Mercati emergenti, a settembre gli investitori preferiscono un approccio prudente

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Gli approcci adottati dai mercati emergenti per far fronte al Covid-19 sono stati diversi, e attualmente non dappertutto la ripresa ha fatto progressi analoghi. Ecco tendenze, notizie e dati che illustrano la situazione dei mercati emergenti nel terzo trimestre, e comunica gli ultimi aggiornamenti. messi in evidenza dal team azionario dei mercati emergenti di Franklin Templeton.

Tre fattori sui cui riflettere oggi

1. Il Brasile è stato uno dei paesi colpiti più duramente dalla pandemia di Covid-19, classificandosi subito dopo gli Stati Uniti e l’India per il numero di contagi dichiarati. Ora tuttavia il numero di nuovi casi in Brasile comincia a scendere. Ironicamente, crediamo che la decisione del governo di non mettere l’intero paese in lockdown all’inizio della pandemia abbia ridotto la probabilità di una seconda ondata. L’ingente spesa governativa e la politica monetaria accomodante hanno contribuito a una certa stabilizzazione dell’economia. Inoltre, nonostante il “rumore” politico, il Brasile ha continuato a mettere in atto riforme fondamentali. Per quanto riguarda le opportunità d’investimento, siamo ancora favorevoli al settore finanziario, specialmente per le società fortemente esposte al mercato di capitale. È interessante notare la forte agenda di sostenibilità della borsa brasiliana, mentre i principi ambientali, sociali e di governance non solo sono implementati nella borsa stessa, bensì incoraggiati anche nel mercato azionario brasiliano in generale. Un altro tema entusiasmante è l’e-commerce, con numerosi grandi player in concorrenza nello spazio online. Così come in altri paesi, anche in Brasile la crisi del Covid-19 ha accelerato l’adozione delle vendite al dettaglio in internet. Nonostante le incertezze persistenti, la nostra opinione riguardo alle azioni brasiliane generalmente è positiva.

2. La pandemia del Covid-19 ha messo in risalto l’importanza della sanità in Cina, rafforzando tendenze strutturali già esistenti che potrebbero trainare una nuova ondata di innovazione nel paese. Svariati fattori stanno dando impulso allo sviluppo di farmaci e dispositivi medici prodotti nel paese; tra questi il costante aumento della domanda di assistenza sanitaria, l’invecchiamento della popolazione, la crescita di malattie legate allo stile di vita e l’aumento del reddito, uniti agli sforzi governativi per irrobustire il sistema sanitario. Inoltre il ritorno in patria di un numero crescente di scienziati e imprenditori cinesi che hanno studiato e fatto esperienza all’estero crea un ricco pool di talenti nazionali. Vediamo un maggiore potenziale di lungo termine in produttori di farmaci innovativi con forti portafogli o pipeline di trattamenti, rispetto a società che producono farmaci generici con buone probabilità di pressioni sui prezzi dovute alle riforme governative. Certe società biotech cinesi hanno evidenziato una notevole rapidità nel portare sul mercato trattamenti innovativi. Anche società attive nell’outsourcing farmaceutico appaiono promettenti. Allo stesso tempo, vediamo esempi di innovazione anche nei produttori di dispositivi medici: fornitori nazionali leader, che partono già avvantaggiati sul piano dei costi rispetto al concorrenti esteri, e la cui crescita potrebbe essere incoraggiata da politiche governative mirate a sostenere la localizzazione. Riteniamo che queste società riflettano una nuova razza di imprese innovative che nei prossimi anni potrebbero trasformare i risultati dell’health care. Contemporaneamente a mercati di capitale fiorenti, politiche favorevoli e talenti motivati, sta potenzialmente prendendo forma un ecosistema vibrante.

