Mercati, si naviga a vista: possibili vendite di fine settimana sul petrolio

petrolio dollaro

A cura di Ipek Ozkardeskaya, Senior Analyst di Swissquote Bank

Nonostante sia New York che il Regno Unito abbiano dichiarato che la giornata di ieri sia stata la peggiore in termini di decessi, il numero dei contagi sembra in calo mediamente in tutto il mondo, ma se anche il peggio fosse dietro le nostre spalle, ciò non significa assolutamente che le misure di contenimento possano venire allentate troppo velocemente. Dal momento che i fattori di rischio continuano a prevalere, il mondo potrebbe rimanere in lockdown ancora per un paio di mesi, con i settori dei trasporti e dell’energia a sottoperformare tutti gli altri per un periodo di tempo prolungato.

Un elemento incoraggiante, tuttavia, arriva dal calo della magnitudo delle fluttuazioni giornaliere: iniziamo a registrare minori segnali ansiogeni grazie alla pubblicazione di una serie di dati economici recenti che non sono così brutti come gli analisti si attendevano. In Germania, ad esempio, gli ordini industriali e la produzione hanno mostrato resilienza a febbraio e in Giappone gli ordini dei macchinari sono saliti a sorpresa del 2,3% mensilmente (contro attese di un calo del 2,7%). Negli Stati Uniti, il sondaggio “Jolts” sui posti di lavoro vacanti sono risultati migliori delle attese. Per quanto anche questo dato potrebbe essere misleading.

La maggior parte delle economie, ad eccezione della Cina, si trovava su un sentiero di ripresa economica all’inizio del 2020 e pertanto i dati di febbraio riflettono un trend che non esiste più perché è finito nel mese di marzo e numeri ancora peggiori potrebbero arrivare con aprile. Pertanto, il consolidamento potrebbe facilmente rappresentare uno dei maggiori temi di mercato nei prossimi mesi dal momento che le attese di numeri da fine del mondo dovrebbero già essere stati prezzati ampiamente e sorprese positive sul fronte macro sono l’unica cosa che gli investitori necessitano per rimettersi sulla giusta carreggiata. Crediamo infatti che gli stimoli monetari e fiscali che sono stati dispiegati potrebbero avere effetto più lentamente.

Pur tuttavia, il maggior elemento di rischio in questa settimana apparentemente calma potrebbe essere l’incontro a distanza tra Arabia Saudita e Russia: l’euforia su un taglio potenziale di 10-15 milioni di barili al giorno è stata letteralmente trangugiata dal mercato al punto che la domanda ora è se una riduzione di questa portata sia ancora sufficiente per sostenere una ripresa dei prezzi del petrolio. Infatti, come sappiamo che gli annunci a sorpresa hanno sempre un effetto immediato sulle quotazioni del greggio, la delusione che potrebbe derivare dall’incontro potrebbe avviare una nuova discesa dei prezzi prima della chiusura settimanale dei mercati.

Sul mercato valutario si muove poco: l’euro-dollaro spinge per andare oltre quota 1,10 e l’inversione delle posizioni speculative lunghe sulla moneta unica stanno migliorando il sentiment per la prima volta da settembre 2018 grazie al restringimento del differenziale tassi con la Fed.

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