremamente ambiziosi e nello specifico mirano a raggiungere uno status di income medio-alto entro il 2035. Qualsiasi strategia futura richiederà un approccio multisettoriale, dato che il settore dei servizi e quello industriale rappresentano ora circa metà dell’attività economica. Secondo le aspettative, il Pil del Ruanda dovrebbe restare attorno all’8% nel 2019, supportato da spesa pubblica, investimenti privati e interventi volti a promuovere un’attività economica diversificata e che crei maggiore valore aggiunto.

A essere migliorato non è soltanto il Pil

Oltre alla crescita del Pil, anche altre metriche dimostrano il rapido progresso del Ruanda. Il Paese ha la più alta percentuale di donne nella camera bassa del Parlamento a livello globale. Il turismo sta supportando l’economia, con ricadute favorevoli sulle altre aree di attività, come l’offerta di frutta. Il percorso di trasformazione verso un’economia dei servizi basata sulla conoscenza è agevolato dal fatto che molti ruandesi sono bilingue e parlano sia inglese che francese, oltre che dal buon livello di connessione dovuto all’elevata diffusione delle reti 4G.

Le tendenze del settore bancario

Il settore bancario in Ruanda è stato modellato dall’introduzione di elementi innovativi, come le tecnologie di pagamento elettronico. Circa il 90% della popolazione possiede un telefono cellulare e vi è una buona interoperabilità nei sistemi di pagamento al dettaglio. In questo contesto, la banca centrale del Ruanda ha intrapreso una serie di azioni volte a rafforzare la vigilanza sul settore delle tecnologie finanziarie, incoraggiando l’innovazione.

La Bank of Kigali si sta espandendo nel mondo digitale

Nel corso del nostro viaggio abbiamo incontrato il management della Bank of Kigali, una delle principali banche del Ruanda. Cosa rara per una banca africana, sia il Ceo che il Cfo della banca sono donne. Pur essendo un top player, la Bank of Kigali deve gestire una certa dose di competitività, soprattutto a causa della recente fusione tra Banque Populaire du Rwanda ed Equity Bank, che insieme rappresentano il 25% del mercato.

La Bank of Kigali ha fatto anche dei passi avanti a livello di progetti digitali: 3 anni e mezzo fa ha lanciato i portafogli digitali e 170.000 dei suoi 300mila clienti li hanno già attivati. La banca si è rivolta soprattutto agli agricoltori, mirando ad attrarre la parte di popolazione che ancora non usufruiva di servizi bancari. Ha anche creato sistemi interni per assicurarsi di accompagnare i propri clienti in tutto il loro percorso.
La banca ha un portafoglio di prestiti notevole e sono diversi gli accordi in pipeline. Questi includono anche Maraphone, produttore di smartphone proprietà del gruppo panafricano Mara Group, un impianto di produzione di olio edibile e l’ampliamento di un cementificio.

Cresce l’ottimismo per il futuro del Paese

Il Ruanda ha fatto grandi passi avanti per lasciarsi alle spalle i traumi socioeconomici del passato. Dopo il genocidio del 1994, il Pil del Paese è crollato, perdendo più di metà del suo valore, mentre l’aspettativa di vita era una delle più basse al mondo. Oggi, sulla base di una crescita economica solida, le autorità sono focalizzate sull’obiettivo di creare opportunità economiche ed elevati standard di vita per tutti i ruandesi. Le società come la Bank of Kigali stanno beneficiando di queste dinamiche di crescita favorevoli e della tendenza verso una maggiore digitalizzazione. Riteniamo che, col tempo, potremmo trovare un numero crescente di opportunità in questo Paese in rapido sviluppo.

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