3. Il coinvolgimento con le società resta un elemento cruciale dell’investimento nei mercati emergenti. Il miglioramento comportamentale delle società e una maggiore comprensione delle loro responsabilità nei confronti di tutti gli stakeholder sono sforzi sui quali continuiamo a puntare nella stewardship del capitale dei nostri clienti. Negli ultimi anni il tono del coinvolgimento nei mercati emergenti è cambiato: società che precedentemente adottavano un approccio ristretto e intransigente ai rendimenti stanno via adottando misure più accomodanti. In paesi quali Corea del Sud, Sudafrica e Brasile le società stanno dando maggiore importanza ai fattori Esg. Abbiamo visto società leader nella Corea del Sud scusarsi pubblicamente per passi falsi nella governance e gestire i loro bilanci più efficientemente tramite restituzioni di capitale agli azionisti. In certi paesi la reportistica Esg è diventata obbligatoria, e prevediamo che il trend continui altrove. Con la pandemia del Covid-19, la riflessione sui fattori Esg sta nuovamente cambiando, concentrandosi ppiù attentamente sull’impatto sociale delle politiche. Molti governi supportano l’occupazione, mentre le società sono più consapevoli dei rischi per la reputazione connessi ai icenziamenti. I fattori Esg sono diventati più importanti, con le società che li considerano critici per una performance sostenibile dell’attività. Secondo noi, questo “delta” di un miglioramento Esg nei mercati emergenti è un ulteriore elemento a favore delle prospettive secolari per l’asset class mentre il mondo riemerge da questa crisi.

Prospettive

Entrando nell’ultimo trimestre 2020, le aspettative del mercato sono rivolte a un progresso della normalizzazione, tuttavia con l’aumento dei casi di Covid-19 in Europa e in certi altri paesi del mondo, è evidente che il virus non sparirà. Di conseguenza, l’impostazione politica sembra destinata a mantenersi reattiva. Un aspetto positivo è che questi paesi non hanno registrato un corrispondente aumento della mortalità, grazie al miglioramento delle terapie e all’estensione dei test che rivelano casi asintomatici. Nonostante un lockdown tra i più rigorosi e ampi del mondo, l’India non ha potuto prevenire negli ultimi tempi un drastico aumento dei casi di Covid-19 e ha superato il Brasile per numero di casi, subentrando al secondo posto dopo gli Stati Uniti. Considerando tuttavia che la mortalità è stata contenuta, con un netto calo dei decessi giornalieri dopo il picco, l’aumento dei contagi non ha arrestato la riapertura dell’economia indiana.
Prevediamo che l’attuale contesto politico, economico e di mercato persisterà nei mercati emergenti fino a che non sarà possibile procedere a vaccinazioni di massa o si otterrà un’immunità di gregge, con risultati ed esiti ampiamente variabili tra i paesi. In queste circostanze, è probabile che una ripresa sarà molto più lenta (realizzandosi in tempi molto più lunghi) e volatile (per reazione alla politica stop-start) rispetto ai drastici cali che si erano verificati all’inizio dell’anno. Le spese governative sono già state enormi, ma molte attività continuano a chiudere a causa dei lockdown e della ristrutturazione di economie dovute ad altre politiche.

Le relazioni tra Stati Uniti e Cina sono andate costantemente peggiorando e la battaglia politica in vista delle elezioni presiden-ziali statunitensi potrebbe portare a un aumento di rumor e svi-luppi politici negativi temporanei. Il mercato potrebbe continuare ad essere volatile, soprattutto nel caso di risultati elettorali contro-versi. Comunque sia, prevediamo che entrambi i candidati politici degli Stati Uniti manterranno la pressione sulla Cina. Prevediamo anche che l’attuale conflitto sino-statunitense nel campo commerciale e tecnologico continuerà ad esercitare una pressione sulle catene di fornitura, portando a una maggiore localizzazione e reshoring.

Informatica e servizi di comunicazione sono stati settori eccezio-nalmente resilienti, una tendenza che prevediamo destinata a persistere nel contesto attuale. La leadership e la crescita dei mercati emergenti secondo noi resteranno invariate in varie aree, per esempio i semiconduttori, i giochi online e l’impiego della tecnologia wireless di quinta generazione (5G).

Sviluppi e tendenze dominanti nei mercati emergenti

In un trimestre volatile, le azioni dei mercati emergenti sono salite fino a superare i titoli dei mercati sviluppati. Svolte al rialzo dell’economia post-lockdown, costanti politiche accomodanti e progresso nelle sperimen-tazioni di vaccini contro il coronavirus hanno alimentato un rally iniziale, che tuttavia è svanito con i nuovi focolai di Covid-19 e l’inasprimento delle tensioni sino-statunitensi in vista delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Le valute dei mercati emergenti si sono generalmente rafforzate rispetto al dollaro statunitense. L’indice Msci Emerging Markets ha guadagnato il 9,7% nel trimestre, mentre l’indice Msci World ha reso l’8,0%, entrambi in dollari statunitensi.1

Gli eventi più importanti nei mercati emergenti durante il terzo trimestre 2020

Le azioni dell’Asia emergente sono state decisamente più brillanti rispetto al resto dei mercati emergenti, con un forte progresso nel trimestre. A Taiwan, in India, nella Corea del Sud e in Cina le quotazioni dei mercati sono salite rapidamente, sostenute dal forte interesse degli investitori per i titoli tecnologici più importanti. In India, i risultati societari migliori del previsto hanno a loro volta protetto il mercato dalla diffusione sostenuta del Covid-19. La ripresa economica della Cina si è ampliata, tuttavia l’inaspri-mento delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti contro le società tecnologiche cinesi ha invitato alla prudenza. In Thailandia e nelle Filippine i titoli azionari sono scesi, controcorrente rispetto ai trend regionali. Dimissioni del governo e proteste antigovernative in Thailandia hanno alimentato l’incertezza politica. L’Indonesia ha reintrodotto nella capitale restrizioni agli spostamenti per contrastare l’aumento delle infezioni di Covid-19.

Le azioni dell’America Latina hanno subito cali generalizzati nel trimestre, nonostante un solido mese di luglio, a causa tra l’altro di un indebolimento delle valute locali. Il rumore politico e i dati del prodotto interno lordo del secondo trimestre peggiori del previsto hanno pesato sul sentiment nel mercato brasiliano. Il governo ha inoltre comunicato la prima fase della propria riforma amministrativa ed esteso l’aiuto di emergenza mensile a sostegno di chi ha risentito delle misure di lockdown, mentre la banca centrale ha abbassato il tasso d’interesse di riferimento a un minimo record del 2,0%. Il Messico, tuttavia, ha chiuso il trimestre con rendimenti positivi, ampiamente dovuti a un rafforzamento del peso. La banca centrale del Messico ha inoltre tagliato dello 0,75% il tasso d’interesse di riferimento, facendo scendere il costo dei prestiti al livello più basso degli ultimi quattro anni. Una ripartenza graduale dell’attività economica e una ripresa delle previsioni degli affari hanno sostenuto la fiducia nelle azioni peruviane.

Nella regione Europa, Medio Oriente e Africa, i mercati europei hanno sottoperformato i peer del Medio Oriente e africani, a causa di un aumento dei nuovi casi di Covid-19 che ha portato a un inasprimento delle misure di quarantena in varie economie europee. Il calo dei prezzi del petrolio, preoccupazioni geopolitiche e deprezzamento del rublo hanno annullato i benefici dello sviluppo di un vaccino per il Covid-19 e di dati del Pil per il secondo trimestre migliori del previsto, facendo scendere le azioni russe. In altre parti del mondo, il governo del Sudafrica ha continuato ad allentare le restrizioni legate al Covid-19, aprendo il paese ai viaggi domestici, con piani per una ripresa dei viaggi internazionali a ottobre. La banca centrale ha tagli-ato dello 0,25% il tasso d’interesse di riferimento, che a luglio è sceso al minimo storico del 3,5%, lasciandolo poi invariato nella riunione di settembre.

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